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Articoli Taggati ‘Dilemma’

Incubo di un Animalista

scritto da Profeta Incerto
Gen 22

Binario Morte

Se andate nel bosco e chiedete a Mamma Orsa vi dirà che tra le peggiori sorti che teme per i suoi figli Licia Colò viene prima dei bracconieri.

Io amo gli animali ma non sopporto gli animalisti, perché come tutti i fanatici sono fanatici.

Arrivo a dire che il fanatico animalista è potenzialmente un criminale, come quegli antiabortisti americani che uccidono i medici che praticano l’aborto. Quelli cioè che praticamente sono contrari all’aborto ma gli va bene l’omicidio1.

A sostegno della mia tesi propongo il seguente dilemma morale per animalisti.

Siete il manovratore di un treno che fila nella landa. Attraverso il parabrezza scorgete là in fondo, proprio in mezzo alle rotaie, un neonato abbandonato che piange disperatamente.

Vi gettate sul freno ma ahimé non funziona; e no, non funziona nemmeno ogni altra soluzione a cui state pensando. L’unica possibilità per salvare l’innocente è azionare una leva che farà deviare il treno su un binario laterale poco più avanti.

State per farlo quando vi accorgete che anche sull’altro binario c’è qualcosa. Stavolta non si tratta di un neonato bensì di un cagnolino: sì, un povero cucciolo di bastardino legato a terra che guaisce spaventatissimo.

Non c’è scampo: una delle due sfortunate creature dovrà morire maciullata dal treno, spetta a voi decidere quale, e pure alla svelta.

Che cosa fate?


Scopo del test, come i più savi di voi hanno già capito, è dimostrare che anche le zanzare hanno un’anima e che quindi le ritroveremo tutte in Paradiso.

Alcune interessanti variazioni sono:

a. Al posto del neonato c’è un fragile ponte che forse non reggerebbe il peso del treno;

b. Al posto del cucciolo di bastardino morbidoso c’è un cucciolo di Pitbull Anticristo Sterminatore Pluriassassino (di nome Fofi);

c. Al posto del cucciolo di bastardino c’è un neonato negro, ma qui sconfiniamo su tutt’altro tema.

Adesso inviate questo articolo a 10 vostri amici animalisti, o equivalentemente a Licia Colò.

Nella foto: mentre voi perdevate tempo a leggere questa didascalia
il treno ha tirato diritto. Così il cucciolo è salvo, e solo grazie a voi.
Da grande per sdebitarsi trasmetterà la piroplasmosi a vostro figlio.

  1. Che è un po’ come dire sono contrario alla caccia perciò gli uccellini li mangio vivi. []

E’ nato prima l’uovo o la gallina?

scritto da Profeta Incerto
Gen 28

Sono nati contemporaneamente. Poi dall’uovo è uscito un gallo e insieme, gallo e gallina, hanno proseguito la specie.


Le Parabole del Profeta Incerto

scritto da Profeta Incerto
Gen 2

Y - Il Bivio

IL BIVIO1

C’erano una volta due strade, una portava sempre nella direzione giusta e l’altra sempre nella direzione sbagliata. Chi sceglieva la prima arrivava presto e agevolmente a destinazione, chi imboccava la seconda si perdeva senz’altro e non riusciva poi neanche a tornarsene indietro.

Queste regole erano esposte su un cartello al centro del bivio e chiunque poteva crederci o meno. Sergio ci credeva eccome, e poiché non aveva alcuna intenzione di perdersi era da un bel po’ che indugiava su quale fosse la via giusta da prendere. Con grande attenzione scrutava, ponderava, avanzava e indietreggiava, scrutava ancora.

Scegliere era ben difficile. Le strade, apparentemente identiche, procedevano affiancandosi parallele per l’infinito orizzonte visibile. Sembrava facile scavalcare nell’altra casomai ci si fosse accorti di avere sbagliato. A meno che oltre il limite dello sguardo le due vie non divergessero all’improvviso.

Venne la notte, passarono le stagioni, Sergio non si decideva più e non si decise mai. Fermo nel rifiuto di perdersi non realizzò mai di essersi già perso.

Nella foto: le tre direzioni di un bivio.

  1. Tratto da: P.INCERTO, C’era una volta che un giorno crollò, ASSUMMA, 2002, p.16 []

Empi il bicchier ch’è vuoto

scritto da Profeta Incerto
Dic 31

Mezzo_Pieno

Vorrei innanzitutto precisare che io non credo nella televisione: per me non è mai stata inventata1.

Mi è giunta tuttavia l’eco di un astuto spot che seduce le menti più effimere evocando il millenario quesito del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno.

La storia la sapete, no? Se il bicchiere per voi è mezzo pieno siete degli inguaribili ottimisti, se lo vedete mezzo vuoto siete dei pessimisti un po’ sfigati, ma con una vena sottilmente romantica provata dal fatto che vi siete cimentati col quesito del bicchiere.

Bene. Ma in definitiva questo cazzo di bicchiere com’è veramente?

Vorrei dare la risposta definitiva.

Per il Profeta Incerto (e per i suoi illuminati discepoli) il molesto vetro non è mezzo vuoto o mezzo pieno, bensì mezzo vuoto e mezzo pieno: si dà infatti che la metà che contiene il liquido sia piena e contemporaneamente l’altra metà sia vuota.

Fine della questione.

Stop alle fantasie pseudo-psicologiche del cazzo.

L’umanità può proseguire il suo cammino alleggerita di un ennesimo stupido dilemma per cerebrolesi.

Detto questo, buoni brindisi per stasera.

Per chi non la conoscesse, l’intera filastrocchetta da beoni del titolo, attribuita nientemeno che a Edgar Allan Poe, fa così:

“Empi il bicchier ch’è vuoto
vuota il bicchier ch’è pieno
non lo lasciar mai vuoto
non lo lasciar mai pieno”

Nella foto: mezzo bicchiere pieno.

  1. Con questa scusa non ha mai pagato il canone rai (N.d.Esegeta). []