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Invito alla Lettura

scritto da Profeta Incerto
giu 17

LIBRI

Il libro è una delle più prodigiose invenzioni dell’Uomo1. Il libro è anzitutto un contenitore di pensieri, ma a ben guardare è soprattutto una macchina del tempo che permette di realizzare un collegamento telepatico spazio-temporale fra l’autore e il lettore.

Sento che vi state chiedendo: come?

Semplice, il libro ha la capacità di trasferire i pensieri che l’autore ha fissato su carta (o su bit) direttamente nella mente del lettore.

Per esempio adesso, leggendo, voi state pensando esattamente le stesse parole che sto pensando io mentre scrivo. Io e voi, in questo momento, stiamo recitando insieme questo mio pensiero.

Altro esempio: quando poco fa ho detto “sento che vi state chiedendo: come?” è perché in quel preciso momento, leggendo, vi stavate chiedendo come. Ecco, ve lo siete appena chiesto di nuovo.

Oh, questo fenomeno portentoso si verifica leggendo non solo il Profeta Incerto ma anche, che ne so Dante, Poe, Borges, Heinlein, Bourbaki e tutti quanti gli scrittori vivi e morti attraverso i secoli2.

Ma torniamo a me.

Sfogliare questo blog è un po’ come scorrere avanti e indietro nel tempo il filo dei miei pensieri, ma il bello è che io non so come va a finire.

Mentre voi che leggete dal futuro potete agilmente verificare ciò che scriverò tra un mese, tra un anno o tra mille anni, io in questo momento non so neanche come finirò di riempire questa pagina.

Ecco evocata la seconda impagabile abilità di un libro, quella di poter rendere subito disponibile, adeguatamente riassunto, l’intero percorso esistenziale di un poeta, di un filosofo, di uno scienziato, e anche il vostro3.

In un arco di tempo riducibile financo a una manciata di secondi uno può leggersi le conclusioni che un individuo ha maturato con una vita intera di riflessioni.

Pensate a quanto tempo risparmiato, visto che la maggior parte delle idee che nel corso della vita vi parrà di sviluppare per primi sono certamente già state ideate, sviscerate, pubblicate e infine rinnegate da qualcun altro prima di voi.

Mi sovviene il claim per un efficace invito alla lettura, le casi editrici o le agenzie pubblicitarie interessate mi contattino pure tramite bonifico bancario:

Stressato uomo del 2000, non hai più tempo per pensare?
Approfitta dei pensieri altrui e comprati un cazzo di libro.

Toh, chi l’avrebbe detto che finivo così.

Nella foto: libri importanti libri importanti4.

  1. In realtà parlerò della scrittura in generale, però il libro, insomma, vuoi mettere, quant’è più evocativo. []
  2. Il Profeta tralascia il caso dell’intermediazione di un traduttore/adattatore, non ritenendola evidentemente degna complicazione, o forse proprio perché sì (N.d.Esegeta). []
  3. Si chiama antologizzazione, è dove finiscono gli autori morti. []
  4. Sento che hai un déjà-vu. Sento che hai un déjà-vu. []

Empi il bicchier ch’è vuoto

scritto da Profeta Incerto
dic 31

Mezzo_Pieno

Vorrei innanzitutto precisare che io non credo nella televisione: per me non è mai stata inventata1.

Mi è giunta tuttavia l’eco di un astuto spot che seduce le menti più effimere evocando il millenario quesito del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno.

La storia la sapete, no? Se il bicchiere per voi è mezzo pieno siete degli inguaribili ottimisti, se lo vedete mezzo vuoto siete dei pessimisti un po’ sfigati, ma con una vena sottilmente romantica provata dal fatto che vi siete cimentati col quesito del bicchiere.

Bene. Ma in definitiva questo cazzo di bicchiere com’è veramente?

Vorrei dare la risposta definitiva.

Per il Profeta Incerto (e per i suoi illuminati discepoli) il molesto vetro non è mezzo vuoto o mezzo pieno, bensì mezzo vuoto e mezzo pieno: si dà infatti che la metà che contiene il liquido sia piena e contemporaneamente l’altra metà sia vuota.

Fine della questione.

Stop alle fantasie pseudo-psicologiche del cazzo.

L’umanità può proseguire il suo cammino alleggerita di un ennesimo stupido dilemma per cerebrolesi.

Detto questo, buoni brindisi per stasera.

Per chi non la conoscesse, l’intera filastrocchetta da beoni del titolo, attribuita nientemeno che a Edgar Allan Poe, fa così:

“Empi il bicchier ch’è vuoto
vuota il bicchier ch’è pieno
non lo lasciar mai vuoto
non lo lasciar mai pieno”

Nella foto: mezzo bicchiere pieno.

  1. Con questa scusa non ha mai pagato il canone rai (N.d.Esegeta). []