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Articoli Taggati ‘Paradosso’

Macedonia Demoniaca

scritto da Profeta Incerto
Set 8

Tutto esiste. Sennò dovrebbero esistere cose che non esistono.

Trattasi di pratica esposizione in compendio del Principio di Esistenza Obbligatoria, per l’appunto, di cui ebbi più diffusamente a parlare quella volta là.

Nella foto:
“S’i fosse foco, sposerei la foca.”


Tutto Scorre. Già.

scritto da Profeta Incerto
Mag 4

Opera dell'architetto Simon Slavina

Tra i motivi dell’agire umano, oltre alla fica, al potere, ai soldi, c’è quello di voler essere ricordati.

Quando muore definitivamente una persona? Quando nessuno si ricorda più di lui. Ecco perché si fanno le scoperte scientifiche, i capolavori dell’arte, le stragi a scuola.

Ma per quanto a lungo è possibile tramandare il proprio ricordo?

Quali sono i supporti più affidabili per conservare la propria memoria?

Gli sfigati oggi si affidano alla rete, gli illusi alla carta, i più ambiziosi alla pietra1.

Ecco, sì, la pietra… uno tira su un monumento, una cosa, una piramide, quella sta su per sei, settecento, settemila anni, che quasi uno ci crede… poi un bel giorno un terremoto, un meteorite, un accidente, e addio. E state sicuri che prima o poi succede. Non sarà oggi, non sarà domani, ma un giorno laddove in questo momento vivete, dormite, lavorate e toccate ferro ci saranno soltanto macerie e fossili, e poi manco più quelli.

Tutto ciò che amate, ciò che odiate, i vostri ricordi, i vostri capelli, la vostra specie… Tutto pare destinato a perdersi tra gli inesorabili cicli umani e quelli cosmici.

Dunque non esiste alcuna memoria che non sia deperibile?

In realtà, ecco, qualcosa del genere c’è.

L’universo, per esempio, ha una propria memoria, in un certo senso l’universo è la sua propria memoria, una memoria diffusa ovunque nello spazio-tempo.

Come tutti sapete (o state per sapere, che fa lo stesso) ovunque uno guarda, guarda nel passato: ogni cosa che ci circonda ci appare tanto più vecchia quanto più tempo la sua luce emessa o riflessa ha impiegato per raggiungerci. Naturalmente questo effetto è più evidente per le distanze siderali2.

Se in questo momento un abitante di Alfa Centauri – quattro anni luce di distanza – puntasse i suoi occhi acuminati verso la Terra osserverebbe il nostro presente di quattro anni fa a quest’ora, io mi stavo pomiciando una, pure discreta, e intanto ultimavo questa sfavillante parabola.

Da un pianeta situato a 65 milioni di anni luce potremmo essere, oggi, testimoni diretti dell’estinzione dei dinosauri. Allo stesso modo noi adesso, da qua, possiamo ipoteticamente sbirciare la preistoria di qualche civiltà attualmente avanzatissima.

Tutto quello che facciamo genera onde di presente che si propagano nell’universo alla velocità della luce, a beneficio di chiunque sappia e voglia raccoglierle3.

Potenzialmente nessun istante se ne va mai perduto. Tutto quello che siamo e diciamo e facciamo, compreso ciò che abbiamo dimenticato o nascosto o cancellato per sbaglio dall’hard disk, esiste, ora, in qualche luogo-periodo dello spazio-tempo.

Se considerassimo l’intero universo in blocco potremmo dire che tutti gli istanti della storia passata sono simultaneamente presenti.

Insomma, per farla lesta: tutto resta, quindi è inutile che vi agitate tanto4.

Il problema, casomai, è proprio cancellare le tracce.

Appunti per un film di fantascienza: gli scienziati sviluppano una tecnica che permette di osservare qualunque istante del passato della Terra tramite il riflesso su certi corpi astrali posti alla giusta distanza. Un’associazione filantropica fondamentalista, in nome della privacy e del diritto all’oblio, si oppone organizzando un piano per la distruzione dell’universo e della sua indiscriminata memoria. Il film finisce subito dopo la fine dell’universo. Questo genera un paradosso che fa finire l’universo.

Nella foto: opera dell’architetto Simon Slavina,
che frustrato dall’idea che prima o poi tutto
va in pezzi costruisce direttamente rovine.

  1. Figli? (N.d.Esegeta). []
  2. Ciò non toglie che anche se portate al polso l’orologio più preciso al mondo, quando lo guardate sarà sempre un pochino indietro. Ah, inoltre chiunque, e non solo Lucky Luke, può sparare un pochino più veloce della propria ombra. []
  3. E voi che ancora vi preoccupate delle impostazioni della privacy di Facebook. []
  4. Il Profeta tralascia la possibilità che anche l’universo sia destinato prima o poi a finire (n.d.Esegeta). []

Il Gioco dei Perché

scritto da Profeta Incerto
Apr 9

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Paradosso della Ragione Umana: se
non c’è
un perché, ci dev’essere un perché.
(P. Incerto)

Ai bambini piace domandare perché: perché questo, perché quello, perché là, perché qua, perché su, perché giù…

Per sfogare questo dirompente impeto conoscitivo che dopo qualche minuto di tenera accondiscendenza rompe invero rapidamente i coglioni, gli adulti possono ricorrere al cosiddetto “Gioco dei Perché”.

