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Articoli Taggati ‘Universo’

Il Viaggio

scritto da Profeta Incerto
ott 3

Fagiomino Esploratore - by Gaia Bracco

Il soggetto dell’opera soprastante è il celebre Fagiomino dell’artista Gaia Bracco.
Il soggetto della sottostante parabola1 è Mario.

Buona lettura e meditazione.

Accantonata che ebbe la vita, Mario si dedicò finalmente all’esplorazione di nuove esperienze.

Dapprima divenne Supervivo, e poté contemplare l’universo attraverso la Coscienza Totale della Visione Esterna.

Indagò Spazio, Numero e Sostanza finché ogni loro possibile combinazione gli sembrò banale.

Scavalcata dunque la cognizione di Dio riuscì a estendere la sua ricerca.

Congetturò a lungo sulla natura dell’Infinito Ulteriore, compose e sperimentò nuove costanti, scisse in modi inediti l’Unità Primordiale – emanandone espressioni sorprendenti – conobbe consimili e si accoppiò con essi generando multiversi.

Crebbe ancora in su, e si liberò di ogni appiglio nell’Esistente, irrise il concetto di Assoluto, poi quello di Oggetto, poi quello di Concetto.

Superato il discrimine del Sé fu stessa Contemplazione, giocò a forgiare Logiche Supercomplete, assorbì le Metamatematiche Prime dell’Iperunico.

Ancora salì, fino a discernere i Fondamenti del Nulla.

Quivi si riposò un poco.

​Nuovamente avanti si spinse, scoprì il suo stesso avanzare attribuzione di un ciclo Omega-referenziale, forzò esso fino all’incausalità e trascese ancora.

Molto oltre è giunto Mario da allora, e il suo viaggio non è terminato.

Ma le mie parole non toccano lassù.

Nella foto: ci sono più cose
in cielo e in terra che in tutt’e due.

  1. Tratta da: P.INCERTO, C’era una volta che un giorno crollò, ASSUMMA, 2002, p.44. []

Noi Siamo Universo

scritto da Profeta Incerto
feb 4

Noi SIamo Universo

L’universo.

Questa cazzo di… di cosa in cui ci troviamo inzuppati è talmente ENORME che è difficile anche solo esprimerla, tanta enormità.

Tutte le stelle, tutto lo spazio, il tempo, tutte le particelle, tutti gli universi, tutti gli dèi, il moto, l’energia, tutta la vita, la poesia, la complessità, i numeri, il vuoto, il noto e l’ignoto, i sogni, le domande, l’infinito, la fica, il tiramisù e l’ammazzacaffè1.

La cosa più impressionante, e intendo la più impressionante di TUTTE, è che noi non siamo qualcos’altro. Noi siamo esattamente quella roba lì.

È difficile metterlo bene a fuoco questo concetto, forse perché la religione, il dualismo cartesiano, e la gente cattiva ci hanno viziati a distinguere sempre tra noi e il resto del creato2, o forse perché sto alla seconda bottiglia di fragolino3.

Ci riprovo.

Allora… Io guardo l’universo, ok?

Lo contemplo nella sua immensa globalità onnicomprensiva provandone vertigine e meraviglia.

Mi domando quindi che cos’è e da dove viene.

Bene. Il punto è che… io stesso faccio parte di quella cosa strana e immensa che mi provoca stupore, io stesso sono universo.

Capite? Non sono qualcosa di separato, di diverso, di aggiunto, di altro, perché non può esserci nient’altro rispetto al tutto, come non c’è un altrove oltre lo spazio, né un istante fuori dal tempo.

Io sono universo, e ogni cosa che osservo è in qualche modo misterioso un mio riflesso. Non solo: io, universo, scopro di esistere attraverso i miei occhi, è la mia autoconsapevolezza a rendere l’universo cosciente di sé4.

Ogni volta che mi interrogo sull’universo, sono soggetto e oggetto della questione, osservatore e osservato, la parte e il tutto, il creato e il creatore. Non è a lui che rivolgo le mie tormentose domande esistenziali, sono io che mi faccio le domande per lui.

