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Sangue Blu

scritto da Profeta Incerto
Nov 23

Sangue Blu

La parabola di oggi1 è un invito alla riflessione sui temi della tolleranza e della solidarietà nel rispetto delle reciproche diversità intese come valori fondativi del comune vivere civile in una società evoluta e compartecipata nel cammello.

Peccato. Se non mi scappava quel cammello a stonarmi sul finale2 quasi funzionava, la mia frase scritta senza pensare infilando a orecchio una serie di vacue espressioni retoriche e scotte.

Buona lettura e meditazione.

Mario era uno sporco ex caciaio omosessuale disoccupato tossicomane che abitava in un tugurio lercio e ributtante situato più o meno a metà del maestoso e suggestivo Viale dei Papi.

I suoi vicini appartenevano tutti alla più alta nobiltà del luogo, vivevano in sontuose villette dall’aspetto severo, e avrebbero fatto qualunque cosa per eliminare quella sconcia presenza dalla loro vita, e soprattutto dalla loro via.

Ciò che in Mario essi trovavano offensivo oltre ogni limite di sopportazione erano in particolare i suoi disgustosi bagni di letame. Mario li faceva tutti i giorni, immergendosi fino ai capelli in delle enormi vasche rifornite quotidianamente con camionate di materiale fresco proveniente dalle più luride fattorie della zona. Era impossibile fingere di non badare a questa immonda pratica: a parte l’odore ripugnante che penetrava ovunque nella via, ogni volta che Mario si dedicava ai suoi bagni aveva l’abitudine di ridere a squarciagola, vociare bestemmie di una ferocia inaudita e cantare con voce sgraziata le infinite virtù della merda.

I nobili vicini odiavano Mario fino allo spasmo e gli giuravano ripetutamente che un giorno lo avrebbero impiccato al platano più alto di Viale dei Papi. Non appena udiva quelle minacce Mario reagiva precipitandosi in strada ad urlare abomini di una volgarità impossibile, e lo faceva con tanta sguaiatezza e un tale gusto che non la smetteva neanche quando cominciava a vomitare.

Un mattino Mario aprì la finestra della sua camera da letto, sporse il sedere dal davanzale e si mise a cacare sciolto spruzzando e impiastricciando tutto l’intonaco sottostante. L’anziano barone Riccardi, il cui studio ricco di affreschi e di preziosi busti di marmo si affacciava proprio lì davanti, quando lo vide fu colto da un malore. Non appena ripresosi raggiunse la finestra ed urlò a Mario che un giorno lo avrebbe fatto a pezzi con le sue mani. Per tutta risposta Mario si mise a scatarrare rabbiosamente in faccia al barone che lo maledisse più volte prima di ritirarsi chiudendo il vetro.

I nobili vicini odiavano Mario fino alle convulsioni, lo odiavano fino a farsi venire la schiuma alla bocca. I più irriferibili pensieri di tortura e di morte non bastavano a placare tanto livido, ossessivo, devastante rancore.

Fu così che in una gelida notte d’autunno, mentre Mario se ne stava sulla soglia di casa berciando le offese più sanguinose che mai abbiano trafitto orecchie umane, accadde che i nobili si riversassero via via tutti in strada senza che nessuno si fosse dato appuntamento. Erano armati di sciabole, picche, alabarde e coltelli; qualcuno era in camicia da notte. La rabbia bolliva che faceva condensa, l’odio brillava al buio come metallo fuso; alla vista di quell’orda strascicante Mario tuonò in una oscena risata blasfema dopo di che, strillando efferatezze di una bestialità cosmica, si mise a bersagliare i nobili con violentissime manate di letame verminoso.

Fu immobilizzato mani e piedi, squartato dalla gola all’addome, gli furono strappate le interiora a mani nude, mangiato il cuore e pisciato sui resti, mentre qualcuno appiccava il fuoco alla sua lurida, maledetta casa.

Da quella sera nacque la perpetua usanza di incendiare i propri escrementi e inebriarsi degli effluvi nel ricordo della fiera vendetta.

L’austero splendore di Viale dei Papi da null’altro mai sarà più offuscato.

Nella foto: un incantevole
scorcio di Viale dei Papi.

 

  1. Tratta da: P.INCERTO, C’era una volta che un giorno crollò, ASSUMMA, 2002, p.21. []
  2. Che poi stona davvero? []

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Categorie: Le Parabole


Un Commento a “Sangue Blu”

  1. PopingaNo Gravatar ha detto:

    Viva Mario, martire della libertà! Grandiosa anche l’introduzione, che, dato il seguito, chiamerei supposta. Ti va?

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