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Articoli Taggati ‘CCCP’

Una questione di estetica

scritto da Profeta Incerto
Dic 15

Cose Buone dal Mondo

Come tutti sapete, fedeli discepoli, l’immensità dello spaziotempo annovera tra le pieghe di quello che noi chiamiamo passato una fase in cui il vostro Profeta Incerto è stato un CCCP1.

Adesso non solo Egli (che poi è Io) non crede più in Dio, ma spera con tutto il cuore che Dio non esista.

Il mondo che la nostra consapevolezza ci permette di contemplare è qualcosa di immenso, sublime, misterioso, ricco, poetico, bello. La mia coscienza estetica è troppo evoluta per non deprimersi all’idea che, sì, è vero che esiste il mare, esistono galassie lontane da sognare, esiste la fica, il profiterole, i film di Fellini, la fica, i racconti di Lovecraft, la fica, la neve, il Tetris, il Bolero di Ravel… ma tutto questo sono solo fortuiti accessori perché l’unica cosa che davvero conta nella vita è fare i bravi.

Ecco ciò che del Cristianesimo oggi più mi ripugna: che Dio ci avrebbe messi al mondo solo per vedere quanto siamo buoni! Il Dio Cristiano è solo uno stracazzo di moralista!2.

Nella foto: cose buone dal mondo (manca qualcosa?).

  1. Cristiano Cattolico Credente Praticante (N.d.Esegeta). []
  2. A volerla dire tutta la cosa è financo completamente inutile e gravemente insensata. Intanto perché essendo Dio onnisciente sa già se saremo buoni o cattivi e quindi se andremo in paradiso o all’inferno. Anzi, è Lui che fa gli uomini più o meno inclini a cedere alle “tentazioni”, ed è sempre lui che direttamente o indirettamente consente che queste tentazioni esistano. Vabbè mi è venuto sonno, buonanotte. []

Gli Otto Comandamenti

scritto da Profeta Incerto
Dic 12

mose

Per i CCCP (Cristiano Cattolici Credenti Praticanti) osservare i Dieci Comandamenti è la via maestra verso la santità e la vita eterna. Ne sia riprova la virtù e l’esempio di alcuni tra i più noti cattolici italiani: Silvio Berlusconi, Rocco Buttiglione e Totò Riina.

Per carità, niente da dire sui Dieci Comandamenti, a parte che sono troppi. Comunque più di quelli che servivano.

Per esempio il DecimoNon desiderare la roba d’altri” rende perfettamente superfluo il SettimoNon rubare”: se uno non desidera non ruba1.

Stesso discorso per quanto riguarda il NonoNon desiderare la donna d’altri” che, sì certo, denota un sottile allentamento dell’implacabile maschilismo divino (giacché qui addirittura si distingue la donna dalla roba), ma rende totalmente inutile il SestoNon commettere adulterio”, specie alla luce della fondamentale precisazione di Gesù in Matteo 5,27-28: “chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore”.

Dio avrà pensato: repetita iuvant2: è probabile che al branco di pecorai che lo adoravano ai tempi di Mosè fosse necessario ribadire i concetti. Ma da allora sono trascorsi millenni di civiltà cristiana e possiamo fare a meno di tutte le sgraziate ridondanze dei Dieci Comandamenti: dimostriamo a Dio che siamo diventati svegli e aboliamone due!

Proporrò la questione alla CEI non appena mi invitano di nuovo3.

Nella foto: Mosè con in braccio i Dieci Comandamenti.
E dovreste vedere il resto della sua Bibbia.

  1. A meno che non sia cleptomane… ma vabbè, non si può stare dietro alle scemenze di chiunque, all’inferno gli passerà la voglia di infilarsi le cose in tasca. []
  2. A Dio piace il latino. Come a papa Ratzinger. Spesso lo ballano insieme. []
  3. Non lo faranno più. []