Questa cosa mi fa strippare, santa della santissima madonnina santa.

Tutto ciò che vedo è parte di me. Tutto. Compreso il mio stesso sguardo che mi guarda, ed è a sua (mia) volta guardato da me e così via mentre mi avvito sempre di più tipo spirale e giro e giro e gira tutto e io precipito e con me precipita l’universo, e insieme ci schiantiamo giù e rimaniamo lì per sempre immobili a ridere e fissare il vuoto, il vuoto di vetro frantumato sul pavimento e poi via, che scivolo ancora, lento, ma con tutta la testa, giù giù giù verso questo oblio appiccichiccio…

Nella foto: questo oblio appiccioloso… appiccioso…
un oblio tutto
appiciccioso… appffff… vabbè dai bonanotte.5

 

  1. E non dimentichiamo la simpatia. []
  2. Ma anche tra noi e il creatore. []
  3. Fatto in casa. []
  4. Penso dunque esiste. []
  5. Sì buonanotte, e indovina adesso chi rimette a posto? Perché a parole siamo tutti universo, poi però c’è chi guarda e c’è chi deve pulire i cocci (N.d.Esegeta). []

L’Amore nel Silenzio Cosmico

scritto da Profeta Incerto
giu 23

Milky Way or Pussy Way?

Chi c’è dietro a tutto questo?

A tutto, dico. Al fatto che esistono delle cose.

Delle cose che al limite potevano anche non esistere, no?

Ci poteva stare “più semplicemente” il Nulla, per sempre.

E invece adesso ci sono delle cose, un sacco di cose, e ci sono anche io, ora, qui, che penso e vedo queste cose, e vedo anche me stesso. E io, insieme a tutte queste cose, formiamo quest’unica cosa spaventosamente immensa che poteva anche essere il Nulla.

Cos’è ‘sto baraccone? Chi cazzo c’è dietro? E dietro a chi c’è dietro chi cazzo c’è dietro?

Bah, comunque… oggi toccava alle lettere, che palle1.

Altamaria96 mi chiede:

“Sei un tipo romantico? Cosa pensi dell’amore?”

Mado’… Cosa penso dell’amore… Lo dicevo io che palle.

Mah, che è una bella parola. Pensa, puoi farne lo spelling usando ricorsivamente la parola stessa:

A come amore
M come more
O come ore
R come re
E come la congiunzione e2.

L’amore… bah.

…Ok, per me l’amore, quello ideale proprio, è poter condividere con una persona questi momenti qui, di consapevolezza cosmica.

Stringerla sotto un cielo importante, un cielo con più stelle che cielo stesso, e dirle: “Non lo so cosa ci sto a fare al mondo, e probabilmente non lo saprò mai. Non so che cos’è né da dove viene tutto questo, e siccome ne faccio parte posso dire esattamente di non sapere neanche cosa sono io. Ma sai che c’è? Non me ne frega niente. Mi va bene così. Sono tutte pippe mentali. Perché l’unica cosa importante adesso è che in questa realtà assurda, immensa e inconoscibile, ci sei pure te”. Qualunque cosa tu sia e a prescindere dal fatto che tu esista realmente.

Insomma, illusione o no, Grazie Signore per averci dato la fica. Amen.

Nella foto:
L’origine del mondo.

 

  1. E’ lui che l’ha deciso (n.d.Esegeta). []
  2. Io le chiamo “parole autospellanti”, in attesa di scoprire se si chiamano già in un altro modo. []

Tutto Scorre. Già.

scritto da Profeta Incerto
mag 4

Opera dell'architetto Simon Slavina

Tra i motivi dell’agire umano, oltre alla fica, al potere, ai soldi, c’è quello di voler essere ricordati.

Quando muore definitivamente una persona? Quando nessuno si ricorda più di lui. Ecco perché si fanno le scoperte scientifiche, i capolavori dell’arte, le stragi a scuola.

Ma per quanto a lungo è possibile tramandare il proprio ricordo?

