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Articoli Taggati ‘Astronomia’

2012: Mai dire Maya

scritto da Profeta Incerto
Gen 16

Sonda Spaziale Maya Chinich (Grande Sole)

Caro Profeta, cosa pensi della famosa profezia Maya sulla fine del mondo nel 2012? Alberto


Caro Alberto, sui maya molti sanno poco, pochi sanno molto, ma tutti sanno che erano astronomi esperti. Sapevano prevedere le eclissi, il corso di Venere e addirittura la durata del ciclo di rotazione galattico. Impressionante, vero?

No.

Aspetta, vorrei scandirlo meglio: NO.

Insomma, siamo seri, parliamo di mezzo millennio fa, oggi quelle cose le sa fare un bambino con una App dell’iPhone.

E’ un po’ come quando si dice che gli antichi egizi erano abili ingegneri: ok, Tutankhamon, quello è un grattacielo, vediamo come te la cavi tu con i tuoi macigni, i tuoi schiavi di guerra denutriti e le tue cazzo di carrucole di legno.

Se invece che “astronomi esperti” cominciassimo a considerare i maya “una mandria di primitivi superstiziosi in costume che sacrificavano compaesani nella giungla per ingraziarsi il temibile Dio Mais1” anche Roberto Giacobbo avrebbe una punta di imbarazzo nel dar loro credito.

Non si tratta di gettare fango sui maya (cosa che peraltro il Dio Mais apprezzerebbe come fertile omaggio), ma di contestualizzare le abilità di un popolo nel suo periodo storico, alla larga dalle frasi fatte e dai luoghi comuni.

Per tornare alla tua domanda, Alberto, stabilirei questo criterio generale: diffidate sempre di chi predice la fine della nostra civiltà, in particolare se non è riuscito a prevedere la fine della sua.

Nella foto: tipica sonda spaziale maya
in titanio e polenta taragna.

  1. Sì, i Maya credevano che l’uomo nascesse dal mais. Questo spiega l’irresistibile attrazione degli astronomi verso il pop corn. []

Aboliamo l’Ora Solare

scritto da Profeta Incerto
Ott 31

Wolves

Non esiste più la mezza stagione.

E’ vero.

E’ talmente vero che il transito tra le due stagioni rimaste (chiamiamole stagione A, quella calda e luminosa, e stagione B, quella fredda e buia) è netto, inequivocabile, e coincide col periodico salto tra l’ora solare e l’ora legale, e ritorno.

Oggi tocca all’ora solare. Di colpo siamo nella stagione B e come ogni anno mi chiedo se non ci sia del masochismo.

L’insonnia, i mal di testa, gli orari sballati… tutte cose importanti, certo, come no, sì sì.

Ma quello che più mi frastorna è una domanda: perché a un certo punto dell’anno, quando comincia a fare buio prima, decidiamo di toglierci un’ora di luce in più?

Lo so che le giornate non sono davvero più corte, che le ore di luce complessive sono le stesse di ieri. So bene che quell’ora di sole in più nel pomeriggio non solo era illusoria ma era pure illegittima, che l’ora legale è un’impostura basata su criteri economici invece che astronomici, e pure opinabili. Lo so. Eppure ogni volta ci casco e mi domando perché non evitiamo di farci del male1.

Confuso, decido di confrontarmi con Hamelin2, gli spiego la faccenda del cambio dell’ora ma butto subito le mani avanti, insisto, per convincere me stesso, che è solo un gioco di prestigio con il tempo e con le parole, una roba di convenzioni, un innocente balzo di lancette e cifre digitali. Lui ascolta, ridacchia, scuote la testa: “come vi piace a voi umani prendervi per il culo da soli, eh? – dice – Fa buio un’ora prima e la chiamate pure ora solare!”.

L’ora solare – insisto – è la sola astronomicamente sensata, quella maledetta ora di buio in più permette al nostro sole di posizionarsi allo zenith esattamente a mezzogiorno.

E sticazzi – commenta Hamelin – se proprio ci tieni basta chiamare “mezzogiorno” l’una di pomeriggio invece che le dodici, tanto se è tutta una convenzione…

Vacillo ma non crollo. Poi crollo.

PROFETA INCERTO
Lo so che l’umanità è masochista, ma questa cosa, proprio, io…

HAMELIN
Senza uscire dal calendario c’è ben di peggio.

PROFETA INCERTO
Che vuoi dire?

HAMELIN
Due sole parole: anno bisestile.

PROFETA INCERTO
Anno bisestile?

HAMELIN
A un certo punto della storia gli uomini si accorgono di dover aggiungere un giorno ogni quattro anni, e cosa fanno?

PROFETA INCERTO
Che fanno?

HAMELIN
Allungano l’inverno.

PROFETA INCERTO
Mmm.

HAMELIN
La durata reale delle stagioni, certo, non cambia.

PROFETA INCERTO
E’ il solito effetto illusorio.