Funziona così: si prendono due bambini particolarmente dotati nel gratinare le gonadi e si mettono uno di faccia all’altro; il primo comincia domandando il perché di una qualsiasi cosa; qualunque risposta ottenga chiederà il perché di quella risposta, poi il perché della risposta al nuovo perché e così via. Quando l’altro non sa più cosa rispondere passa il turno. Il gioco finisce quando i due si accasciano al suolo privi di forze.

C’ho messo qualche anno per capirlo ma il gioco dei perché è uno degli strumenti filosofici più potenti che esistano.

Il suo inesorabile incalzare potenzialmente senza fine1 dimostra in maniera intuitiva e senza ricorso ad argomenti encefalici che… mmm, vediamo un po’… sì, che tutta la conoscenza umana non ha alcun fondamento razionale.

Per non dilungarmi in esempi barbosi ho ideato il piccolo chatbot2 qua sopra, sapientemente modellato a mano nei bit dal prezioso Colapsydo (richiede Flash player).

E’ sufficiente inserire nella stringa una vostra certezza di qualunque genere: matematica, scientifica, religiosa, finanziaria, sessuale e il programma, attraverso un sofisticato algoritmo basato sul dialogo con un bambino di quattro anni, vi mostrerà in pochi colpi che quella che voi giudicavate una verità assoluta è invece assolutamente priva di visibili fondamenta, il che badate bene non significa che non ce le abbia, ma solo (solo) che non sono alla portata della nostra Ragione.

Qual è il Senso della Vita?… C’è Dio?… Perché esiste qualcosa anziché niente?…

Quali che siano le Risposte a queste domande fondamentali (e a tutte le altre) il Gioco dei Perché dimostra che esisteranno sempre altre domande, ovvero, in altre parole, che non possono esistere Risposte Definitive.

Bum.

E quindi?

(E quindi cosa?)

Ah, sì… E quindi, cari adulti raziocinanti, siete sicuri di non essere voi quelli che giocano, mentre i bambini in realtà fanno alta filosofia?

Mi faranno notare i più cagaca… puntigliosi, che il suddetto chatbot manifesta seri problemi linguistici, ma li manifestano anche i bambini di quattro anni, e se è per questo pure quelli di trentaquattro, quindi per favore smettetela di caga… di puntigliare3.

Nella foto: il Gioco dei Perché
(o Generatore di Incertezza,
che
come nome mi piaceva pure).

  1. Si tratta effettivamente di un tipico regresso all’infinito (n.d.Esegeta). []
  2. Un simulatore di conversazione, ce ne sono a centinaia sul web, alcuni di valore storico come Eliza di Joseph Weizenbaum (n.d.Esegeta). []
  3. Il cazzo. []

Dic 5

Puoi rispondere NO a questa domanda?

Ok, per quanto simpatica è solo l’ennesima variante del paradosso del mentitore, per cui il titolo del post è solo una frode chiassosa e volgare per attrarre visitatori occasionali che neanche alla Sagra del Calcestruzzo di Madonna dei Fornelli (BO). Ma ormai è andata così.

Nella foto: venghino siori fumatevi
con noi la donna cannone.


Magritte

scritto da Profeta Incerto
Giu 8

René Magritte - Ceci n'est pas ceci

Nella foto: titoli possibili: “From Pipe to Pop”, “Pipe Mentali”,
“Chi c’è c’è, chi non Ce-ce”, “Magrittesencula”.


Io Mento su Internet

scritto da Profeta Incerto
Mag 14

Io MENTO su internet - Campagna per la Libertà Digitale

Verrà il giorno in cui internet sarà roba per vecchi.
(P. Incerto)

Bei tempi quando il governo occulto del mondo era solo in mano alla massoneria, alla trilaterale, agli UFO, al signoraggio bancario, alle scie chimiche e alle lobby1.

Oggi noi complottisti abbiamo un nuovo eccitante nemico: quel mostro divoratore di privacy che è il Web Sociale, o Web 2.0.

Ma cos’è precisamente il Web 2.0?

Scherzo, questo lo sapete tutti.

Piuttosto, Profeta, parlaci della privacy.

La cosiddetta privacy è qualcosa che ci caratterizza univocamente, qualcosa di intimo e di personale ma allo stesso tempo immateriale, inafferrabile, al punto che forse non esiste neppure. Esattamente come la nostra anima.

Ma mentre l’anima viene comunemente ritenuta una merce preziosa2, pochi sanno qual è il reale valore economico della privacy.

Tra quei pochi ci sono senz’altro i boss del Web 2.0 – ad oggi Facebook e Google – il cui business si basa appunto sullo spiare i nostri clic, dedurre informazioni su di noi e usarle a scopo commerciale3.

Quando leggete che l’iscrizione è gratis e lo sarà sempre, questo vi conforta e vi bendispone – e giù a cliccare.

