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Il Paradosso della libertà (PDL)

scritto da Profeta Incerto
Dic 17

Manoscritti Pnakotici

Me ne stavo in beata pace sul mio giaciglio a sfogliare i Manoscritti Pnakotici – li alterno alla Settimana Enigmistica come lettura notturna – quando d’improvviso vengo distratto dalla libertà. Al punto che addirittura mi sono dovuto alzare per scriverne:

La riprova che oggi in Italia ci sia massima libertà di opinione e di espressione sta nel fatto che suddetta libertà si può liberamente attaccare.

E’ evidente infatti che c’è più liberta là dove alla libertà si può essere contrari, piuttosto che dove su di essa la si deve pensare tutti allo stesso modo.

Il mondo sarà più libero quando cesseranno quegli orrendi regimi dove la libertà non si può neanche mettere in discussione.

Nella foto: i Manoscritti Pnakotici con qualche
appunto per il Sudoku (a matita, dài).

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Categorie: Paradossi ,Politica


3 Commenti a “Il Paradosso della libertà (PDL)”

  1. PopingaNo Gravatar ha detto:

    Sulla sinistra del manoscritto, più o meno alla metà del foglio, c’è uno strano simbolo che non ritrovo nelle tavole pnakotiche in mio possesso. O Profeta, quale arcano segreto si cela in esso (sempre che tu possa rivelare in modo essoterico conoscenze maturate con studio, fatica e meditazione)?

  2. Profeta IncertoNo Gravatar ha detto:

    Quel segno l’ho tracciato io stesso durante una tormentata trance. Credo raffiguri in qualche modo la forma delle misteriose creature preumane che redassero l’abominevole testo.

  3. L'associazione dei paralegaliNo Gravatar ha detto:

    Mah sì, il buon vecchio paradosso della libertà, efficacemente dimostrato anche dal cartello tenuto in mano da una manifestante a Teheran nel luglio 2010 (“Abbasso la libertà! Abbasso la schiavitù!”) e dal fatto che dal 2001 in poi la libertà è stata dichiarata un’optional limitabile, scopo proteggere la libertà.
    Nel suo libro nominato al premio ATC Book of the Year 2009, “The Freedom Paradox”, Clive Hamilton ci fa sapere che le pressoché infinite libertà e possibilità di autorealizzazione regalateci negli ultimi due secoli hanno direttamente incoraggiato il famoso atteggiamento da “consumista”; nemico primario della nostra libertà interiore divennero i nostri stessi desideri. Non sappiamo se egli e un conoscente della manifestante iraniana.
    Ci sembra, però, che Hamilton riporta il paradosso della libertà ad un altro buon vecchio paradosso, quello del conservatorismo di sinistra. Il conservatore, è lapalissiano affermarlo, vuole conservare- presumibilmente l’autorità, l’immobilismo, la libertà interiore targata “amish”, la polvere sui libri e la merda dei piccioni sulle statue, quando capita. Il ché lo mette in diretta contraddizione con il progressista. Succede poi, ogni finimondo da calendario dei maya, che il progresso dei tempi s’incammina verso l’abolizione del progresso, dell’emancipazione, e delle infinite libertà regalateci negli ultimi due secoli. Momenti inquieti nella storia dell’umanità, nei quali tende ad apparire appunto il “conservatore di sinistra”- costui, volendo conservare ciò che esiste, desidera conservare il progresso, e la libertà.

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