HAMELIN
Il solito effetto illusorio. Ma allora perché non il 32 agosto?

PROFETA INCERTO
Non sarebbe male, ogni quattro anni, un bel 32 agosto.

HAMELIN
Invece no, il 29 febbraio.

PROFETA INCERTO
Il 29 febbraio.

HAMELIN
E allora dillo che sei masochista.

Nella foto: centro città
alle 3 di pomeriggio, ora solare.

  1. Il Profeta trascura di considerare, mi pare del tutto arbitrariamente, i mattinieri e coloro che in generale prediligono proprio questo tipo di orario (N.d.Esegeta). []
  2. Il suo spirito guida (N.d.Esegeta). []

L’Uomo che guarda

scritto da Profeta Incerto
Ago 19

Voi Siete Qui

L’avrete letto, si mormora che nella nostra galassia potrebbero esistere almeno 100 milioni di pianeti simili alla Terra1.

Che uno dice “urca, tanti.”, poi però c’ha altro da fare e non ci pensa più. Così non si accorge che cento milioni non sa nemmeno quanti siano.

No, non lo sa.

E voi lo sapete quanti sono cento milioni di pianeti?

Ve lo dico io: no.

Per avere un abbozzo di consapevolezza di quanti sono davvero cento milioni di pianeti c’è un solo modo: contarli. Facciamolo insieme, è un importante esercizio di meditazione cosmica.

Allora. Cominciamo dal pianeta numero Uno, poi viene il pianeta numero Due, poi il numero Tre, oh e poi c’è il pianeta numero Quattro, il numero Cinque e il numero Sei, il Sette, l’Otto e il Nove, poi ci sta il Dieci, poi viene l’Undici e naturalmente il Dodici, il Tredici, il Quattordici, quindi il Quindici, poi il Sedici, come dimenticare il Diciassette, il Diciotto, il Diciannove, il Venti, il Ventuno e il Ventidue.

E finalmente arriva il Ventitré, poi il Ventiquattro, il Venticinque e il Ventisei, che ci porta al Ventisette, e poi al Ventotto, al Ventinove, e così via il Trenta, il Trentuno, il Trentadue, Trentatré, Trentaquattro cinque sei sette otto nove Quaranta.

Ecco il Quarantunesimo pianeta, il Quarantaduesimo, là c’è il Quarantatreesimo, poi il Quarantaquattro, il Quarantacinque, il Quarantasei, il Quarantasette, e ancora il Quarantotto, Quarantanove, Cinquanta e Cinquantuno, Cinquantadue e Cinquantatré, e Cinquantaquattro, e Cinquantacinque, e Cinquantasei, e Cinquantasette, e Cinquantotto e Cinquantanove Sessanta Sessantuno Sessantadue Sessantatré Sessantaquattro e così via continuate voi, mi raccomando, uno alla volta, fino a Cento Milioni.

Fatto? Ok, ora possedete una blanda cognizione del dato, contentiamoci.

Tutto questo (e permettetemi di sottolineare, visto che sai magari uno legge di fretta) TUTTO QUESTO si trova in quella ciclopica, sterminata porzione di spaziotempo che corrisponde alla nostra galassia2.

Ora, la nostra galassia non è naturalmente l’unica. Ma quando uno legge che nell’universo di galassie ce ne sono 100 miliardi – secondo stime neanche le più abbondanti – magari fra sé dice “uau” ma poi siccome ha altre cose da fare…

No perché sapete quante sono cento miliardi di galassie?

Allora.

C’è una prima galassia, la numero Uno, che già da sola è tanta tanta roba, poi c’è la numero Due, immensa che la metà bastava, poi la numero Tre, inconcepibile, paurosa, poi c’è la galassia Quattro, c’è la galassia Cinque e la galassia Sei, c’è la Sette, la Otto e la Nove, ci sono la Dieci (mastodontica) e la Undici (mostruosa), infine la Dodici, la Tredici, nondimeno la Quattordici e la Quindici, c’è la galassia Sedici, la Diciassette, poi c’è la Diciotto, la Diciannove, la Venti, la Ventuno… avanti così, dai che ti fa solo bene.

Nella foto:
x = e quanti universi ci sono?

P.S.
Questo articolo partecipa alla decima edizione del Carnevale della Fisica, ospitato questo mese sul bellissimo blog del bellissimo Popinga.

P.P.S. (dell’agosto 2017).
Quando ho scritto questo articolo, nel vicino 2010, si parlava di 100 milioni di pianeti possibili “gemelli” della Terra, nel 2015 le stime sono state aggiornate a 100 miliardi di pianeti. Era un po’ che volevo aggiungere questa nota.

  1. Ossia potenziali ospiti di vita, di un’evoluzione, qua e là magari anche di intelligenza, e quindi di pensieri, amori, sogni, domande, orgasmi, piatti del giorno, poesie e altre di queste complicazioni. []
  2. Che si chiama Via Lattea, casomai vi capitasse di dover dare indicazioni. []