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Articoli Taggati ‘Morte’

Esperienza di Pre-Morte di un Italiano

scritto da Profeta Incerto
Lug 13

Agli altri – e solo agli altri, se ci fate caso – capita di morire.

Che succede quando si muore? Tra i testimoni diretti ci sono opinioni diverse.

Secondo un’esigua minoranza (uno) c’è Suo Padre che ci aspetta per smistarci in paradiso o all’inferno – e in purgatorio, già – a seconda di quanto in vita uno è stato più o meno buono in base a criteri non opinabili stabiliti da Lui.

Secondo altri invece uno che muore si ritrova a fluttuare, spinto da una forza misteriosa, attraverso un lungo e strano tunnel al termine del quale lo attende una luce (come ogni buon tunnel) e un gran senso di pace e di consapevolezza1.

Ma perché alcuni tornano indietro? Cos’è che a un certo punto ostacola il loro viaggio verso l’Aldilà?

Chi non lo sa… chi non se lo ricorda… chi preferisce cambiare argomento.

In esclusiva per il blog del Profeta Incerto uno straordinario documento filmato – girato con telecamera nascosta – che attesta la sconvolgente esperienza di pre-morte di un nostro connazionale, Corradini Elio, nato a Frascati 32 anni fa, ivi defunto e infine rimbalzato indietro dall’Oltretomba.

E puro l’artro monno è paese.”

Queste le arcane parole profferite dal Corradini non appena riemerso alla viva coscienza.

A voi l’esegesi del messaggio ultraterreno, io non so quanto di vero ci sia e, guarda, neanche lo voglio sapere, con ‘sto cazzo di caldo.

Nella foto: la vita è una lunga morte.

  1. Molte testimonianze di questo tipo furono raccolte per la prima volta dal dottor Raymond A. Moody in un fortunato best seller degli anni settanta dal titolo “La vita oltre la vita” (N.d.Esegeta). []

Scalamità

scritto da Profeta Incerto
Dic 2

Scalamità

La seguente parabola1 è ambientata nel futuro oppure, a seconda, nel passato.

Fallito ogni tentativo di controllo delle nascite nonché di abbattimento della popolazione attraverso guerre, terrorismo, inquinamento e virus creati in laboratorio dalle multinazionali, gli scienziati e i governi di tutto il mondo convennero che il problema del sovrappopolamento globale richiedeva soluzioni più ponderate.

Antonio alzò la mano e propose l’idea che gli frullava da un po’: sfruttiamo l’ingegneria genetica per ridurre della metà la dimensione media dell’essere umano.

Dettofatto, in pochi decenni si ebbe la prima generazione costituita interamente da individui riscalati. Metà spazio per ciascuno, doppio spazio per tutti.

Si provvide di seguito a ridurre geneticamente tutte le altre forme viventi, per riproporzionarle a misura d’uomo. L’impresa richiese un certo numero di secoli, trascorsi i quali gli scienziati avevano affinato le loro tecniche al punto da potersi cimentare in un nuovo ciclo di riduzione. E meno male. Perché mentre loro stavano dietro a sbattersi per rimpicciolire ogni conoscibile varietà di zanzara, rinoceronte, lombrico, pino, cipresso e relativi bonsai, l’umanità pure aveva continuato a sbattersi incoscientemente e il problema dell’affollamento era riesploso come e più di prima.

Si procedette così di gran lena a un nuovo dimezzamento della scala biologica mondiale. Il risultato fu raggiunto stavolta in tempi miracolosamente brevi, micropersone in nuovi spazi vergini e immensi, tutti erano definitivamente soddisfatti.

La volta dopo si decise di calare non della metà ma addirittura di nove decimi dalle dimensioni correnti. In una manciata di generazioni si raggiunsero scale che un tempo erano microscopiche, una zolletta di terra bastava ormai a ospitare e sfamare milioni di persone.

Poi miliardi, poi trilioni.

Scavallata la lunghezza di Planck bizzarre e incontrollabili fluttuazioni quantistiche produssero un universo per ognuno dei singoli abitatori del micromondo, e chiunque divenne dio e sostanza del suo proprio infinito spazio.

Nella foto: universi fatti di atomi
fatti di universi.

  1. Tratta da: P.INCERTO, C’era una volta che un giorno crollò, ASSUMMA, 2002, p.41 []

Ancora su Ancora sugli Immortali

scritto da Profeta Incerto
Ott 8

Andrea del Verrocchio - Madonna con Bambino e Prosecco

Prima di tutto – ma dopo “prima di tutto” – ringrazio quei pochi ma savi temerari che si sono cimentati con il millenario enigma di Mehrgarh (o di Geppino) proponendo soluzioni interessanti e ingegnose, che vi invito a leggere nei commenti al post precedente1.

