Crea sito

Articoli Taggati ‘Povertà’

Povero Cristo?

scritto da Profeta Incerto
Gen 3

Bottega Compro Oro Incenso & Mirra

Si sa che la Chiesa ha sempre sostenuto l’idea di un Gesù estremamente povero fin dalla nascita1.

Ogni anno, nel presepe, tutti i buoni cattolici rappresentano graficamente l’indigenza del nascituro attraverso la grotta, la mangiatoia, il bue, l’asinello, il freddo e il gelo.

Tutto questo fino al 6 gennaio, giorno in cui arrivano i tre Re Magi2 e portano a Gesù, ancora in fasce, doni in oro incenso e mirra.

E guarda un po’, ogni anno proprio quel giorno si smonta tutto in fretta e furia e fine della storia via tutto negli scatoloni se ne riparla l’anno prossimo da capo con la capanna, il freddo, il gelo, ecc.

Oro, incenso e mirra. Doni dall’alto valore simbolico, certamente, nondimeno a quei tempi squisitissimi anche come beni rifugio.

Eppure si insiste sempre con questa storia che Gesù Bambino era povero, mamma mia com’era povero, guarda lì che povero che era…

A me quando sono nato m’hanno regalato due ciucciotti e un bavaglino, vedete un po’ voi.

Certo, Gesù povero lo è stato. Per 12 giorni.

Che succede nel presepe dal 7 di gennaio?

Cosa c’ha fatto la Sacra Famiglia con l’oro, l’incenso e la mirra donata dai Re Magi?

E quanto oro e incenso e mirra i Magi hanno donato a Gesù? Non si saranno fatti tutta quella sfacchinata dietro la cometa a dorso di cammello per portare un braccialettino o un sottobicchiere: vai a omaggiare il Re dei Giudei, mica Pippo lo Stagnaro, come minimo avranno portato once e once delle preziose sostanze3, una bella svolta per la vita di un falegname e di una ragazza madre.

Che ne ha fatto Gesù di tutto quel scusate il termine ben di Dio?

Come mai a un certo punto sparisce da tutte le cronache e ricompare a trentanni?

Pensateci tra una calza e uno spumantino4.

Nella foto: tipica bottega dell’epoca che per
qualche motivo non si vede mai in un presepe.

  1. Cristo “si è fatto povero per voi” (2Cor 8,9) (N.d. Esegeta). []
  2. O era la Befana?… Maledetti pagani, non fate che confondermi! []
  3. Le unità di peso comuni in tutti i paesi medio-orientali erano allora sicli, mine e talenti. Once non so come gli è venuto. (N.d.Esegeta). []
  4. Tra l’altro per rispondere definitivamente alle millenarie critiche sull’opulenza della Chiesa cosa c’è di meglio di un Gesù Cristo anche lui pieno d’oro? Cazzo ma ve le devo proprio suggerire tutte io? []

L’Economia spiegata al Popolo

scritto da Profeta Incerto
Lug 26

Capire l’economia è facile, specie se come me avete letto tutti i libri e seguito tutti i seminari dell’attuale (luglio 2011) Ministro del Tesoro della Repubblica Italiana1 Giulio Tremonti.

Come sapete detesto occuparmi di questioni così misere da riguardare al massimo le prossime 2-3 generazioni di un paese secondario in un mondo inutile collocato ai margini di una galassiucola qualsiasi tra le centinaia di miliardi che si accalcano in questo universo politicamente irrilevante.

Ma oggi m’è preso così, che ci vuoi fare.

Allora, l’economia funziona così: in ogni paese ci sono i ricchi e ci sono i poveri; se ci sono più ricchi il paese è ricco, se ci sono più poveri il paese è povero.

Tutto qua2.

Ne segue che i veri nemici del benessere di uno stato sono i poveri, vili e ingrati che non sono altro, e per questo vanno tartassati e ingiuriati. Smantelliamo le loro pensioni di merda e facciamoli schiattare in fila alla cassa del pronto soccorso, vedrai come abbassano la cresta.

Viceversa i ricchi vanno protetti e tutelati con tutte le risorse pubbliche disponibili, ne va del bene dello stato e anche per molti aspetti della sua igiene.

E’ esattamente in questa direzione che muovono tutte le recenti supermanovre dell’iperministro: ancora pochi anni e i poveri saranno completamente estinti, e una volta rimasti solo i ricchi l’Italia potrà tornare finalmente ad essere il Bel Paese della Dolce Vita che tutti rimpiangiamo ormai da sempre.

Nella foto: ‘”Dopo un’iniziale fisiologica impennata il numero dei
poveri (del cazzo) precipiterà rapidamente a poche
centinaia che verranno schiacciate con una paletta e
con l’introduzione di un apposito ticket sulla fame“.