Quali sono i supporti più affidabili per conservare la propria memoria?

Gli sfigati oggi si affidano alla rete, gli illusi alla carta, i più ambiziosi alla pietra1.

Ecco, sì, la pietra… uno tira su un monumento, una cosa, una piramide, quella sta su per sei, settecento, settemila anni, che quasi uno ci crede… poi un bel giorno un terremoto, un meteorite, un accidente, e addio. E state sicuri che prima o poi succede. Non sarà oggi, non sarà domani, ma un giorno laddove in questo momento vivete, dormite, lavorate e toccate ferro ci saranno soltanto macerie e fossili, e poi manco più quelli.

Tutto ciò che amate, ciò che odiate, i vostri ricordi, i vostri capelli, la vostra specie… Tutto pare destinato a perdersi tra gli inesorabili cicli umani e quelli cosmici.

Dunque non esiste alcuna memoria che non sia deperibile?

In realtà, ecco, qualcosa del genere c’è.

L’universo, per esempio, ha una propria memoria, in un certo senso l’universo è la sua propria memoria, una memoria diffusa ovunque nello spazio-tempo.

Come tutti sapete (o state per sapere, che fa lo stesso) ovunque uno guarda, guarda nel passato: ogni cosa che ci circonda ci appare tanto più vecchia quanto più tempo la sua luce emessa o riflessa ha impiegato per raggiungerci. Naturalmente questo effetto è più evidente per le distanze siderali2.

Se in questo momento un abitante di Alfa Centauri – quattro anni luce di distanza – puntasse i suoi occhi acuminati verso la Terra osserverebbe il nostro presente di quattro anni fa a quest’ora, io mi stavo pomiciando una, pure discreta, e intanto ultimavo questa sfavillante parabola.

Da un pianeta situato a 65 milioni di anni luce potremmo essere, oggi, testimoni diretti dell’estinzione dei dinosauri. Allo stesso modo noi adesso, da qua, possiamo ipoteticamente sbirciare la preistoria di qualche civiltà attualmente avanzatissima.

Tutto quello che facciamo genera onde di presente che si propagano nell’universo alla velocità della luce, a beneficio di chiunque sappia e voglia raccoglierle3.

Potenzialmente nessun istante se ne va mai perduto. Tutto quello che siamo e diciamo e facciamo, compreso ciò che abbiamo dimenticato o nascosto o cancellato per sbaglio dall’hard disk, esiste, ora, in qualche luogo-periodo dello spazio-tempo.

Se considerassimo l’intero universo in blocco potremmo dire che tutti gli istanti della storia passata sono simultaneamente presenti.

Insomma, per farla lesta: tutto resta, quindi è inutile che vi agitate tanto4.

Il problema, casomai, è proprio cancellare le tracce.

Appunti per un film di fantascienza: gli scienziati sviluppano una tecnica che permette di osservare qualunque istante del passato della Terra tramite il riflesso su certi corpi astrali posti alla giusta distanza. Un’associazione filantropica fondamentalista, in nome della privacy e del diritto all’oblio, si oppone organizzando un piano per la distruzione dell’universo e della sua indiscriminata memoria. Il film finisce subito dopo la fine dell’universo. Questo genera un paradosso che fa finire l’universo.

Nella foto: opera dell’architetto Simon Slavina,
che frustrato dall’idea che prima o poi tutto
va in pezzi costruisce direttamente rovine.

  1. Figli? (N.d.Esegeta). []
  2. Ciò non toglie che anche se portate al polso l’orologio più preciso al mondo, quando lo guardate sarà sempre un pochino indietro. Ah, inoltre chiunque, e non solo Lucky Luke, può sparare un pochino più veloce della propria ombra. []
  3. E voi che ancora vi preoccupate delle impostazioni della privacy di Facebook. []
  4. Il Profeta tralascia la possibilità che anche l’universo sia destinato prima o poi a finire (n.d.Esegeta). []

Volevo nascere più tardi

scritto da Profeta Incerto
feb 17

Einstein non sapeva un cazzo - Corso di Fisica per gli studenti delle scuole medie - anno scolastico 2291-92

 

Ecco, sono convinto che nelle scuole del futuro lo studio della nostra epoca sarà per comodità accorpato alla storia medievale.

