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Articoli per la categoria ‘Senso della Vita’

Noi Siamo Universo

scritto da Profeta Incerto
Feb 4

Noi SIamo Universo

L’universo.

Questa cazzo di… di cosa in cui ci troviamo inzuppati è talmente ENORME che è difficile anche solo esprimerla, tanta enormità.

Tutte le stelle, tutto lo spazio, il tempo, tutte le particelle, tutti gli universi, tutti gli dèi, il moto, l’energia, tutta la vita, la poesia, la complessità, i numeri, il vuoto, il noto e l’ignoto, i sogni, le domande, l’infinito, la fica, il tiramisù e l’ammazzacaffè1.

La cosa più impressionante, e intendo la più impressionante di TUTTE, è che noi non siamo qualcos’altro. Noi siamo esattamente quella roba lì.

È difficile metterlo bene a fuoco questo concetto, forse perché la religione, il dualismo cartesiano, e la gente cattiva ci hanno viziati a distinguere sempre tra noi e il resto del creato2, o forse perché sto alla seconda bottiglia di fragolino3.

Ci riprovo.

Allora… Io guardo l’universo, ok?

Lo contemplo nella sua immensa globalità onnicomprensiva provandone vertigine e meraviglia.

Mi domando quindi che cos’è e da dove viene.

Bene. Il punto è che… io stesso faccio parte di quella cosa strana e immensa che mi provoca stupore, io stesso sono universo.

Capite? Non sono qualcosa di separato, di diverso, di aggiunto, di altro, perché non può esserci nient’altro rispetto al tutto, come non c’è un altrove oltre lo spazio, né un istante fuori dal tempo.

Io sono universo, e ogni cosa che osservo è in qualche modo misterioso un mio riflesso. Non solo: io, universo, scopro di esistere attraverso i miei occhi, è la mia autoconsapevolezza a rendere l’universo cosciente di sé4.

Ogni volta che mi interrogo sull’universo, sono soggetto e oggetto della questione, osservatore e osservato, la parte e il tutto, il creato e il creatore. Non è a lui che rivolgo le mie tormentose domande esistenziali, sono io che mi faccio le domande per lui.

Questa cosa mi fa strippare, santa della santissima madonnina santa.

Tutto ciò che vedo è parte di me. Tutto. Compreso il mio stesso sguardo che mi guarda, ed è a sua (mia) volta guardato da me e così via mentre mi avvito sempre di più tipo spirale e giro e giro e gira tutto e io precipito e con me precipita l’universo, e insieme ci schiantiamo giù e rimaniamo lì per sempre immobili a ridere e fissare il vuoto, il vuoto di vetro frantumato sul pavimento e poi via, che scivolo ancora, lento, ma con tutta la testa, giù giù giù verso questo oblio appiccichiccio…

Nella foto: questo oblio appiccioloso… appiccioso…
un oblio tutto
appiciccioso… appffff… vabbè dai bonanotte.5

 

  1. E non dimentichiamo la simpatia. []
  2. Ma anche tra noi e il creatore. []
  3. Fatto in casa. []
  4. Penso dunque esiste. []
  5. Sì buonanotte, e indovina adesso chi rimette a posto? Perché a parole siamo tutti universo, poi però c’è chi guarda e c’è chi deve pulire i cocci (N.d.Esegeta). []

Tutto Scorre. Già.

scritto da Profeta Incerto
Mag 4

Opera dell'architetto Simon Slavina

Tra i motivi dell’agire umano, oltre alla fica, al potere, ai soldi, c’è quello di voler essere ricordati.

Quando muore definitivamente una persona? Quando nessuno si ricorda più di lui. Ecco perché si fanno le scoperte scientifiche, i capolavori dell’arte, le stragi a scuola.

Ma per quanto a lungo è possibile tramandare il proprio ricordo?

Quali sono i supporti più affidabili per conservare la propria memoria?

Gli sfigati oggi si affidano alla rete, gli illusi alla carta, i più ambiziosi alla pietra1.

Ecco, sì, la pietra… uno tira su un monumento, una cosa, una piramide, quella sta su per sei, settecento, settemila anni, che quasi uno ci crede… poi un bel giorno un terremoto, un meteorite, un accidente, e addio. E state sicuri che prima o poi succede. Non sarà oggi, non sarà domani, ma un giorno laddove in questo momento vivete, dormite, lavorate e toccate ferro ci saranno soltanto macerie e fossili, e poi manco più quelli.