In verità intendono che è gratis per loro, ovvero che l’appetitosa mole di cazzi vostri che gli fornite glieli state regalando.

Premesso ciò.

Il Profeta Incerto propone la bugia dichiarata come movimento di reazione alle brame di controllo informatico nonché alla prepotenza del marketing.

Vuoi lucrare sui miei dati personali? Ok, o mi stecchi una percentuale o inonderò quei dati di cazzate.

Nella società dell’informazione la menzogna è il solo virus potenzialmente letale.

Mentite, mentite su internet, iscrivetevi a forum e gruppi di cui non vi frega niente, cliccate “mi piace” a destra e a manca, depistate i motori di ricerca con richieste imprevedibili, cliccate su link e banner a casaccio, moltiplicate i vostri account, mentite sui dati anagrafici, sulle preferenze politiche, musicali, sessuali, alimentari…

Non sempre. Ogni tanto.

Basterà a rendere via via più incoerenti e inaffidabili i nostri spioni, che alla fine impazziranno, collasseranno, falliranno e così noi potremo tornare a scrivere a macchina e spedire le email a piedi e chattare coi gettoni della SIP e schiantare le mensole dell’IKEA con le enciclopedie rilegate in piombo e pelle di Bambi.

Nella foto: il logo della campagna “Io Mento su Internet”
ad opera della pregiatissima Gaia Bracco.
Prendete e condividetene tutti,
diffondete il mendace verbo.4

  1. Lobby del giardinaggio, lobby delle conchiglie e soprattutto lobby del tiro al piattello, la più spietata di tutte. []
  2. Grazie anche ai millenari commerci con l’aldilà. []
  3. Per ora. []
  4. Quando su internet affermo di mentire su internet, sto dicendo la verità? []

Il Paradosso di Steve Jobs

scritto da Profeta Incerto
Ott 8

The Steve Jobs's Paradox

Vivete ogni giorno della vostra vita come fosse l’ultimo.

Ce lo raccomandò Gesù Cristo1, e Steve Jobs ce l’ha ribadito.2

Così ieri ho speso tutti i miei averi in puttane e vizi, ho mandato a fanculo tutti gli stronzi che conosco, ho ucciso cinque/sei persone che se lo meritavano, più uno che non se lo meritava.

Problema: ieri non era l’ultimo giorno.

E chi glielo va a spiegare ora?

Eh, Steve, ora chi glielo spiega?

Nella foto: iPod, iPad, iPhone, iMac, iRottoilcazzo.

  1. Si riferisce, un po’ arditamente, al “Vegliate!” in Marco 13,33–37. (N.d.Esegeta). []
  2. Mancherebbe anche Seneca. (N.d.Esegeta). []

L’Argomento Anti-Ateo Inespugnabile

scritto da Profeta Incerto
Apr 21

Fanculo Ateo

Messo alle strette da una banda di filosofi atei balordi che lo minacciavano alla gola con una serie di inconfutabili dimostrazioni della non-esistenza di Dio, l’abate di Monclair annichilò i teppistelli improvvisando quello che passò di lì alla storia come l’Argomento Anti-Ateo Definitivo1:

“Dio è talmente potente da aver creato
un mondo in cui lui non esiste.”

L’argomento, come ognun vede, afferma l’esistenza del Creatore muovendo dall’ammissione della sua non esistenza. Questo non solo disinnescava per sempre la minaccia atea ma faceva dell’ateismo la felice dottrina oggi comunemente riconosciuta dalla Chiesa.

Subito dopo la balbettante ritirata dei tapini filosofici – saranno state sì e no le undici di sera – l’abate di Monclair smise trionfante l’abito talare, si vestì da Goffredo Mameli e andò a festeggiare da solo sull’autostrada Roma-Lazio-Betlemme-Calenzano-Pisa.

Nella foto: oppure l’ateo era proprio l’abate,
boh, mi confondo sempre quando la racconto.

  1. Non era “inespugnabile”? (N.d.Esegeta). []

Questa Parabola

scritto da Profeta Incerto
Mar 24

Hyperbook

C’era una volta il lettore di questa parabola. Era il lettore più veloce del mondo: non appena l’autore di questa parabola terminava di digitare una parola lui l’aveva già letta.

Ad un certo punto il lettore era diventato così bravo che riusciva a leggere vocaboli, frasi e interi capoversi di questa parabola prima ancora che l’autore si fosse deciso a scriverli.

Infine il lettore, che aveva fretta perché doveva pranzare, concluse lui questa parabola ricopiandone velocemente il finale su un tovagliolo di carta.

Avvedutosi della cosa l’autore si indispettì e lasciò incompiu

Nella foto: l’iperlibro “Pitagora s’è perso“,
che presto restituirò alla Biblioteca di Babele1
.

  1. Lo dice da quattordici anni (N.d.Esegeta). []

Trittico dell’Ottusità

scritto da Profeta Incerto
Feb 8

Trittico Paradossale

Nella foto: non esiste nessuno che non neghi mai di
non sostenere che non esista nessuno che lo neghi.