In un futuro ancora più remoto prevedo che i primi 20.000 anni Dopo Cristo faranno direttamente parte della preistoria.

Ai posteri invidio quello che sanno. Tipo le nuove scoperte fisiche e matematiche, la risoluzione di antiche congetture, le inedite nozioni sullo spazio, il tempo, la materia, la sempre più esatta (ma mai completa) consapevolezza delle oscure regole dell’universo.

Ho visioni di studenti del futuro appisolati sui loro ebook di Scienze. Scalcio nell’aria… vorrei spingerli via a calcagnate, fottuti sbarbatelli col cervello ottenebrato dagli ormoni, levatevi di mezzo e fatemi scrutare attraverso le vostre ditate sudaticce e le tracce di sperma quei segreti inestimabili, che per voi e per i vostri insegnanti sono solo fonte di noia e malessere.

Quant’è patetico stare lì davanti a youtube a masturbarsi fino alle lacrime su 2 foto sfocacciate fatte da Hubble alle lune di Plutone, mentre magari tra una manciata di secoli qualunque sfigato su Plutone c’avrà la seconda casa.

Vorrei essere nato più tardi. Anche solo di 5000 anni.

Sono momenti di acuta depressione, ma ho scoperto un trucco per venirne fuori.

Si tratta semplicemente di proiettare la mia frustrazione nel passato e trasformarla in gioia sadica. Sogghigno tra me pensando a Newton, Leibniz, Galileo, Poincaré, Hilbert… che si strapperebbero un braccio per poter dare una sbirciata a quei tomi di fisica e matematica che io lascio muffire sul più lontano scaffale del garage.

Formule, equazioni, intuizioni alla ricerca delle quali sublimi menti dei secoli scorsi si sono accanite invano consumando la loro vita e la loro sanità mentale. Eccole, sono tutte qua, adesso, proprio davanti ai miei occhi, e io ci disegno sopra i cazzetti con la biro.

Aaah, soddisfazione.

Dopodiché me ne vado a mangiare una crostatina e ne butto metà nel secchio solo per il gusto di pensare a quanto oggi, rispetto ai secoli bui e affamati del passato, sia ridicolmente facile procurarsi il cibo (di merda specialmente).

Sono una persona schifosa? Ecchissenefrega, bellini voi. Non giudicate e non sarete giudicati. Non guardate la pagliuzza nell’occhio di vostro fratello, pensate alla trave che c’avete in culo. E non mi rompete i coglioni che oggi non è aria1.

Nella foto: Einstein usava solo il 10%
del suo cervello. E si vede.

  1. Il Profeta sta passando un momento difficile, è inavvicinabile, beve più del solito, piange, grida, non si lava più. Specie per questo è inavvicinabile (N.d.Esegeta). []

Dio e gli Alieni

scritto da Profeta Incerto
set 17

Esacrocifissione, o crocifissione ad asterisco.

Esistono gli alieni?

La questione è scientifica e anche filosofica, ma noi oggi ci soffermeremo, guarda un po’, sulle sue implicazioni teologiche.

Il Dio Padre Nostro, che sta nei cieli ma non troppo oltre la stratosfera, in una prospettiva cosmica è un dio prettamente locale: Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza (non il venusiano), Gesù si è fatto uomo (non marziano), è morto sacrificandosi per noi (non per i vulcaniani).

Un’eventuale civiltà aliena come si colloca nel disegno della Creazione?

Per dire, in quale sottinteso passaggio della Genesi Dio avrebbe creato gli abitanti di Andromeda? Li ha fatti il quarto giorno con le stelle? O forse il sesto insieme agli animali? Gli extraterrestri hanno un’anima? Vanno in paradiso e all’inferno in base alle solite 10 regole mosaiche?1 Una civiltà extraterrestre implica anche un Gesù, una Bibbia, un patto di Alleanza alieno?