Tutto ciò che amate, ciò che odiate, i vostri ricordi, i vostri capelli, la vostra specie… Tutto pare destinato a perdersi tra gli inesorabili cicli umani e quelli cosmici.

Dunque non esiste alcuna memoria che non sia deperibile?

In realtà, ecco, qualcosa del genere c’è.

L’universo, per esempio, ha una propria memoria, in un certo senso l’universo è la sua propria memoria, una memoria diffusa ovunque nello spazio-tempo.

Come tutti sapete (o state per sapere, che fa lo stesso) ovunque uno guarda, guarda nel passato: ogni cosa che ci circonda ci appare tanto più vecchia quanto più tempo la sua luce emessa o riflessa ha impiegato per raggiungerci. Naturalmente questo effetto è più evidente per le distanze siderali2.

Se in questo momento un abitante di Alfa Centauri – quattro anni luce di distanza – puntasse i suoi occhi acuminati verso la Terra osserverebbe il nostro presente di quattro anni fa a quest’ora, io mi stavo pomiciando una, pure discreta, e intanto ultimavo questa sfavillante parabola.

Da un pianeta situato a 65 milioni di anni luce potremmo essere, oggi, testimoni diretti dell’estinzione dei dinosauri. Allo stesso modo noi adesso, da qua, possiamo ipoteticamente sbirciare la preistoria di qualche civiltà attualmente avanzatissima.

Tutto quello che facciamo genera onde di presente che si propagano nell’universo alla velocità della luce, a beneficio di chiunque sappia e voglia raccoglierle3.

Potenzialmente nessun istante se ne va mai perduto. Tutto quello che siamo e diciamo e facciamo, compreso ciò che abbiamo dimenticato o nascosto o cancellato per sbaglio dall’hard disk, esiste, ora, in qualche luogo-periodo dello spazio-tempo.

Se considerassimo l’intero universo in blocco potremmo dire che tutti gli istanti della storia passata sono simultaneamente presenti.

Insomma, per farla lesta: tutto resta, quindi è inutile che vi agitate tanto4.

Il problema, casomai, è proprio cancellare le tracce.

Appunti per un film di fantascienza: gli scienziati sviluppano una tecnica che permette di osservare qualunque istante del passato della Terra tramite il riflesso su certi corpi astrali posti alla giusta distanza. Un’associazione filantropica fondamentalista, in nome della privacy e del diritto all’oblio, si oppone organizzando un piano per la distruzione dell’universo e della sua indiscriminata memoria. Il film finisce subito dopo la fine dell’universo. Questo genera un paradosso che fa finire l’universo.

Nella foto: opera dell’architetto Simon Slavina,
che frustrato dall’idea che prima o poi tutto
va in pezzi costruisce direttamente rovine.

  1. Figli? (N.d.Esegeta). []
  2. Ciò non toglie che anche se portate al polso l’orologio più preciso al mondo, quando lo guardate sarà sempre un pochino indietro. Ah, inoltre chiunque, e non solo Lucky Luke, può sparare un pochino più veloce della propria ombra. []
  3. E voi che ancora vi preoccupate delle impostazioni della privacy di Facebook. []
  4. Il Profeta tralascia la possibilità che anche l’universo sia destinato prima o poi a finire (n.d.Esegeta). []

Volevo nascere più tardi

scritto da Profeta Incerto
Feb 17

Einstein non sapeva un cazzo - Corso di Fisica per gli studenti delle scuole medie - anno scolastico 2291-92

 

Ecco, sono convinto che nelle scuole del futuro lo studio della nostra epoca sarà per comodità accorpato alla storia medievale.

In un futuro ancora più remoto prevedo che i primi 20.000 anni Dopo Cristo faranno direttamente parte della preistoria.

Ai posteri invidio quello che sanno. Tipo le nuove scoperte fisiche e matematiche, la risoluzione di antiche congetture, le inedite nozioni sullo spazio, il tempo, la materia, la sempre più esatta (ma mai completa) consapevolezza delle oscure regole dell’universo.

Ho visioni di studenti del futuro appisolati sui loro ebook di Scienze. Scalcio nell’aria… vorrei spingerli via a calcagnate, fottuti sbarbatelli col cervello ottenebrato dagli ormoni, levatevi di mezzo e fatemi scrutare attraverso le vostre ditate sudaticce e le tracce di sperma quei segreti inestimabili, che per voi e per i vostri insegnanti sono solo fonte di noia e malessere.

