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Articoli Taggati ‘Diavolo’

I Miracoli del Profeta Incerto

scritto da Profeta Incerto
mag 29

Ma fai anche i miracoli? Serena

Certo, nella foto c’è il listino 2013 (clicca o avvicinati per ingrandire).

Miracoli - Listino Prezzi 2013

E adesso alcune testimonianze reali1 di miracoli attribuiti al Profeta Incerto:

“Ricordo con emozione quando, al passaggio del Profeta Incerto, il fiotto d’acqua che scaturiva dal puttino di una fontana si è tramutato miracolosamente in vero piscio!” (Marina da Siena).

“Mio figlio aveva gli spiriti maligni e il Profeta Incerto l’ha liberato col solo segno della croce: Onofrio urlava sempre e sbraitava e non stava neanche mai composto a tavola, insomma c’aveva il demonio, il Profeta allora si ritira in preghiera, e prega e prega ma Onofrio continua a sbraitare. Allora il Profeta prega più forte, ma quello nulla. Più forte ancora, nulla. Più quello prega più quell’altro sbraita.

Alla fine il Profeta – che è santo, sì, ma si rompe anche i coglioni – tira giù dal muro un crocione di 80cm per 1mt e glielo schianta sul fondo schiena. Da allora il bambino è diventato un angelo, non parla più, sta sempre buono e zitto, si agita solo quando deve stare a sedere. Ogni fine settimana ci ritroviamo tutti, amici, parenti e pellegrini per un rosario di ringraziamento dinanzi al segno della croce che il Profeta, a perpetua testimonianza del prodigio, gli ha stampato sul culo.

Sia lode al Profeta Incerto.” (Concetta da Lecce).

Nella foto: come finirà il Mondo? Facile,
guardatevi questo video di 10 secondi, poi

iscrivetevi al canale Youtube del Progettino

nonché alla relativa pagina Facebook
(fine del messaggio subliminale).

  1. Non è vero niente. (N.d.Esegeta). []

Nessuno tocchi Satana

scritto da Profeta Incerto
feb 17

Il Diavolo e l'Acqua Santa

Dio non ama farsi vedere spesso in giro, sennò Credere sarebbe troppo facile1. Alcune persone ingenue – gli atei – ci cascano e scambiano il suo silenzio per la riprova che non esiste.

Satana, invece, a quanto si dice non è così restio a manifestarsi, anzi ce la mette tutta tramite possessioni, infestazioni e film horror.

Satana non è ateo: è certo dell’esistenza di Dio (lo conosce di persona) ma ha deciso di fargli la guerra, per questo i cristiani si sentono in dovere di scacciarlo senza troppi complimenti non appena lo tanano da qualche parte.

Ma siamo sicuri che questa sia sempre la cosa giusta da fare?

Meditiamoci un secondo.

Ora, uno che si mette contro l’Onnipotente e Permaloso Creatore sapendo fin dall’inizio di essere destinato a soccombergli è di fatto un bel po’ idiota.2

Essendo idiota, Satana non coglie una cosa: lui esiste se e solo se esiste anche Dio, e quindi manifestandosi in giro egli non fa che ribadire la verità del suo nemico. Insomma, Satana che si rivela a un ateo è una prova dell’esistenza di Dio, né più né meno che se gli si presentasse Dio stesso.

ATEO
Non credo e non crederò mai in Dio.

SATANA (appare all’improvviso con una fiammata)
Bravo fratello, batti il seiseisei!

ATEO
Aaaargh! (fuggendo a rinchiudersi nella parrocchia più vicina).

Ritengo che scacciare Satana per liberare una singola anima sia un atto cieco ed egoista se non rapportato al bene dell’intera comunità.

Una nuova strategia per l’evangelizzazione dovrebbe prevedere che Satana se ne scorrazzi liberamente in giro facendosi vedere il più possibile da atei, agnostici e altra feccia umana.

Al limite si potrebbe evocarlo apposta.

Fossi papa io un pensiero ce l’avrei già fatto.

Nella foto: se Dio tollera il male,
tu di che t’impicci?

 

  1. Come dargli torto. []
  2. A proposito, alla fine dei giochi che tipo di punizione attende Satana per tutto quello che ha fatto? Voglio dire: noi andremo all’inferno, ok, ma lui che c’è già? Che a Satana mo gli diamo i domiciliari? []

La Vita è un Croccante

scritto da Profeta Incerto
set 5

La Vita è un Croccante

Un giorno Berengario, uomo virtuoso e dalle mille doti, decise di fare un patto col diavolo.

– Sappi, o satanasso – disse Berengario – che il nostro accordo dovrà essere limpido e rigoroso, ché se dovessi accorgermi di qualche tuo trucco potrai dire addio, letteralmente, alla mia anima; e so bene quanto tieni ad essa.

– Su dimmi, dunque! – fece il diavolo, sospettoso – Che cosa desideri in cambio?

Berengario divenne tutto rosso in volto – Posso… posso dirlo?

– Sì.

– Ecco io vorrei, cioè, io voglio… Un sacchetto di caramelle Rossana.

Il diavolo continuò a fissarlo in attesa non si sa bene di cosa.

– Sai – continuò imbarazzato – quelle con la crema dentro, il sacchetto rosso…

– Sì, le conosco. È che… insomma, a posto così?

– Perché, è troppo poco?

– Nonono! Anzi.

Berengario si fece d’un tratto guardingo: – Non starai mica pensando di imbrogliarmi, ti ho già avvertito.

– Lungi da me tale idea!

– Ad ogni modo prima di concludere le voglio vedere, queste caramelle.

– Beh, mi sembra il minimo. – fece il diavolo, e congedatosi dal severo Berengario con massiccio impiego di scintille e fumogeni corse al supermercato, comprò due sacchetti di Rossana (uno anche per casa) e tornò quindi da Berengario il quale, alla vista di quel luccicante sacchetto rosso per poco non si mise a piangere dalla gioia. Anzi, si mise proprio a piangere. Ma quando tentò di afferrarlo quell’infame diavolaccio ritrasse la mano dicendo:

– Calma, prima c’è una piccola formalità. – Berengario guaì – Del resto non è per me: io non li ho mai rispettati i contratti, sono quelli lassù che se non è tutto in ordine fanno un sacco di storie.

– Va bene – disse Berengario asciugandosi la bava – dove devo firmare?

– Qui. A proposito, dovresti firmare col sangue.

– Col sangue? – fece Berengario esterrefatto – All’anima della burocrazia! – e firmò.

Dopo neanche quindici minuti Berengario aveva già divorato tutte le Rossana. Si adagiò quindi sulla sua poltrona e sbadigliò soddisfatto.

Soltanto nell’istante che intercorre tra lo scatto dell’interruttore e lo spegnersi della lampada ebbe finalmente una vaga percezione dell’enorme, spaventevole, abissale, inenarrabile ed insensata cazzatona che aveva fatto.

Ma ci sono giorni, pensò, in cui uno…

Si addormentò nel tentativo di terminare quella frase.

Ci tengo a precisare che per questa parabola1 non ho avuto alcun soldo dalla Perugina. Il che è un vero peccato. Chiedo dunque alla Perugina (Nestlé) di rimediare spedendo quanto prima un assegno a [email protected].

Nella foto: mattonella di mandorle
(la preferita).

  1. Tratta da: P.INCERTO, C’era una volta che un giorno crollò, ASSUMMA, 2002, p.26 []