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Articoli Taggati ‘Evocazione’

Nessuno tocchi Satana

scritto da Profeta Incerto
Feb 17

Il Diavolo e l'Acqua Santa

Dio non ama farsi vedere spesso in giro, sennò Credere sarebbe troppo facile1. Alcune persone ingenue – gli atei – ci cascano e scambiano il suo silenzio per la riprova che non esiste.

Satana, invece, a quanto si dice non è così restio a manifestarsi, anzi ce la mette tutta tramite possessioni, infestazioni e film horror.

Satana non è ateo: è certo dell’esistenza di Dio (lo conosce di persona) ma ha deciso di fargli la guerra, per questo i cristiani si sentono in dovere di scacciarlo senza troppi complimenti non appena lo tanano da qualche parte.

Ma siamo sicuri che questa sia sempre la cosa giusta da fare?

Meditiamoci un secondo.

Ora, uno che si mette contro l’Onnipotente e Permaloso Creatore sapendo fin dall’inizio di essere destinato a soccombergli è di fatto un bel po’ idiota.2

Essendo idiota, Satana non coglie una cosa: lui esiste se e solo se esiste anche Dio, e quindi manifestandosi in giro egli non fa che ribadire la verità del suo nemico. Insomma, Satana che si rivela a un ateo è una prova dell’esistenza di Dio, né più né meno che se gli si presentasse Dio stesso.

ATEO
Non credo e non crederò mai in Dio.

SATANA (appare all’improvviso con una fiammata)
Bravo fratello, batti il seiseisei!

ATEO
Aaaargh! (fuggendo a rinchiudersi nella parrocchia più vicina).

Ritengo che scacciare Satana per liberare una singola anima sia un atto cieco ed egoista se non rapportato al bene dell’intera comunità.

Una nuova strategia per l’evangelizzazione dovrebbe prevedere che Satana se ne scorrazzi liberamente in giro facendosi vedere il più possibile da atei, agnostici e altra feccia umana.

Al limite si potrebbe evocarlo apposta.

Fossi papa io un pensiero ce l’avrei già fatto.

Nella foto: se Dio tollera il male,
tu di che t’impicci?

 

  1. Come dargli torto. []
  2. A proposito, alla fine dei giochi che tipo di punizione attende Satana per tutto quello che ha fatto? Voglio dire: noi andremo all’inferno, ok, ma lui che c’è già? Che a Satana mo gli diamo i domiciliari? []

Manoscritto, ma non scritto

scritto da Profeta Incerto
Mar 15

Escher - Scale che si disegnano

Il curioso testo che segue è stato trovato in una antica bottiglia scampata all’oblio degli abissi e approdata sulla spiaggia di Tafi, in Egitto, dove mi trovavo fortuitamente a passeggiare in compagnia di alcuni allievi.

A una bottiglia non si nega mai l’attenzione, specie quando si è in compagnia.

Decifrare gli oscuri caratteri del messaggio non è stato semplice1. Ho dovuto ricorrere a certe tecniche di evocazione così raccapriccianti che i più proibiti manuali dell’occulto a malapena ne balbettano elusivamente.

Per quanto riguarda l’interpretazione del brano si possono fare solo congetture.

Forse ciò di cui parla è la catena dei rapporti di causa-effetto e la sua impercorribile risalita verso l’infinito.

O forse è una metafora dell’inestinguibile conflitto tra un mondo in cui le scelte sono già determinate e quello che noi moderni chiamiamo il libero arbitrio.

Oppure mi sto inventando tutto in questo momento e quello che voi leggerete qua sotto, per me non esiste perché non l’ho ancora scritto.

Vi affido dunque questo manoscritto non scritto a mo’ di parabola su cui meditare, intanto che io esco a fare qualcosa di costruttivo.

— — — —

Io non so scrivere.
Se davanti ai vostri occhi potete distinguere dei vocaboli, dei significati, un discorso, è perché qualcuno guida la mia mano tracciando questi segni che per me, scrivente materiale, sono totalmente incomprensibili.

Il bello è che quello che muove la mia mano non sa scrivere neanche lui.

Può farlo perché qualcun altro gli ha insegnato a memoria gli esatti movimenti che, in sequenza, compongono le parole che state leggendo.

Ciò naturalmente non significa che quell’ultimo sappia scrivere nemmeno lui.

Si sa che è dotato di una memoria prodigiosa, ma pare che colui che gli ha insegnato quei movimenti meccanici sia un altro individuo ancora,
il quale li ha a sua volta appresi da qualcuno di cui non ricorda niente
se non che non sapeva scrivere.

All’origine di questa imponderabile catena di ottusi scriventi c’è un unico e solo scrittore, e quello sono io. Io, come si sa, sono un povero imbecille.

Un momento, quest’ultima frase non l’ho scritta io!

— — — —

Nella foto: il solito vecchio Escher,
strano che ancora non si era visto.

  1. Specie dopo la lavanda gastrica (N.d.Esegeta). []