Quant’è patetico stare lì davanti a youtube a masturbarsi fino alle lacrime su 2 foto sfocacciate fatte da Hubble alle lune di Plutone, mentre magari tra una manciata di secoli qualunque sfigato su Plutone c’avrà la seconda casa.

Vorrei essere nato più tardi. Anche solo di 5000 anni.

Sono momenti di acuta depressione, ma ho scoperto un trucco per venirne fuori.

Si tratta semplicemente di proiettare la mia frustrazione nel passato e trasformarla in gioia sadica. Sogghigno tra me pensando a Newton, Leibniz, Galileo, Poincaré, Hilbert… che si strapperebbero un braccio per poter dare una sbirciata a quei tomi di fisica e matematica che io lascio muffire sul più lontano scaffale del garage.

Formule, equazioni, intuizioni alla ricerca delle quali sublimi menti dei secoli scorsi si sono accanite invano consumando la loro vita e la loro sanità mentale. Eccole, sono tutte qua, adesso, proprio davanti ai miei occhi, e io ci disegno sopra i cazzetti con la biro.

Aaah, soddisfazione.

Dopodiché me ne vado a mangiare una crostatina e ne butto metà nel secchio solo per il gusto di pensare a quanto oggi, rispetto ai secoli bui e affamati del passato, sia ridicolmente facile procurarsi il cibo (di merda specialmente).

Sono una persona schifosa? Ecchissenefrega, bellini voi. Non giudicate e non sarete giudicati. Non guardate la pagliuzza nell’occhio di vostro fratello, pensate alla trave che c’avete in culo. E non mi rompete i coglioni che oggi non è aria1.

Nella foto: Einstein usava solo il 10%
del suo cervello. E si vede.

  1. Il Profeta sta passando un momento difficile, è inavvicinabile, beve più del solito, piange, grida, non si lava più. Specie per questo è inavvicinabile (N.d.Esegeta). []

Il Gioco dei Perché

scritto da Profeta Incerto
Apr 9

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Paradosso della Ragione Umana: se
non c’è
un perché, ci dev’essere un perché.
(P. Incerto)

Ai bambini piace domandare perché: perché questo, perché quello, perché là, perché qua, perché su, perché giù…

Per sfogare questo dirompente impeto conoscitivo che dopo qualche minuto di tenera accondiscendenza rompe invero rapidamente i coglioni, gli adulti possono ricorrere al cosiddetto “Gioco dei Perché”.

Funziona così: si prendono due bambini particolarmente dotati nel gratinare le gonadi e si mettono uno di faccia all’altro; il primo comincia domandando il perché di una qualsiasi cosa; qualunque risposta ottenga chiederà il perché di quella risposta, poi il perché della risposta al nuovo perché e così via. Quando l’altro non sa più cosa rispondere passa il turno. Il gioco finisce quando i due si accasciano al suolo privi di forze.

C’ho messo qualche anno per capirlo ma il gioco dei perché è uno degli strumenti filosofici più potenti che esistano.

Il suo inesorabile incalzare potenzialmente senza fine1 dimostra in maniera intuitiva e senza ricorso ad argomenti encefalici che… mmm, vediamo un po’… sì, che tutta la conoscenza umana non ha alcun fondamento razionale.

Per non dilungarmi in esempi barbosi ho ideato il piccolo chatbot2 qua sopra, sapientemente modellato a mano nei bit dal prezioso Colapsydo (richiede Flash player).

E’ sufficiente inserire nella stringa una vostra certezza di qualunque genere: matematica, scientifica, religiosa, finanziaria, sessuale e il programma, attraverso un sofisticato algoritmo basato sul dialogo con un bambino di quattro anni, vi mostrerà in pochi colpi che quella che voi giudicavate una verità assoluta è invece assolutamente priva di visibili fondamenta, il che badate bene non significa che non ce le abbia, ma solo (solo) che non sono alla portata della nostra Ragione.

Qual è il Senso della Vita?… C’è Dio?… Perché esiste qualcosa anziché niente?…

Quali che siano le Risposte a queste domande fondamentali (e a tutte le altre) il Gioco dei Perché dimostra che esisteranno sempre altre domande, ovvero, in altre parole, che non possono esistere Risposte Definitive.

