Crea sito

Articoli Taggati ‘Genio’

Il Genio della Lampada

scritto da Profeta Incerto
Feb 6

Orgel Genio

– Puoi esprimere un desiderio1.

– Uno solo? – calcolò Gianni, sebbene ancora stravolto.

– Esaudirò qualunque cosa mi chiederai –, ribadì il genio della lampada.

Qualunque. Quanto tempo ho per pensarci? – pareva già assorto.

– L’intera tua vita.

Vista l’occasione Gianni voleva semplicemente essere sicuro di domandare il meglio che fosse possibile.

Meditò a lungo, fra gli altri, sui seguenti desideri: dalla felicità eterna, alla gioventù eterna, a essere desiderato dalla donna che amava, a scoparsi tutte le donne che voleva, a conoscere le lingue, a far vincere la propria squadra, alla pace nel mondo, a un mondo tutto per sé, a essere il padrone del mondo, a poter viaggiare ovunque, a volare, a non annoiarsi mai, a incontrare Dio, a diventare Dio, a uccidere Dio con le proprie mani, a conoscere il Senso della Vita, a esaudire desideri infiniti, a non avere più desideri, a cancellare il virus del raffreddore, a ammazzare quella zanzara, a un barattolo di Nutella senza fondo, a convincere tutti delle proprie idee, a distinguere i buoni dai cattivi, a distinguere i sinceri dai bugiardi, a vivere nel futuro di mille anni, a vivere nel futuro di un milione di anni, a visitare altri pianeti, a vedere altri universi, a vedere come i gatti, a resuscitare la sua gatta, a essere un gatto, a resuscitare sua nonna, a uccidere impunemente quel politico, a uccidere impunemente quella donna, a rivivere un momento della sua infanzia, a guarire per sempre dal mal di denti, a rimanere l’unico uomo al mondo, a rivedere un vecchio film, a diventare un poeta famoso, o uno scienziato famoso, a vivere per sempre, a non essere mai nato, alla morte, a affogare i vicini di casa, alla fine del mondo, al collasso dell’universo, a avere orgasmi lunghi sei settimane, a avere orgasmi lunghi sei mesi, a ricominciare da capo, a gridare, a scoppiare, a cacare stronzi con la faccia di quel genio di merda, fottuto lo stracazzo di giorno che se l’era raccattato, vaffanculo le lampade, Alì Babà, i ladroni e i cammelli che se li inculano a sangue con la sabbia incandescente.

Giunto ignaro e indenne a veneranda età Gianni si ammalò gravemente ed in punto di morte formulò infine la sua richiesta.

– Desidero sapere – pronunciò a stento – qual è la cosa migliore che posso chiederti.

Il genio ci pensò un istante poi disse: – Questa. – e se ne andò, vagamente imbarazzato.

Gianni trattenne ancora un po’ la follia, poi morì sorridente.

Nella foto: i sogni son desideri,
i funghi son deleteri.

  1. Tratto da: P.INCERTO, C’era una volta che un giorno crollò, ASSUMMA, 2002, p.4 []