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Articoli Taggati ‘Racconto’

Racconto Morale

scritto da Profeta Incerto
Ott 26

C’era una volta un ragazzo che aveva molti difetti e ne soffriva, finché un giorno capì che nella vita bisogna avere il coraggio di essere se stessi e accettarsi per quello che si è. Fu così che i suoi difetti, trascurati, col tempo peggiorarono e lui diventò una persona raccapricciante.

Nella foto: sii te stesso,
ma non spesso1.

  1. Morale offerta dalla cooperativa di consulenza filosofica “Ci penso io”, sponsor di questo post. []

Racconto d’Amore

scritto da Profeta Incerto
Ago 1

« Ti amo, fiorellino mio delicato. » Giacomo pronunciò queste parole con tale efferata violenza che la ragazza ne fu assassinata all’istante, e sul mondo si produsse un’apocalisse nera di sangue e dolore eterni.

Nella foto: passate buone vacanze (o future).


Racconto di Fantascienza

scritto da Profeta Incerto
Mar 9

Questa storia si svolge nel futuro.
Per questo motivo, al momento, non se ne sa ancora un bel niente.
Provate a rileggerla più tardi, magari vi va meglio.

Nella foto: ho detto più tardi.


Finire la Storia Infinita

scritto da Profeta Incerto
Nov 11

C’era una volta un racconto che iniziava con “C’era una volta un racconto che iniziava con “C’era una volta un racconto che iniziava con “C’era una volta un racconto che iniziava con “C’era una volta un racconto che iniziava con “C’era una volta un racconto che iniziava con “C’era una volta un racconto che iniziava con “C’era una volta un racconto che iniziava con “C’era una volta un racconto che iniziava con “C’era una volta un racconto che iniziava con “C’era una volta un racconto che iniziava con… …1. Quel racconto è questo qua.

FINE

Nella foto: per catturare l’Infinito occorrono:
– una serie infinita (l’esca)
– una scatola
– un bastoncino legato a un filo invisibile
– riflessi pronti
– qualcosa da leggere mentre si aspetta

  1. = chiuse infinite virgolette. []

Le Parabole del Profeta Incerto

scritto da Profeta Incerto
Gen 2

Y - Il Bivio

IL BIVIO1

C’erano una volta due strade, una portava sempre nella direzione giusta e l’altra sempre nella direzione sbagliata. Chi sceglieva la prima arrivava presto e agevolmente a destinazione, chi imboccava la seconda si perdeva senz’altro e non riusciva poi neanche a tornarsene indietro.

Queste regole erano esposte su un cartello al centro del bivio e chiunque poteva crederci o meno. Sergio ci credeva eccome, e poiché non aveva alcuna intenzione di perdersi era da un bel po’ che indugiava su quale fosse la via giusta da prendere. Con grande attenzione scrutava, ponderava, avanzava e indietreggiava, scrutava ancora.

Scegliere era ben difficile. Le strade, apparentemente identiche, procedevano affiancandosi parallele per l’infinito orizzonte visibile. Sembrava facile scavalcare nell’altra casomai ci si fosse accorti di avere sbagliato. A meno che oltre il limite dello sguardo le due vie non divergessero all’improvviso.

Venne la notte, passarono le stagioni, Sergio non si decideva più e non si decise mai. Fermo nel rifiuto di perdersi non realizzò mai di essersi già perso.

Nella foto: le tre direzioni di un bivio.

  1. Tratto da: P.INCERTO, C’era una volta che un giorno crollò, ASSUMMA, 2002, p.16 []