Bum.

E quindi?

(E quindi cosa?)

Ah, sì… E quindi, cari adulti raziocinanti, siete sicuri di non essere voi quelli che giocano, mentre i bambini in realtà fanno alta filosofia?

Mi faranno notare i più cagaca… puntigliosi, che il suddetto chatbot manifesta seri problemi linguistici, ma li manifestano anche i bambini di quattro anni, e se è per questo pure quelli di trentaquattro, quindi per favore smettetela di caga… di puntigliare3.

Nella foto: il Gioco dei Perché
(o Generatore di Incertezza,
che
come nome mi piaceva pure).

  1. Si tratta effettivamente di un tipico regresso all’infinito (n.d.Esegeta). []
  2. Un simulatore di conversazione, ce ne sono a centinaia sul web, alcuni di valore storico come Eliza di Joseph Weizenbaum (n.d.Esegeta). []
  3. Il cazzo. []

Sei Gradi di Separazione

scritto da Profeta Incerto
Gen 9

Io conosco uno che conosce uno che conosce uno che conosce uno che conosce uno che non mi conosce.

Non so se l’ho sintetizzata correttamente questa famosa teoria1, ma ormai il post l’ho pubblicato.

Tra l’altro… ah no non c’entra niente, come non detto, scusate.

Nella foto: il modo migliore per non
impazzire
è essere già pazzi.

  1. Decisamente no. (N.d Esegeta) []

Siamo tutti assassini

scritto da Profeta Incerto
Ott 13

Butterflorenz

La prima causa di morte è il nascere.
(P. Incerto)

Avete presente l’effetto farfalla, la teoria del caos, sliding doors, quelle robe là?

Tipo che una mattina spalancate la finestra generando una piccola corrente d’aria che fa turbinare dei granelli di polvere i quali provocano lo starnuto di un passante che essendo anche raffreddato contagia una ragazza che passava di lì.

Dopo pochi giorni la ragazza si ammala e non va al lavoro, viene chiamata all’ultimo minuto una sostituta che per muoversi decide di prendere la macchina, a un semaforo lampeggiante incrocia un’auto che rallenta per darle la precedenza.

Il ragazzo nell’altra auto perde per pochi secondi il suo posteggio abituale (se non avesse incrociato quella fighetta poco prima l’avrebbe preso). Per trovarne un altro deve fare un giro più lungo, durante il quale non sente la vibrazione del cellulare con la fidanzata gelosa che lo chiama per controllare dov’è e con chi è, questo provoca l’ennesima litigata, lui si stanca e la molla.

Dopo due settimane fanno pace ma nel frattempo lei l’ha data a un collega che comincia a farle la corte. Tre anni dopo lei si sposa col collega.

Hanno due figlie, in seguito la minore si fidanza con un tipo poco raccomandabile, dal quale ha un figlio con grossi problemi emotivi che diciassette anni più tardi, dopo una violenta litigata, provoca la morte accidentale (noi sappiamo che non lo è) di un suo compagno di liceo.

E già qui basterebbe.

Senonché il padre della vittima distrutto dal dolore abbandona i suoi importanti studi di ricerca che un paio di generazioni più tardi avrebbero portato alla messa in orbita del primo efficace scudo antimeteoriti della storia, pochi decenni dopo l’asteroide Tiberio impatta la Terra indifesa provocando un miliardo e mezzo di vittime, la vaporizzazione di un oceano, l’estinzione di numerose specie animali, lo spostamento dell’orbita planetaria, millenni di buio, abbrutimento, morte, carestia.

E tutto questo perché voi stamattina avete scoreggiato.

Quanta gente avete già ammazzato così, segnandone fin da oggi il destino?

Quanti morti ognuno di voi ha sulla coscienza?

La prossima volta che fate la morale a qualcuno riflettete che forse proprio in quell’istante, solo respirando, state causando una strage di innocenti1 da qualche parte là nel futuro. E vergognatevi un po’, invece di rompere i coglioni al prossimo.

A margine della riflessione di oggi possiamo rilevare la fondamentale imprevedibilità della storia e sancire l’inutilità di ogni sforzo per modificarla: uno si sbatte eroicamente tutta la vita per cambiare il mondo e il più delle volte alla fine quello torna uguale a prima.

