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Articoli Taggati ‘Parmenide’

Il Principio di Esistenza Obbligatoria

scritto da Profeta Incerto
Mag 15

Esiste un x tale che x non esiste

Parecchi anni fa disquisivo con un saggio indiano1 su una delle Domande Fondamentali più profonde, forse la più profonda concepibile da qualsivoglia essere senziente. La domanda è questa:

Perché esiste qualcosa anziché nulla?2

Per capire quanto sia vertiginoso il quesito chiudete gli occhi e fate questo esperimento: provate a visualizzare che voi stessi, quello che vi circonda, l’universo intero, lo spazio, il tempo, e ovviamente Dio, ecco immaginatevi che tutto questo non sia mai esistito.

Coraggio, respirate e provateci, io intanto mi rollo un cannone.

. . .

Ok, basta così.

Se ad un certo punto avete avuto la sensazione come di un gigantesco effetto Larsen mentale, come se un improvviso TIR neuronale con gli abbaglianti sparati avesse deciso di precipitarvi addosso costringendovi a scagliarvi immediatamente via dalla strada pena la perdita della vita o della sanità mentale, allora congratulazioni: avete raggiunto l’esperienza mistica che alcuni eletti realizzano quando tentano di immaginare il nulla3.

Ad ogni modo, parlavo con questo indiano4 quando lui osservò che la risposta all’arcano quesito si trova nel concetto stesso di “nulla”:

il nulla è qualcosa (!) che per definizione non esiste5, ne segue che tutto ciò che esiste non può non esistere.

Ovvio, no?

In altri termini: se definiamo il nulla come tutto ciò che non esiste, allora tutto ciò che non è il nulla deve esistere per forza.

Chiaro.

Insomma: la possibilità che ciò che esiste non esista non esiste – vabbè era meglio come l’ho detto prima.

In definitiva la risposta a perché esiste qualcosa anziché nulla? E’ perché il nulla in quanto tale non esiste, quindi tutto deve esistere necessariamente.

Il saggio indiano6 lo chiamava “Principio di Esistenza Obbligatoria” e ne andava orgoglioso come se fosse un’importante scoperta logica, invece che una cazzata.

Del nulla parleremo ancora e approfonditamente. E’ incredibile quante cose ci siano da dire sul nulla7.8

Nella foto: “qualcosa non esiste”
(esiste un x tale che x non esiste)

P.S.
Questo articolo partecipa al ventiseiesimo Carnevale della Matematica ospitato da Gianluigi Filippelli sul blog Scienze Backstage.

  1. Non mi ricordo come si chiamava, faceva il perito informatico a Pisa. []
  2. Leibniz? (N.d.Esegeta). []
  3. La guardia medica parlò di una blanda crisi di panico da agorafobia (N.d.Esegeta). []
  4. Aveva pure una sorella discreta… Alessia? No, macché Alessia… []
  5. Parmenide? (N.d.Esegeta). []
  6. Qualcosa tipo Meeda, Meera, Meena… Forse c’ho ancora il numero, di là. []
  7. Non ci sono un po’ troppe note a questo giro? []
  8. Sì. (N.d.Esegeta). []

Dimostrazione che la Terra è piatta

scritto da Profeta Incerto
Dic 27

Terra_Piatta

Eseguite questo semplice esperimento:

Prendete un bastone bello dritto. Va bene un qualsiasi bastone di legno o di metallo, l’importante è che sia in grado di estendersi all’infinito dalle due estremità senza piegarsi, come il bastone magico di Sun Wukong, il leggendario Scimmiotto di pietra.

Tenete il bastone parallelamente alla superficie del terreno e ordinategli di allungarsi più che può. Ovviamente farete in modo che esso non incontri alcun ostacolo mentre si allunga.

Bene. Adesso, mentre con il corpo continuate a reggere il bastone, trasmigrate la vostra anima nello spazio, posizionandovi preferibilmente lungo un’orbita equatoriale1.

Cosa osservate? State certi che non sarà una roba tipo quella della Figura A, nella quale il bastone allungatosi a dismisura trafora l’atmosfera terrestre e si proietta gagliardo nell’abisso cosmico.

Ciò che vedrete sarà simile alla Figura B: il bastone sembra essersi piegato lungo la superficie terrestre al punto che gli estremi si toccano ai vostri antipodi, come un gigantesco Hula Hoop spezzato da un infame al polo sud.

Ma aspettate un po’, noi avevamo stabilito per ipotesi che allungandosi il nostro bastone magico sarebbe rimasto diritto.

Dov’è dunque l’inghippo?

La spiegazione di quel che è successo ce la dà Einstein nella Relatività Generale con la geniale intuizione che lo spaziotempo si piega per effetto della gravità2: il bastone in realtà è rimasto perfettamente diritto, è lo spazio ad essere incurvato.

E per quanto riguarda la superficie della Terra? E’ di nuovo la curvatura dello spazio a creare questa sorta di illusione di sfericità: così come il bastone resta diritto correndo parallelo al terreno, così la Terra era e rimane piatta.

L’antichissima superstizione che la Terra sia rotonda, nata ai tempi di  Parmenide, è ahimé ancora dura a morire.

Solo quando le moderne verità scientifiche piegheranno l’ottusità del senso comune usciremo a buon diritto da questo smisurato codazzo di medioevo.

Nella foto: una pregiata illustrazione scientifica.
Apprezzabile anche come disegnino di due occhietti col monocolo.

P.S.
Questo articolo partecipa alla seconda edizione del Carnevale della Fisica.

  1. Può darsi che non ve l’ho detto, ma per maggior agevolezza esplicativa l’esperimento del bastone va effettuato al polo nord. []
  2. Chi volesse approfondire può studiarsi le geodetiche e rispondere poi al seguente quesito: la curva è una retta piegata o la retta è una curva dritta? []