Tratto dalla prefazione del nuovo
atteso best seller di G. Tremonti
“La cultura non si mangia,
la merda sì: buon appetito.”

  1. Nonché, avanzatempo, mio collega guru. []
  2. Ci sono domande? Splendido. []

Il Paradosso del Sorite

scritto da Profeta Incerto
Mar 1

Sotto il Sorite niente Ammucchiate

Il paradosso del sorite (o del mucchio) è un celebre paradosso dell’induzione che non mi va di descrivere nonostante nessuno me l’avesse neanche chiesto, per cui lo presenterò sotto forma di buon vecchio dialogo socratico.

Profeta Incerto e il fido Esegeta camminano per la via
quando vedono un mendicante seduto sul ciglio della strada.
il Profeta si avvicina e gli dona una moneta.

PROFETA INCERTO
Prendi, buon povero, io non ne ho bisogno.

MENDICANTE
Sei molto ricco?

PROFETA INCERTO
Sono un Profeta. Non credo nella ricchezza.

MENDICANTE
Oh, neanche io. Ma non appena avrò elemosinato abbastanza monete da diventare ricco, allora ci crederò!

PROFETA INCERTO
Mio povero povero, il tuo sogno è irrealizzabile.

MENDICANTE
Perché dici questo?

PROFETA INCERTO
Perché un povero – come te – che elemosina una moneta non diventa ricco. E siccome questo vale per ogni singola moneta elemosinata significa che tu non potrai mai essere ricco.

MENDICANTE
Non ho capito bene.

PROFETA INCERTO
Segui il mio ragionamento. Un uomo povero non è un uomo ricco, sei d’accordo?

MENDICANTE
Chi può saperlo meglio di me!

PROFETA INCERTO
E quando un uomo è povero, non basta una moneta in più a renderlo ricco.

ESEGETA
E se la moneta fosse molto preziosa?

PROFETA INCERTO
Non c’entra un cazzo, Esegeta. (si volge di nuovo al mendicante) Allora, sei d’accordo?

MENDICANTE
Mi pare di sì.

PROFETA INCERTO
Perciò, indipendentemente dal numero di monete che un povero – come te – elemosina in un giorno un anno o una vita, quel povero rimarrà sempre povero.

MENDICANTE
C’è qualcosa che non mi… E se arriva un benefattore e mi scarica proprio qui davanti un bel mucchio di monete tutte assieme?

PROFETA INCERTO
Non può. Perché non può esistere un mucchio di monete.

MENDICANTE
Ah no?

PROFETA INCERTO
No, perché una moneta non è un mucchio e aggiungendo una moneta a un’altra non si ottiene un mucchio, quindi non può esserci nessun mucchio di monete.

MENDICANTE
Oddio, mi gira la testa. Ma allora che mi consigli di fare?

PROFETA INCERTO
L’aiuto che potevo darti te l’ho già dato. Spetta a te riconoscere nelle mie parole il tesoro che invano cercasti altrove.

MENDICANTE
Sono un po’ confuso… eppure sento che hai ragione. Non so chi tu sei, ma è come se mi avessi levato un velo da davanti agli occhi (si alza in piedi, barcolla). No, quello c’è ancora.

PROFETA INCERTO
Che farai adesso?

MENDICANTE
Andrò vagando per il mondo praticando e predicando la povertà del Profeta.

PROFETA INCERTO
Incerto.

MENDICANTE
Come?

PROFETA INCERTO
Profeta Incerto, così mi chiamano.

MENDICANTE
Grazie di tutto, Profeta Incerto, incontrarti è stato un dono di Dio!

Il Mendicante se ne esce traballante di scena.
Appena fuori dalla vista il Profeta Incerto si china sul suo
piattino e comincia ad arraffare avidamente tutte le monete.

ESEGETA
Ma…

PROFETA INCERTO
Alla faccia di chi dice che i paradossi non servono a nulla.

ESEGETA
Ma…

PROFETA INCERTO
Saranno quattro o cinque euro, andiamo a farci un Happy Meal.

ESEGETA
Ma… hai rubato l’elemosina a un poveraccio!

PROFETA INCERTO
Questo è il tuo punto di vista, Esegeta. Il suo è che il Profeta Incerto gli ha suggerito una grande verità. Domani, quando sarà di nuovo qui per terra, l’avrà chiara. E poi pensi che le mie parole valgano meno di questo sporco, miserabile, merdoso mucchio di spicci?

Nella foto: che mondo sarebbe
senza sorite.

P.S.
Questo articolo partecipa al ventiseiesimo Carnevale della Matematica ospitato da Gianluigi Filippelli sul blog Scienze Backstage.