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Articoli Taggati ‘Caso’

Aforismi del Profeta Incerto

scritto da Profeta Incerto
dic 9

Chi vuol esser lieto, sia: chi non vuole cazzi sua.

Più conosco gli uomini, più amo le donne.

La democrazia è la forma di governo preferita oggi dai migliori dittatori.

Il caso non esiste, e se esiste non è un caso.

Il modo migliore per non impazzire
è essere già pazzi.

Per essere felici basta accontentarsi di quello che si ha.
Il problema è quello che hanno gli altri.

Dio ha detto “non desiderare la roba d’altri”
quindi, prete, non desiderare la mia salvezza.

La chiesa sostiene, propugna e difende la famiglia. Come la mafia.

Per una rondine è sempre primavera.

Sii te stesso, ma non spesso.

Ci sono persone così egoiste che a me non ci pensano.

Il sesso ci accomuna alle bestie, per questo è la cosa che più ci nobilita.

Se una cosa si può fare non è contronatura.

Cambio spesso idea, non sono coerente.
Sapete chi è molto coerente? I morti.

Per fare teoria ci vuole pratica.

La frutta fa bene:
fatevi le pere.

Se non riesci con le cattive prova con le perfide.

Nulla si crea nulla si distrugge,
tranne in filosofia, religione e politica.

Se un albero cade nella foresta e nessuno lo sente,
stanno disboscando per farci un centro commerciale.

Se qualcuno ti sputa in faccia, non è detto che sia disprezzo:
Gesù ci guariva i ciechi.

Compito dei profeti è dire le cose, qualcuno poi penserà a spiegargliele.

Dietro ogni scoreggia c’è uno stronzo.

Il test di Turing è inutile.
Conosco umani che non lo supererebbero.

Inciampare in un gradino, la saponetta che scivola di mano,
una pasta leggermente scotta, trovare parcheggio più lontano del solito…
Sono quelle piccole cose che, tutte insieme, fanno una giornata di merda.

La verità è che non ho alcuna certezza, ma non ne sono sicuro.

Comunque guardo i fatti giungo sempre alla conclusione
che Dio ha più cose da farsi perdonare da noi che noi da lui.

Nella foto: auliche ispirazioni.


Il Gioco dello Sconosciuto

scritto da Profeta Incerto
lug 28

Diego Velasquez - Venere allo Specchio (o grosso iPad)

Nel mondo siamo tanti. Alcuni dicono troppi, anche se poi non considerano mai se stessi tra quelli in eccesso, il che mi pare un po’ troppo comodo signori miei1.

Potete farvi un’idea di quanta gente esiste là fuori considerando quanta ce n’è qui dentro: avete mai provato a cercare su Google un nome e un cognome a caso?

Scoprirete che per molti dei nomi che vi vengono in mente c’è qualcuno che si chiama così: professionisti, studenti, casalinghe, gente che guarda, antipapi, web designer…

Non ci credete? Vi sfido: prendete i vostri vecchi compagni di scuola, scambiategli nome e cognome e cercate.

Fatto?

Bene, ora siete pronti per il Gioco dello Sconosciuto, il salvifico trastullo della maledetta estate 2012 col quale anche voi compulsivi net-dipendenti bastonati dalla crisi potete sperare di fare una media figura coi vicini di ombrellone pur senza manco una lira di App sul vostro I-Qualcosa.

Queste sono le regole per due o più giocatori:

  • Prima di ogni turno vengono estratte due lettere a sorte, la prima sarà l’iniziale del nome la seconda del cognome.
  • Il giocatore di turno dichiara il nome e il cognome che intende cercare, la maggioranza degli altri partecipanti deve essere concorde che il nome e/o il cognome proposto non siano inventati o forzatamente esotici, altrimenti il turnista deve proporne un altro. In caso di parità il nome vale. Si può stabilire un limite massimo di tentativi.
  • Il nome viene poi digitato sulla maschera di Google tra virgolette e viene dato il via alla ricerca.
  • Si considerano i primi 10 risultati: se in nessuno di questi il nome e il cognome si trovano adiacenti e senza alcuna punteggiatura che li separi, il giocatore ha trovato uno Sconosciuto e guadagna 1 punto e il diritto a un nuovo turno di gioco.
  • Nessun concorrente può cercare un nome o un cognome già utilizzato in precedenza da sé o dagli altri partecipanti.
  • Vince, indovina un po’, chi fa più punti.

Siccome mentre scrivevo queste regole stavo pensando ad altro2 è possibile che si possano migliorare e di molto, specie dalle parti del forzatamente esotici. Se avete suggerimenti suggeriteli.

Possibili varianti:

  1. Fa punto chi trova almeno due omonimi.
  2. Bonus per chi visualizza meno di dieci risultati complessivi.
  3. Giri di scommesse sui battesimi.
  4. Gare a tempo, tornei a squadre, lettere sorteggiate in comune, nomi stranieri, composti, penalità per chi becca oltre al nome la foto.
  5. Stessa roba su Facebook.

Il Gioco dello Sconosciuto diventerà sempre più difficile col passare del tempo.

Almeno finché internet e l’umanità continueranno a crescere.

Buon divertimento.

Nella foto: ontopatologia dell’indicizzazione: “ma se
non ti trovo su internet esisti realmente?”

  1. Un altro modo per risolvere il problema della sovrappopolazione è che tutti quelli che considerano la sovrappopolazione un problema diano il buon esempio suicidandosi. []
  2. Spesso mentre scrivo penso ad altro. []