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Articoli Taggati ‘Sovrappopolazione’

Il Gioco dello Sconosciuto

scritto da Profeta Incerto
Lug 28

Diego Velasquez - Venere allo Specchio (o grosso iPad)

Nel mondo siamo tanti. Alcuni dicono troppi, anche se poi non considerano mai se stessi tra quelli in eccesso, il che mi pare un po’ troppo comodo signori miei1.

Potete farvi un’idea di quanta gente esiste là fuori considerando quanta ce n’è qui dentro: avete mai provato a cercare su Google un nome e un cognome a caso?

Scoprirete che per molti dei nomi che vi vengono in mente c’è qualcuno che si chiama così: professionisti, studenti, casalinghe, gente che guarda, antipapi, web designer…

Non ci credete? Vi sfido: prendete i vostri vecchi compagni di scuola, scambiategli nome e cognome e cercate.

Fatto?

Bene, ora siete pronti per il Gioco dello Sconosciuto, il salvifico trastullo della maledetta estate 2012 col quale anche voi compulsivi net-dipendenti bastonati dalla crisi potete sperare di fare una media figura coi vicini di ombrellone pur senza manco una lira di App sul vostro I-Qualcosa.

Queste sono le regole per due o più giocatori:

  • Prima di ogni turno vengono estratte due lettere a sorte, la prima sarà l’iniziale del nome la seconda del cognome.
  • Il giocatore di turno dichiara il nome e il cognome che intende cercare, la maggioranza degli altri partecipanti deve essere concorde che il nome e/o il cognome proposto non siano inventati o forzatamente esotici, altrimenti il turnista deve proporne un altro. In caso di parità il nome vale. Si può stabilire un limite massimo di tentativi.
  • Il nome viene poi digitato sulla maschera di Google tra virgolette e viene dato il via alla ricerca.
  • Si considerano i primi 10 risultati: se in nessuno di questi il nome e il cognome si trovano adiacenti e senza alcuna punteggiatura che li separi, il giocatore ha trovato uno Sconosciuto e guadagna 1 punto e il diritto a un nuovo turno di gioco.
  • Nessun concorrente può cercare un nome o un cognome già utilizzato in precedenza da sé o dagli altri partecipanti.
  • Vince, indovina un po’, chi fa più punti.

Siccome mentre scrivevo queste regole stavo pensando ad altro2 è possibile che si possano migliorare e di molto, specie dalle parti del forzatamente esotici. Se avete suggerimenti suggeriteli.

Possibili varianti:

  1. Fa punto chi trova almeno due omonimi.
  2. Bonus per chi visualizza meno di dieci risultati complessivi.
  3. Giri di scommesse sui battesimi.
  4. Gare a tempo, tornei a squadre, lettere sorteggiate in comune, nomi stranieri, composti, penalità per chi becca oltre al nome la foto.
  5. Stessa roba su Facebook.

Il Gioco dello Sconosciuto diventerà sempre più difficile col passare del tempo.

Almeno finché internet e l’umanità continueranno a crescere.

Buon divertimento.

Nella foto: ontopatologia dell’indicizzazione: “ma se
non ti trovo su internet esisti realmente?”

  1. Un altro modo per risolvere il problema della sovrappopolazione è che tutti quelli che considerano la sovrappopolazione un problema diano il buon esempio suicidandosi. []
  2. Spesso mentre scrivo penso ad altro. []

Scalamità

scritto da Profeta Incerto
Dic 2

Scalamità

La seguente parabola1 è ambientata nel futuro oppure, a seconda, nel passato.

Fallito ogni tentativo di controllo delle nascite nonché di abbattimento della popolazione attraverso guerre, terrorismo, inquinamento e virus creati in laboratorio dalle multinazionali, gli scienziati e i governi di tutto il mondo convennero che il problema del sovrappopolamento globale richiedeva soluzioni più ponderate.

Antonio alzò la mano e propose l’idea che gli frullava da un po’: sfruttiamo l’ingegneria genetica per ridurre della metà la dimensione media dell’essere umano.

Dettofatto, in pochi decenni si ebbe la prima generazione costituita interamente da individui riscalati. Metà spazio per ciascuno, doppio spazio per tutti.

Si provvide di seguito a ridurre geneticamente tutte le altre forme viventi, per riproporzionarle a misura d’uomo. L’impresa richiese un certo numero di secoli, trascorsi i quali gli scienziati avevano affinato le loro tecniche al punto da potersi cimentare in un nuovo ciclo di riduzione. E meno male. Perché mentre loro stavano dietro a sbattersi per rimpicciolire ogni conoscibile varietà di zanzara, rinoceronte, lombrico, pino, cipresso e relativi bonsai, l’umanità pure aveva continuato a sbattersi incoscientemente e il problema dell’affollamento era riesploso come e più di prima.

Si procedette così di gran lena a un nuovo dimezzamento della scala biologica mondiale. Il risultato fu raggiunto stavolta in tempi miracolosamente brevi, micropersone in nuovi spazi vergini e immensi, tutti erano definitivamente soddisfatti.

La volta dopo si decise di calare non della metà ma addirittura di nove decimi dalle dimensioni correnti. In una manciata di generazioni si raggiunsero scale che un tempo erano microscopiche, una zolletta di terra bastava ormai a ospitare e sfamare milioni di persone.

Poi miliardi, poi trilioni.

Scavallata la lunghezza di Planck bizzarre e incontrollabili fluttuazioni quantistiche produssero un universo per ognuno dei singoli abitatori del micromondo, e chiunque divenne dio e sostanza del suo proprio infinito spazio.

Nella foto: universi fatti di atomi
fatti di universi.

  1. Tratta da: P.INCERTO, C’era una volta che un giorno crollò, ASSUMMA, 2002, p.41 []