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Articoli Taggati ‘Onniscienza’

La Vera Vita

scritto da Profeta Incerto
Ago 26

Vai con Dio. Dove sai te.

Sarà l’abitudine sarà la pigrizia sarà quel che sarà, ma noi cristiani tendiamo a dimenticarci che questa qua non è la vera vita.

Questa è una roba che Dio ha frettolosamente imbastito, in sei o sette giorni, all’unico scopo di poter stabilire sulla base della nostra condotta morale chi merita di entrare nel Suo strafighissimo regno a inviti: il Paradiso.

È di là che si svolge la vera vita, quella eterna, felice, beata, perfetta, ecc.

Dopo il primo millennio di Paradiso neanche ve li ricorderete più questi pochi decenni di esistenza precaria e caotica.

Unico e solo scopo di questa vita dev’essere quello di arruffiana… di convincere Dio di essere meritevoli della Sua grazia, non c’è nient’altro quaggiù cui valga la pena appigliarsi.

Ora, è chiaro che Dio potrebbe con uno schiocco di dita abolire questa ridondante e un po’ fuorviante “doppia vita”, tutto questo meccanismo barocco1 di premi e punizioni ultraterrene, potrebbe abrogare il male e quella sòla del libero arbitrio, potrebbe addirittura eliminare in toto questa pagliacciata del giudizio, che tanto essendo onnisciente lo sa già da prima chi si danna e chi si salva, no?

Che stavo dicendo…

Ah, sì, il fatto che Dio potrebbe semplificare tutto questo apparato2 anche se per motivi suoi non lo fa, non ci autorizza a fare finta di niente ed attaccarci a questa vita come cozze.

Chi persegue la felicità in questo mondo rischia quella eterna, perché la cosiddetta felicità terrena è insidiata dalle tentazioni e pericolosamente contigua al peccato. Del resto – tanto per ripeterlo un’altra volta – Dio non ci ha messo a questo mondo per renderci felici ma solo per testarci, per vedere se la felicità ce la meritiamo.

Se ci voleva subito felici ci teneva direttamente nell’altro mondo.

Quando Dio desidera la piena felicità per qualcuno lo ammazza e se lo porta di là. Chiaro?

Perciò fatemi una cortesia: smettetela di pregare perché i vostri cari vivano a lungo, egoisti di merda, se volete davvero bene a qualcuno pregate affinché Dio lo faccia schiattare e se lo porti il prima possibile in Paradiso.

E se proprio ci tenete a non separarvene, pregate Dio che vi faccia schioppare pure a voi così la finite di buttare il tempo quaggiù e ve ne andate belli tutti e due (a fare) in gloria.

La morte non è la fine, è il principio. La vita non comincia a 40 anni, non comincia a 50, né a 80, la vita comincia quando finisce.

Un moribondo non va cristianamente consolato dicendo “andrà tutto bene, il Signore ti guarirà” bensì “prego che tu possa morire schiantato subito”.

E sorridi, imbecille, c’hai tutta la morte davanti.

 

Nella foto:
Comportati come si deve,
che si muore una volta sola.

 

  1. E un po’ gay, suvvia, diciamolo. []
  2. Se Dio è libero avrà pur facoltà di cambiare idea, no? Per esempio, toh, il giudizio universale potrebbe aver deciso che non si fa più. Tanto chi gli dice niente. []

Una Parabola da Spiaggia

scritto da Profeta Incerto
Ago 19

Se non temi il solleone, fai anche tu come Simeone

Vorrei non temerlo, ma il titolo di questo post potrebbe suggerire a qualche disadattato un articolo su come scroccarsi le repliche di Sky sotto l’ombrellone. E invece no, qui “parabola” si usa nel senso più proprio ossia evangelico. Buona lettura e meditazione.

Un mattino verso metà agosto Sibilla si alzò dalla spiaggia e raggiunse la prima casa all’orizzonte.

– Pablo! Come sei diventato bello, che bei capelli neri.

– Ci conosciamo?

– Mi chiamo Sibilla, sono una vecchia amica di Olga, tua madre.

– Mia madre non è in casa, e comunque non si chiama Olga.

– Oddio non te l’ha ancora detto? Ho fatto una gaffe terribile, eheheh. Posso entrare?

La casa era identica a come Sibilla se la ricordava, troppo scura per i suoi gusti, infatti aveva sempre preferito la spiaggia.

– Ti ho detto una bugia, Pablo, non sono un’amica di tua madre, sono sua sorella. Sono la zia Sibilla, Pablo, davvero non ricordi?

– Zia Sibilla? No, io proprio non… se aspetta un secondo che telefono a mia…

– Guarda che quella non è tua madre.

– Ma che dice, come si permette? Senta signora forse è il caso che esca.

– Mettiti seduto Pablo, è il momento che tu sappia la verità.

– No guardi sto bene in piedi, e lei se ne vada per favore.

– Sono io tua madre, Pablo, sono io Olga.

– Le ripeto, io a lei non la conosco e mia madre non c’è, se le deve dire qualcosa per favore ripassi più tardi, arrivederci.

– Non alzare la voce con me, figlio mio.

– Ma vaffanculo, esci, va’.

Pablo spinse colei che diceva essere sua madre fuori dalla porta. Non la rivide più, e per tutto il tempo che gli restava da vivere non dubitò mai che quella donna fosse una pazza bugiarda.

Ma lo era davvero?

Il problema è che neanch’io so se Sibilla – o Olga che fosse – abbia detto o meno la verità.

Non lo so nonostante tecnicamente io sia il cosiddetto “narratore onnisciente”.

Professionalmente è sbagliato, lo so, ma che ci posso fare se sono fatto così? Eh?

Che ci posso fare se pure da narratore onnisciente non riesce a fregarmene assolutamente nulla di Olga, di Sibilla, di quel cretino di Pablo, della sua casa di merda e di questa storia del cazzo?

C’è narratore onnisciente e narratore onnisciente, oggi vi è toccato quello sbagliato1.

Nella foto: spiaggia affollata? Profeta Incerto consiglia
Soluzione San Simeone“, perché stilita è stile di vita.
(colonne in vera pietra a partire da 79,90 euro).

  1. Che poi io non lo volevo neanche fare il narratore, io volevo fare il chimico. []