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Articoli Taggati ‘Adriano Celentano’

Lo Spiano Case

scritto da Profeta Incerto
giu 27

(sì, comincia te)

Quand’è che cominciamo a buttarli giù, questi palazzi del cazzo che spuntano fitti come palazzi del cazzo ovunque in città e campagna, su spiagge, prati, campi, spiazzi, zone agricole, riserve naturali?

Ci sono più case in cielo e in terra che nella tua filosofia, o Ermione1.

Quelli che tirano su le case distruggono col cemento il territorio (campi, prati, zone agricole, riserve naturali, spiazzi…).

Allora perché li chiamano ancora costruttori?
Cominciamo a chiamarli distruttori.

Sentite un po’ se non suona più corretto:

“A Milano c’era un parco e i distruttori ci hanno fatto un complesso residenziale”.

“Qui c’era un bel prato, poi sono arrivati i distruttori con le loro gru e ne hanno fatto un parcheggio multipiano”.

“Da qui si vedeva l’orizzonte a perdita d’occhio, ora che sono passati i distruttori si vede questo centro commerciale”.

Per ricordarsi che esiste, l’uomo ha bisogno di vedere più cielo!2

Nella foto: non so non so, perché continuano,
a costruire, le case, e non lasciano l’erba,
non lasciano l’erba, non lasciano l’erba.

P.S.
Questa storia dei distruttori me l’appoggia anche Grillo.

  1. Boh. Dev’essere la Vodka-Red Bull (N.d.Esegeta). []
  2. Io invece ora ho proprio bisogno di smaltire ‘sta vodka redbull, che tra l’altro mi fa cagare. Ciao anto []

Il Paradosso di Socrate

scritto da Profeta Incerto
dic 11

BananaChiquta

Socrate era un famoso corruttore di giovani dell’antichità classica, che un giorno fu indicato dall’Oracolo di Delfi come il più sapiente tra gli uomini.

Egli, ma solo per modestia, decise di confrontarsi coi più grandi sapienti dell’epoca allo scopo di sputtanare l’Oracolo (dal greco: σπυτταναρε). Riuscì invece soltanto a sputtanare i suddetti sapienti dimostrando che tutta la loro sapienza si reggeva su una bella cippa di niente. Alla fine Socrate dovette ammettere di essere davvero il più sapiente tra gli uomini, e ciò per il fatto di essere l’unico a sapere di non sapere niente.

Tornò dunque a inchiappettarsi i bambini fino a che non fu arrestato e infine decise di togliersi la vita con la cicuta1. L’uomo che oggi si avvicina di più a Socrate è indubbiamente Adriano Celentano, che in onore del maestro della maieutica si professa il “Re degli ignoranti”. Socrate si può dunque considerare un Adriano Celentano dell’antichità.

A quanto ce ne riferisce Platone, che poi è la principale fonte di notizie su di lui, Socrate soleva ripetere:

L’unica cosa che so è di non sapere”.

L’affermazione è volutamente paradossale, perché fare affermazioni paradossali è spesso una cosa divertente e Socrate adorava essere spiritoso (i bambini impazzivano per questo). Ma i paradossi in certi casi si ritorcono contro, e questo pare uno di quei casi.

La domanda sorge infatti spontanea, caro Socrate: tu dici che l’unica cosa che sai è di non sapere, ma come fai a saperlo? Se infatti è vero che non sai niente non puoi neanche sapere di non sapere niente, ti pare?

Eh? Sei d’accordo? Sì, percepisco il tuo spirito… Come dici? Bella cazzata la foto della banana qua sopra? No, perché sei simpatico te… lo so cosa dici in giro di me, và và…

Nella foto: il frutto dell’amor.

  1. Non fu arrestato perché si inchiappettava i bambini – all’epoca la pratica era socialmente apprezzata, un po’ come oggi non farlo – ma più probabilmente perché a furia di dare dell’ignorante a destra e a manca era finito sulle palle a tutta Atene, e anche giustamente, dico io. []