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Il Paradosso dell’Onnipotenza

scritto da Profeta Incerto
Gen 14

Un giorno Dio decise di sgranchire un po’ la propria Onnipotenza.

– Qual è il prodigio più straordinario che potrei compiere – si chiese – per esprimere tutta la Gloria del Mio Infinito Potere?

Una delle più poderose idee che gli venne in mente fu quella di cessare di esistere, temporaneamente o addirittura per sempre.
– Mmm, forse non è abbastanza “glorioso”. Soprattutto è troppo facile.

Allora pensò di creare un Dio più potente di Sé e di adorarlo, ma nemmeno quest’idea lo entusiasmava: – Gli uomini ne sarebbero confusi. E poi no, è ancora una cosa troppo semplice da fare.

– Potrei centuplicare la mia stessa infinita Onnipotenza – Una sciocchezza.

Dopo averci rimuginato tutta la domenica pomeriggio Dio decise che sì, esistevano senz’altro alcune cose difficili da realizzare, ma non c’era niente che gli fosse realmente impossibile. L’evidenza di questo piccolo, doloroso limite lo riempì come di un vuoto, e così creò te, e tre quarti della palazzina tua.

Nel caso vi fosse disgraziatamente sfuggito il punto di questa famosa parabola1, ve lo sintetizzo in due righe: se Dio è onnipotente vuol dire che non è in grado di trovare nessuna cosa che non può fare, quindi non è davvero onnipotente.

Questo perché l’Onnipotenza stessa è una stronzata autocontraddittoria, come se a noi credenti ce ne fregasse qualcosa.

Tratteremo più in là nel tempo le insidie nascoste dietro altri fondamentali attributi di Dio. Si chiamano così.

Nella foto: non muore foglia che Dio non voglia.

  1. Tratta da: P.INCERTO, C’era una volta che un giorno crollò, ASSUMMA, 2002, p.31 []

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Categorie: Appunti Eretici ,Le Parabole ,Paradossi


7 Commenti a “Il Paradosso dell’Onnipotenza”

  1. PopingaNo Gravatar ha detto:

    Scusa, Profeta Incerto, ma dove si trova il libro che citi spesso? Ho fatto una ricerca su internet, ma niente. Assumma è quello della SIAE? L’onnipotenza può curare l’impotenza? Sulla palazzina dio ha pagato l’ICI? Aveva il nulla osta dell’ufficio tecnico? Che cosa ne pensi di quelli che fanno troppe domande? E di quelli che danno troppe risposte? Non pensi che sia meglio come fanno gli spagnoli che mettono un segno grafico all’inizio di una frase interrogativa? Chi ha vinto il Giro d’Italia nel 1957?
    Con deferenza.

  2. Profeta IncertoNo Gravatar ha detto:

    Il bello di ricevere tante domande è che si può rispondere a tutte con un cumulativo “boh”, che tra l’altro è il mio responso paradigmatico. Sta a te lasciarti ispirare dalla Verità e interpretare cotal sentenza nella maniera più consona. Ho fiducia.

  3. Giuseppe NicosiaNo Gravatar ha detto:

    Molto bello questo post. Il concetto di onnipotenza porta a numerosi paradossi, ma anche quello di onniscienza, come ho trattato in questo mio articolo, in cui mostravo come l’onniscienza può essere addirittura uno svantaggio: http://miaplacidusedaltriracconti.blogspot.com/2008/04/il-paradosso-dell-sapere-tutto-pu.html

  4. MBarcoNo Gravatar ha detto:

    Caro giuseppe (con la minuscola) avendo tempo da perdere ho letto il tuo delirio. Ti suggerisco di giocara all’autoscontro in autostrada con profeta incerto, augurandomi che entrambi NON sterziate schiantandovi in uno spettacolare urto frontale. Se farete questo la terra (piatta?) diventerà un posto migliore.