Mi complimento in particolare con il poeta onnisciente Popinga e con Melassa, che dichiaro vincitori a parimerito dell’ambìto week end per due, che fa due week end, che equivale a un comodo week end per uno.2

Potete scegliere la vostra data preferita e ritirare il premio direttamente sul calendario.

Non mi resta che mollarvi la soluzione proposta dallo stesso ignoto autore dell’enigma, che ingegnosamente l’aveva resa introvabile appuntandola dietro al papiro originale3.

Allora, l’enigma era questo:

“Come Può il Mortal Geppino Viver
Tanto Quanto Clelio l’Immortale
Posto che Infinito ‘l Tempo Pare?”

La risposta è: datosi un tempo infinito è sufficiente che Geppino non sia mai nato. In questo modo sia Geppino (che muore ma non nasce) sia Clelio (che nasce ma non muore) vivono entrambi lo stesso numero, infinito, di anni.

Ecco fatto. E a questo punto diciamo pure che gli immortali, con tutti i loro complicati stracazzi esistenziali e filosofici, c’hanno anche basta.

E visto che oggi non ho voglia di scrivere vi lascio con il seguente componimento solipsista ispiratomi da un sogno ancestrale4. Il titolo è :

Ci voglio io!

Per fare un fiore
ci vuole un ramo
per fare il ramo
ci vuole l’albero
per fare l’albero
ci vuole il bosco
per fare il bosco
ci vuole il monte
per fare il monte
ci vuol la terra
per far la terra
ci vuole Dio
per fare Dio…

 

Nella foto: Bottega di Andrea del Verrocchio,
Madonna con Bambino e prosecco, 1470.

  1. E visto che oggi si gioca con le parole vi faccio notare che post precedente è un po’ come dire il successivo anteriore, o il prossimo trascorso, ecc.. []
  2. E visto che oggi non mi contengo grazie anche a Gianluigi, la cui risposta non ho capito ma è colpa di Google, non che sono ignorante. []
  3. Oggi può sembrarci ingenuo, ma dopo millenni di scrittura sulle pareti rocciose anche a voi il fronte/retro sembrerebbe un concetto insolito e controintuitivo. []
  4. Il nesso non c’è, oppure non ho voglia di scriverlo, in tal caso il nesso è quello. []

Ancora sugli Immortali

scritto da Profeta Incerto
Set 28

Sandro Botticelli - Madonna con Bambino e fionda

Gli immortali, come si diceva l’altra volta,

Salve. Avrete notato che la prima frase di questo post non si conclude, non termina, non muore per così dire, ciò serve a predisporre lo spirito del lettore a celebrare degnamente vabbene era una scusa per cacciarci un link.

Passiamo alle cose serie, va’. Vi affido la risoluzione del seguente antichissimo enigma, riportato nientemeno che su un frammento degli oscuri e leggendari rotoli di Mehrgarh:

“Come Può il Mortal Geppino Viver
Tanto Quanto Clelio l’Immortale
Posto che Infinito ‘l Tempo Pare?”

Rispondete nei commenti (se vi va, eh, mica per forza), la risposta migliore vince un week end a vostra scelta per due persone, che so, il prossimo o quello del 9, per esempio.

Che altro?

Ah, non è vero, come molti intellettuali si accalorano a sostenere nei dibattiti televisivi, che l’immortale non ha paura della morte. Al contrario, ne è terrorizzato.

Perché quando muore un suo caro lui non ha speranza di rivederlo in nessun aldilà: morire è dargli addio per sempre.

No. Neanche questo. Un immortale non ha diritto nemmeno a pronunciarla, la parola “addio”.

Per nessun altro come per gli immortali la morte è una faccenda così seria.

Mi scrive infine Marta da Prato chiedendomi:
amato Profeta, se tu non fossi immortale come vorresti morire?

Dolcissima Marta, senza dubbio vorrei morire d’amore.
Come Lorenzo il Magnifico: abbattuto, sì, da un trionfo di malattie veneree, ma intanto si è trombato tutte le madonne del Rinascimento1. Si muore una volta sola, perdìo!

Nella foto: Sandro Botticelli,
Madonna con Bambino e fionda,
ca. 1470, tempera su tavola.

  1. In realtà risulterebbe la gotta la più probabile causa di morte del quarantatreenne Lorenzo De Medici (N.d.Esegeta). []

Siamo tutti Immortali

scritto da Profeta Incerto
Ago 27

Finché c'è vita...

