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La Vita è un Croccante

scritto da Profeta Incerto
set 5

La Vita è un Croccante

Un giorno Berengario, uomo virtuoso e dalle mille doti, decise di fare un patto col diavolo.

– Sappi, o satanasso – disse Berengario – che il nostro accordo dovrà essere limpido e rigoroso, ché se dovessi accorgermi di qualche tuo trucco potrai dire addio, letteralmente, alla mia anima; e so bene quanto tieni ad essa.

– Su dimmi, dunque! – fece il diavolo, sospettoso – Che cosa desideri in cambio?

Berengario divenne tutto rosso in volto – Posso… posso dirlo?

– Sì.

– Ecco io vorrei, cioè, io voglio… Un sacchetto di caramelle Rossana.

Il diavolo continuò a fissarlo in attesa non si sa bene di cosa.

– Sai – continuò imbarazzato – quelle con la crema dentro, il sacchetto rosso…

– Sì, le conosco. È che… insomma, a posto così?

– Perché, è troppo poco?

– Nonono! Anzi.

Berengario si fece d’un tratto guardingo: – Non starai mica pensando di imbrogliarmi, ti ho già avvertito.

– Lungi da me tale idea!

– Ad ogni modo prima di concludere le voglio vedere, queste caramelle.

– Beh, mi sembra il minimo. – fece il diavolo, e congedatosi dal severo Berengario con massiccio impiego di scintille e fumogeni corse al supermercato, comprò due sacchetti di Rossana (uno anche per casa) e tornò quindi da Berengario il quale, alla vista di quel luccicante sacchetto rosso per poco non si mise a piangere dalla gioia. Anzi, si mise proprio a piangere. Ma quando tentò di afferrarlo quell’infame diavolaccio ritrasse la mano dicendo:

– Calma, prima c’è una piccola formalità. – Berengario guaì – Del resto non è per me: io non li ho mai rispettati i contratti, sono quelli lassù che se non è tutto in ordine fanno un sacco di storie.

– Va bene – disse Berengario asciugandosi la bava – dove devo firmare?

– Qui. A proposito, dovresti firmare col sangue.

– Col sangue? – fece Berengario esterrefatto – All’anima della burocrazia! – e firmò.

Dopo neanche quindici minuti Berengario aveva già divorato tutte le Rossana. Si adagiò quindi sulla sua poltrona e sbadigliò soddisfatto.

Soltanto nell’istante che intercorre tra lo scatto dell’interruttore e lo spegnersi della lampada ebbe finalmente una vaga percezione dell’enorme, spaventevole, abissale, inenarrabile ed insensata cazzatona che aveva fatto.

Ma ci sono giorni, pensò, in cui uno…

Si addormentò nel tentativo di terminare quella frase.

Ci tengo a precisare che per questa parabola1 non ho avuto alcun soldo dalla Perugina. Il che è un vero peccato. Chiedo dunque alla Perugina (Nestlé) di rimediare spedendo quanto prima un assegno a [email protected].

Nella foto: mattonella di mandorle
(la preferita).

  1. Tratta da: P.INCERTO, C’era una volta che un giorno crollò, ASSUMMA, 2002, p.26 []