In definitiva, non è che l’uomo di qua l’uomo di là, e poi salta fuori che Dio fa il doppio gioco con gli omini verdi?

Aspe’, rallenta un attimo.

Quanto detto ha senso solo se questi benedetti alieni esistono davvero. Ma l’uomo potrebbe anche essere la sola specie intelligente nell’universo.

Questo spiegherebbe perché Dio investa il suo infinito tempo e le sue infinite energie tutte e soltanto su di noi.

…Sì, come no, certo.

La sola specie intelligente, sicuro.

Io non ho bisogno di aspettare l’area 51 per sapere se gli extraterrestri esistono o no, io guardo il cielo e do per scontato che nell’universo ci siano migliaia o milioni di intelligenze più antiche e più evolute di quella umana2.

Se non possediamo ancora le “prove” questo conferma solo la nostra piccolezza, non la loro inesistenza.

Ma allora come la mettiamo? Come si conciliano Dio e gli alieni?

L’unica spiegazione è che esista una spartizione del potere divino su base territoriale: in pratica Lui si occupa solo della giurisdizione terrestre, c’è poi una rete di suoi colleghi dèi a noi sconosciuti che comandano dalle altre parti3. Farci credere di essere gli unici figli e prediletti è solo un vanitoso artificio che queste divinità, tipicamente permalose e possessive, adottano per farsi adorare in maniera esclusiva.

E noi? Questi dèi extraterrestri ci riguardano in qualche modo?

Assolutamente no, tranne per il fatto che essendo miliardi e con un sacco di nomi improbi, è molto probabile che ogni volta che fate uno sbadiglio o un rutto ne bestemmiate una decina.

Se quando morite trovate gli angeli con le antenne al posto dell’aureola e i diavoli con le spade laser invece dei forconi ora sapete perché.

Nella foto: la croce esacolare a cui
su Xandor IV (il pianeta dei ghiacci) fu
appeso per i tentacoli Sgruff, il Gesù locale.

  1. “Onora la tua ascendenza gamica”, “Non desiderare le spore d’altri”… []
  2. Capirai che sforzo. []
  3. Ricordiamo che il comandamento “Non avrai altro Dio all’infuori di me” sottindende l’esistenza di altre divinità (n.d.Esegeta). []

Aboliamo il Lavoro

scritto da Profeta Incerto
feb 5

Mafalda by Quino

Il lavoro è l’oppio dei popoli.
(P. Incerto)

E se il problema non fosse la disoccupazione?

Se il problema fosse il lavoro?

Tutti che chiedono lavoro, lavorolavorolavoro.

Per risolvere una volta per tutte il problema della disoccupazione basterebbe abolirlo il lavoro.

Immaginiamo la società ideale, il progresso compiuto, l’utopia incarnata: davvero il migliore dei mondi possibili è quello dove c’è lavoro per tutti? Questo è il meglio che riusciamo a sognare?

Io dico che il vero progresso, amati fedeli, non è un mondo dove tutti lavorano, bensì un mondo dove il lavoro non è più una necessità per nessuno. Lasciate che a produrre ci pensino le macchine e i cinesi, e noi dedichiamoci all’amore, allo spasso e ai Grandi Interrogativi!

Lo so, non è facile. Perché il lavoro da antico e legittimo strumento per procurarci il pane è diventato qualcos’altro, si è trasformato in un requisito obbligatorio di dignità sociale.

Di più, il lavoro è diventato il senso della vita delle persone. Per essere non basta essere, bisogna fare, tant’è che non c’è più distinzione tra quello che si è e quello che si fa: se fai il web designer sei un web designer, e alla domanda “cosa fai nella vita?” non puoi rispondere l’essere umano1.

Il lavoro poi, un po’ come la televisione, serve a fare in modo che la gente abbia meno tempo per pensare. Molti non reggerebbero il pensare. Ci sarebbe per prima cosa un aumento dei suicidi, come statisticamente accade durante le feste (cioè quando non si lavora).