  5. kwyjiboNo Gravatar ha detto:

    MBarco c’hai tvoppo odio

  6. bernardino damontiNo Gravatar ha detto:

    la sofferenza interroga

  7. bernardino damontiNo Gravatar ha detto:

    la sofferenza interroga,chiede ragione.Per per interrogare ci vuole un interlocutore.Cosa facciamo?ha detto Papa Francesco rivolto a Dio dopo il terremoto del centro-Italia:sembra un modo soft di chiedere:perché?Ma il credente non chiede perché.La risposta a fatti come questi l’ha data Kierkegaard:credo quia absurdum,credo perché é assurdo.È l’unica risposta possibile:il paiano di Dio per il mondo contiene anche l’assurdo.È la fede di Abramo che ubbidisce al comando di Dio di sacrificare il figlio(di cui parla Kierkegaard) e del Dio sommamente buono che crea un mondo in cui gli innocenti soffrono(spunto delle mie riflessioni).Nel mondo animale vige la legge della giungla,il forte uccide il debole per domare la fame.Che dignità ha la gazzella che tenta invano di fuggire al leone?Le stelle che esplodono o che si spengono lentamente come il nostro sole,la Terra che ogni tanto si da una scrollata in attesa del prossimo meteorite?(sembra che un meteorite ha provocato una tale cataclisma da far sparire i dinosauri).Sarebbe questo il disegno intelligente?l’orologio che richiama l’orologiaio?Dove é la somma benevolenza il fine buono del creato,l’armonia di cui parlano alcuni grandi filosofi del passato?Un Dio onnipotente e sommamente benevolo non avrebbe potuto fare di meglio?
    Oppure é tutto conseguenza del peccato originale?:l’uomo che disubbidisce a Dio che vuole essere simile a lui,la punizione,la cacciata la caduta.Ma la gazzella quale é il suo peccato originale?La sofferenza degli innocenti é il prezzo da pagare per il peccato originale?Il bambino che soffre per la madre perita nel terremoto.O anche l’innocenza é andata perduta nella caduta?Duro da accettare anche per chi crede che il Dio dei Cristiani a un certo punto della storia si é incarnato per soccorrere la sua creatura prediletta quella creata “a sua immagine e somiglianza” e redimerla dal peccato.E prima?Perché proprio 2000 anni fa e proprio in Palestina?Già il Popolo eletto,la Terra promessa.Perché non gli Eschimesi e la Groenlandia?Difficile da capire.
    Acquisita la fede alla nascita,ambiente cattolico(subito il battesimo altrimenti in caso di decesso é il Limbo)prima o poi non si puo non farsi queste domande e ci si accorge che la fede non é quella acquisita in modo quasi naturale ma é un grande problema un problema molto serio.Allora é impossibile non sentire un profondo disagio,un disorientamento,le certezze vacillano é il momento in cui o si accetta il credo perché é assurdo o si perde quella che credevamo essere la fede.E un bel mattino ci si sveglia agnostici.Ed é un brutto risveglio.Vivere senza le certezze perdute,le preghiere recitate in modo mnemonico sin da piccoli,ma anche la fede vissuta quella che aiuta nei momenti difficili l’antidoto alla disperazione di cui parla il Manzoni.Tutto é piu complicato.E anche qui c’è un prezzo da pagare:anche senza interlocutore rimane l’assurdo della sofferenza degli innocenti:la vita é una lotteria.Inutile chiedere perché perché non ci sono risposte.Il metro con cui ci misuriamo e solo la nostra coscienza e sappiamo quanto é cultura-dipendente.Il famoso”senza Dio tutto é permesso” di Dostoevskj.È una grande sfida ed é ineluttabile.E l’uomo é fragile,poter contare solo sulle proprie forze é un carico di responsabilità forse troppo grande,arrischia di soccombere.Che dire?ammirare i credenti dalla fede cristallina(ma quanti sono?) quelli che non sfiorati dal dubbio forse quelle domande non se le fanno mai (in ogni caso accettano l’assurdo che chiamano mistero)ma che riescono a vivere sereni nelle temeste della vita anche se peccatori incalliti? che dopo le tante confessioni i calli li hanno sulle ginocchia.

    (sono un po fuori tema ma é partendo dai problemi concreti che ci riguardano tutti a cui non trovo risposte convincenti nelle grandi discussioni teoriche filosofiche o teologiche)

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