Mi scrive Marco chiedendomi se sono immortale:
.

Per la verità siamo tutti immortali, finché non si muore.

Può sembrare una battuta scema (come tua sorella) e invece no. Come fai a essere sicuro di non essere immortale se non sei mai morto?

Verificare la non-immortalità di qualcuno è molto semplice: basta attendere che muoia, oppure ucciderlo1.

Viceversa è molto più complicato, o meglio è impossibile, avere certezza della sua immortalità.

La condizione di immortalità potrà infatti essere verificata solo alla fine.

Alla fine di cosa?

Boh, che ne so, del mondo, dei tempi, della possibilità del morire.

Fosse anche l’ultimo a sopravvivere dopo che l’intera umanità se n’è andata estinta, che ne sappiamo che quello non se ne muore per i fatti suoi dopo un paio di settimane? Tanto chi c’è lì a controllare? Un cane di nessuno, grazie, sono tutti estinti.

Per questo motivo2 dichiaro che chiunque, finché non muore, ha diritto di proclamarsi immortale. Ed io qui lo proclamo! Di me e di voi, fedeli discepoli!

Ci sono molti luoghi comuni da sfatare su noi immortali, ma è ancora estate e ne parliamo un’altra volta. Tanto c’è tutto il tempo.

Nella foto: finché c’è vita
c’è speranza di non morire.

  1. L’argomento è astratto e prescinde da implicazioni etiche e/o penali. Non potete credere quant’è importante specificarlo. []
  2. Quale, esattamente? (N.d.Esegeta). []

Lettere al Profeta Incerto

scritto da Profeta Incerto
Giu 30

Pietro Taricone Eliminato

Oh caro profeta, un tuo affezionato lettore ti chiede di spiegare un po’ le origini della “tristezza da scomparsa di persona famosa”, visto di questi tempi le inutili morti di unitili persone di cui si dispiacciono un po’ tutti. Guido Mastelloni

La morte improvvisa di un personaggio televisivo è sempre un evento pubblico scioccante, un dolore incolmabile che può durare anche una settimana.

Se Pietro Taricone non avesse partecipato 10 anni fa al Grande Fratello probabilmente oggi non sarebbe stato “famoso”, non avrebbe fatto le fiction di Canale 5, né l’opinionista per Alba Parietti, né il giurato in “Uno due tre stalla” con Barbara d’Urso, non avrebbe preso parte a “Feisbum!” pellicola ispirata al social network Facebook (fonte wikipedia), chissà, forse non avrebbe potuto coltivare la sua grande passione per il paracadutismo, se non fosse stato famoso avrebbe addirittura potuto essere ancora vivo.

Questa storia insegna che per i personaggi televisivi la morte violenta è il miglior tampone contro i cali di popolarità. Se lo ricordino tra qualche mese i protagonisti di Amici.

Nella foto: vedi un po’ di che cazzo mi tocca parlare.


Lettere al Profeta Incerto

scritto da Profeta Incerto
Gen 4

Sigillo del Profeta Inceralacca

Ehilà Profeta
sono Alessio ma tutti mi chiamano “Jamar”.
sto cercando me stesso,che consigli mi dai?

In fondo a destra.

Ciao, volevo sapere se tu hai paura della morte. Adele

La morte è solo il prezzo da pagare per vivere.
E in generale come prezzo lo trovo onesto: meglio morire che non essere mai nati.
Quindi la risposta alla tua domanda è no.

Comunque, una grattatina ogni tanto male non fa.

Hai un quesito da porre al Profeta? Scrivi a:
[email protected]


Lettere al Profeta Incerto

scritto da Profeta Incerto
Dic 13

Caro Profeta,
puoi spiegarmi in parole povere a cosa serve la filosofia? Concreta87

Ad avere prestazioni sessuali sovrumane. Prova e mi ringrazierai.

Illuminato Profeta,
cosa c’è dopo la vita?

La morte.

Lo sai che stanotte ti ho sognato? 😉 .::Nathalie

Sì, lo so. Colgo l’occasione per ricordare una volta per tutte le tariffe, che tanto poi fate sempre come vi pare: sono 25 euro a sogno ordinario e 100 per i sogni erotici. Considerato che NON concedo sconti per prestazioni non a buon fine (se ti addormenti con Porta a Porta in sottofondo poi che cazzo pretendi) per stanotte fanno 240 euro, cara e dolce Natalì “non mi toccare lì”.

[email protected]