Senza lavoro e con tutto quel tempo a disposizione troppe persone finirebbero per domandarsi cosa ci stiamo a fare al mondo, si accorgerebbero che tutto lo scibile umano è privo di fondamenta come una nuvola circondata d’indistinto, e che appena fuori dalla nostra atmosfera c’è una mostruosa struttura chiamata universo nella quale veleggiamo immersi e che è stracolma di domande senza risposta.

Meglio un insormontabile fardello di dubbi esistenziali o un impiego precario alle poste?

Il problema è che di impieghi alle poste, in banca o in fabbrica ce ne sono e ce ne saranno sempre meno, e quindi volenti o no prima o poi la questione del superamento dell’Era del Lavoro andrà affrontata.

In che modo? Ci sto lavorando.

Che finale del cazzo.

 

Nella foto: non ho i diritti per pubblicare questa vignetta,
quindi fate finta che sia disegnata da qualcun
altro e che finisca con una battuta diversa2.

  1. A malapena puoi rispondere il profeta, e non vi dico per farmelo scrivere sulla carta d’identità. []
  2. Se non sbaglio è un’attenuante in caso di contestazioni. Almeno mi pare, non è che ci indovino tanto di cose legali. []

La Chiesa ha Duemila Anni

scritto da Profeta Incerto
set 13

Quanti anni ha Gesù Cristo?

L’autorità della Chiesa si fonda, oltre che sulla sua autorità, anche sulla sua antichità.

La cristianità infatti esiste da più di duemila anni.

Un sacco di tempo, no?

Beh, no.

Ma proprio no, per niente proprio.

Duemila anni sono veramente un cazzo di uno sputo di niente.

Se duemila anni vi sembrano tanti che mi dite allora dei cinque miliardi di anni terrestri prima di Gesù? E dei dieci miliardi di anni che separano il Big Bang dalla formazione della Terra?

Dinanzi a cotali cifre la storia cristiana svanisce semplicemente1.

Da buoni cristiani mi obietterete che no, non è che Gesù è nato duemila anni fa quando è stato partorito da Maria, Egli c’era già fin da prima di tutti i secoli, in quanto da sempre unito e consustanziale2 a Dio Padre e allo Spirito Santo nella Santissima Trinità.

La domanda legittima è piuttosto un’altra: che ha fatto Gesù Cristo per tutto quel tempo?

Ho la sensazione che l’intera faccenda sia legata a qualche antica frizione all’interno della stessa Trinità.

FIGLIO
Padre, scusa per quello che ho detto prima.

PADRE
In fondo mi permetti di rodarmi col perdono.

FIGLIO
Nessun rancore allora?

PADRE
Ti sembro il tipo? Figliolo, adesso che ho creato l’universo ho deciso di mandarti sulla Terra.

FIGLIO
Che bello, preparo le mie cose e… Terra?

PADRE
Sì.

FIGLIO
Dov’è?

PADRE
Non c’è.

FIGLIO
Oh.

PADRE
Non esiste ancora, devi pazientare un po’.

FIGLIO
Nessun problema.

PADRE
Devi pazientare quindici miliardi di anni.

FIGLIO
Quindici miliardi di anni?

PADRE
Tempi tecnici.

FIGLIO
Perché, perché fai così? Lo sanno tutti che ti basterebbe solo volerlo e in un attimo… Scusa ti stavo di nuovo contestando. Magari intanto faccio la valigia, ok? Quanto tempo dici che starò fuori?

PADRE
33 anni.

FIGLIO
Intendi miliardi di anni, vero?… No? Milioni?

PADRE
33 anni.

FIGLIO
Devo aspettare 15 miliardi di anni per stare sulla Terra 33 anni?

PADRE
Naturalmente non ci vai per divertirti ma per lavorare.

FIGLIO
Altro?

PADRE
Sai cos’è una crocifissione?

SPIRITO SANTO (dal tinello)
A tavola!

Saranno certi preconcetti freudiani sul rapporto coi genitori, ma io non me la figuro per niente una convivenza facile.

