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Articoli Taggati ‘Non-Essere’

Credo in un solo Nulla

scritto da Profeta Incerto
Mar 12

Nulla (il) è più grande di Dio

Non per ripetermi – oppure sì, per ripetermi – ma quello di Nulla è il concetto più estremo che la nostra mente possa lambire, l’ultima frontiera della ragione umana.

Molti di voi – moltissimi – obbietteranno che sono ben altre le idee inafferrabili a causa della loro mostruosa enormità: Dio, la Totalità degli Universi, l’Infinito…
sì, sì, vabbè, sciocchezzuole, cazzatine per adolescenti.

Nulla è come il Nulla.

Il Nulla è la cosa più inconcepibile che si possa non concepire, è l’antimateria dell’Essere, l’alternativa ontologica suprema, è il piccolo buco nero che si nasconde in fondo al nostro cervello, è il corto circuito violento del principio di non contraddizione: per essere deve non essere; c’è se e solo se non c’è.

Quando Leibniz si domanda “Perché esiste qualcosa invece che nulla?” si riferisce proprio a Lui, alla condizione perpetua di totale assenza di qualunque cosa: nessun oggetto, nessun concetto (compreso quello di Nulla), nessuna consapevolezza, nessun dio, nessuno spazio, nessun tempo, nessuna matematica, e infine nessuna possibilità che una sola di queste cose possa mai esistere.

Pausa. Fai vedere che c’è qua… mmm, crema di whiskey. Meglio di niente.

Che si diceva?

Di ogni cosa al mondo potete fantasticare che sparisca: cani, gatti, cavalli, cavalieri, superalcolici, ecc.

Ora, senza farvi male, immaginatevi che sparisca il Nulla.

Se dal Nulla si sottrae il Nulla non rimane Nulla, quindi rimane il Nulla1.

Boing.

Cos’è?

E’ il suono della ragione che rimbalza.

Perché non c’è nient’altro là sotto. Almeno non per noi. Potessimo affacciarci oltre quella soglia vedremmo, forse, i segreti dell’impossibile tempo prima del tempo, dell’insensato spazio oltre lo spazio, dell’assurda causa prima della prima causa2.

Ma allora, riepilogando, che ce ne facciamo di questo benedetto Nulla?

Boh, che ne so, intanto potete usarlo per dire ai vostri amici monoteisti che nella scala dei fondamenti ci sono cose che stanno prima di Dio. Anzi, se pure lui sentisse di dover pregare un’entità a sé soprannaturale, state certi che Dio adorerebbe il Nulla3.

Nella foto: (il) Nulla è più grande di Dio.

  1. Ancora un goccetto… []
  2. Non dico che da quella soglia non ci si possa affacciare, solo non attraverso la ragione. E non aggiungo altro perché mi brucia lo stomaco. []
  3. A meno che Dio non sia il Nulla, ma l’ho buttata lì. (N.d.Esegeta). []

La Parabola dell’Uomo Rosso

scritto da Profeta Incerto
Mag 4

Red Man

C’era una volta un uomo rosso, tutto rosso.

Ora, siccome un uomo completamente rosso non esiste i casi sono due: o non era un uomo o non era rosso, o non era né uomo né rosso, e quindi i casi erano tre, scusate.

In realtà a guardarlo bene forse non era un uomo, era una donna, e forse non era rosso, era verde.

Ma siccome neanche le donne verdi esistono, il problema1 si ripresentava pari pari.

In un accesso d’ira e di frustrazione lo/la uccisi. In questo modo, pensavo, avrei cancellato il problema alla radice. Ma mi sbagliavo di grosso perché poi risultò che non esisteva nemmeno un uomo rosso morto né una donna verde defunta.

Peggio ancora, visto che loro non esistevano non poteva esistere neanche un assassino di uomini rossi o di donne verdi. In pratica mi ero fregato da solo e per aver assassinato un inesistente uomo rosso o donna verde ora non esistevo più nemmeno io.

Lo scandalo fu grande, e grande era il rischio di un’ulteriore propagazione di non-essere: non mi si poteva, per esempio, togliere di mezzo uccidendomi, altrimenti si sarebbe poi dovuto uccidere l’inesistente assassino di un assassino inesistente e in seguito l’assassino dell’assassino dell’assassino e così via.

Fu stabilito allora di ignorarmi completamente; tutti lo fecero e la cosa funzionò.

Andava tutto bene finché voi non avete letto questo racconto, diventando lettori impossibili di una roba che pretende di essere stata scritta da uno che non può esistere in quanto uccisore di un uomo/donna rosso/verde che non esiste, di conseguenza da ora non esistete più neanche voi.

Così imparate la prossima volta.

La suscritta parabola2 mostra quanto siano pericolose le cose che non esistono, tipo Dio, la felicità assoluta, la verità, e quanto perciò sia meglio lasciare che esistano e starne alla larga impauriti3.

Nella foto: l’uomo rosso in tutta
la sua spocchiosa non-esistenza.

  1. Ha detto verde? (N.d.Esegeta). []
  2. Tratta da: P.INCERTO, C’era una volta che un giorno crollò, ASSUMMA, 2002, p.18 []
  3. Oppure vuol dire qualcos’altro, che ne so, mi sono alzato da poco, ho mal di stomaco e un alito che ci potrei asfaltare una statale, ma poi che le parabole si spiegano? []