Dunque, che dicevo sui duemila anni? Ah sì, che sono un cazzo, l’ho già detto all’inizio, bene, allora a posto così.

Nella foto: confronto visivo tra la linea temporale universale e
quella della “antica” Chiesa Cristiana (ingrandita
1.000 volte, sennò neanche si vedeva).

 

  1. E più in generale quella umana tutta, ma rimaniamo sul pezzo. []
  2. Per motivi fiscali. []

Big Bang… Sssh!

scritto da Profeta Incerto
apr 13

Per quanto ne sappiamo quella roba che chiamiamo “tempo” ha iniziato a esistere col cosiddetto Big Bang.

Chiedersi cosa c’era prima del Big Bang non ha senso, perché non esiste nessun “prima del Big Bang”1.

A essere scrupolosi non si dovrebbe neanche dire “prima del Big Bang”, si dovrebbe iniziare la frase direttamente da “Big Bang”.

Ve lo ricordate il Big Bang? Dovreste, visto che c’eravate.

C’eravamo tutti, io, voi, Manuela Arcuri, Hitler, il cane di Hitler, il Sole e i cinesi. L’energia e/o la materia di cui siamo fatti viene da là e là c’era 13 miliardi di anni fa, miliardo più miliardo meno.

Mi correggo. Ho detto là. Volevo dire qui.

Perché il Big Bang non è accaduto lì, là o laggiù, ma per l’appunto qui, dato che esso conteneva tutto lo spazio e tutti i luoghi conosciuti e sconosciuti, compreso dove finiscono i cinesi morti.

Io il Big Bang me lo ricordo bene. C’è una domanda che mi pongo da allora: quanto dura il Big Bang?

Dopo averci meditato a luuungo ho deciso che le risposte possibili sono due, vedetevela voi:

  1. il Big Bang corrisponde esattamente al primo istante del nostro universo, e lì si è concluso;
  2. il Big Bang non è ancora finito e la sua durata coincide con l’attuale età dell’universo.

Bah.

Comunque, è un’altra la cosa che più mi impressionò del Big Bang.

Con tutta la sua squassante onomatopea, fu l’immenso… ancestrale… spaventoso… grottesco SILENZIO in cui accadde.

Brrr.2

Nella foto: come i documentari scientifici
rappresentano acusticamente il Big Bang.
E come invece dovrebbero farlo.

  1. E’ come chiedersi chi ha creato il creatore: non si può. []
  2. In realtà l’origine dell’universo è accompagnata dall’emissione di onde sonore, ma a una frequenza venti volte al di sotto della soglia di udibilità umana. Insomma un “bang”, ma col silenziatore. (N.d.Esegeta). []

Il Sudoku Quantistico

scritto da Profeta Incerto
ago 29

Sudoku Quantistico

Si tratta di un normalissimo Sudoku, solo che i numeri si trovano in una sovrapposizione di stati relativamente alla loro posizione.

Per determinare dove essi siano effettivamente collocati nello schema si può procedere in vari modi:

  1. Tirando a indovinare (sì, come no).
  2. Usando la logica e il ragionamento (che palle).
  3. Fissando intensamente lo schema fino al collasso della funzione d’onda e alla conseguente localizzazione dei numeretti là dove la statistica, la coscienza, Dio, le variabili nascoste o la n-forcazione degli universi1 si degneranno di incasellarli.

Capite che purtroppo al momento è azzardato stabilire in quale dei 3 Ordini-Sudoku Fondamentali rientri la griglia (facilemedio difficile).

A dirla tutta non posso neanche garantire che esista una soluzione in tutti i mondi possibili, anzi, tenderei a escluderlo proprio.

Mah. Buon divertimento.

Nella foto: avete fissato il Sudoku Quantistico per
una settimana e non notate cambiamenti?
Non temete: il collasso c’è stato,
siete voi che adesso siete astigmatici.

  1. In realtà la cosiddetta interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica esclude il fenomeno del collasso (N.d.Esegeta). []