Intanto un altro provoca senza saperlo la più fondamentale evoluzione nel destino dell’umanità stando seduto da McDonald’s a ruttare Coca Cola.

Nella foto: una farfalla batte le ali e provoca un
uragano dall’altra parte del mondo. E viceversa.

  1. Sebbene assassini a loro volta. []

Il Paradosso di Steve Jobs

scritto da Profeta Incerto
Ott 8

The Steve Jobs's Paradox

Vivete ogni giorno della vostra vita come fosse l’ultimo.

Ce lo raccomandò Gesù Cristo1, e Steve Jobs ce l’ha ribadito.2

Così ieri ho speso tutti i miei averi in puttane e vizi, ho mandato a fanculo tutti gli stronzi che conosco, ho ucciso cinque/sei persone che se lo meritavano, più uno che non se lo meritava.

Problema: ieri non era l’ultimo giorno.

E chi glielo va a spiegare ora?

Eh, Steve, ora chi glielo spiega?

Nella foto: iPod, iPad, iPhone, iMac, iRottoilcazzo.

  1. Si riferisce, un po’ arditamente, al “Vegliate!” in Marco 13,33–37. (N.d.Esegeta). []
  2. Mancherebbe anche Seneca. (N.d.Esegeta). []

Invito alla Lettura

scritto da Profeta Incerto
Giu 17

LIBRI

Il libro è una delle più prodigiose invenzioni dell’Uomo1. Il libro è anzitutto un contenitore di pensieri, ma a ben guardare è soprattutto una macchina del tempo che permette di realizzare un collegamento telepatico spazio-temporale fra l’autore e il lettore.

Sento che vi state chiedendo: come?

Semplice, il libro ha la capacità di trasferire i pensieri che l’autore ha fissato su carta (o su bit) direttamente nella mente del lettore.

Per esempio adesso, leggendo, voi state pensando esattamente le stesse parole che sto pensando io mentre scrivo. Io e voi, in questo momento, stiamo recitando insieme questo mio pensiero.

Altro esempio: quando poco fa ho detto “sento che vi state chiedendo: come?” è perché in quel preciso momento, leggendo, vi stavate chiedendo come. Ecco, ve lo siete appena chiesto di nuovo.

Oh, questo fenomeno portentoso si verifica leggendo non solo il Profeta Incerto ma anche, che ne so Dante, Poe, Borges, Heinlein, Bourbaki e tutti quanti gli scrittori vivi e morti attraverso i secoli2.

Ma torniamo a me.

Sfogliare questo blog è un po’ come scorrere avanti e indietro nel tempo il filo dei miei pensieri, ma il bello è che io non so come va a finire.

Mentre voi che leggete dal futuro potete agilmente verificare ciò che scriverò tra un mese, tra un anno o tra mille anni, io in questo momento non so neanche come finirò di riempire questa pagina.

Ecco evocata la seconda impagabile abilità di un libro, quella di poter rendere subito disponibile, adeguatamente riassunto, l’intero percorso esistenziale di un poeta, di un filosofo, di uno scienziato, e anche il vostro3.

In un arco di tempo riducibile financo a una manciata di secondi uno può leggersi le conclusioni che un individuo ha maturato con una vita intera di riflessioni.

Pensate a quanto tempo risparmiato, visto che la maggior parte delle idee che nel corso della vita vi parrà di sviluppare per primi sono certamente già state ideate, sviscerate, pubblicate e infine rinnegate da qualcun altro prima di voi.

Mi sovviene il claim per un efficace invito alla lettura, le casi editrici o le agenzie pubblicitarie interessate mi contattino pure tramite bonifico bancario:

Stressato uomo del 2000, non hai più tempo per pensare?
Approfitta dei pensieri altrui e comprati un cazzo di libro.

Toh, chi l’avrebbe detto che finivo così.

Nella foto: libri importanti libri importanti4.

  1. In realtà parlerò della scrittura in generale, però il libro, insomma, vuoi mettere, quant’è più evocativo. []
  2. Il Profeta tralascia il caso dell’intermediazione di un traduttore/adattatore, non ritenendola evidentemente degna complicazione, o forse proprio perché sì (N.d.Esegeta). []
  3. Si chiama antologizzazione, è dove finiscono gli autori morti. []
  4. Sento che hai un déjà-vu. Sento che hai un déjà-vu. []

Non è vero, dunque ci credo

scritto da Profeta Incerto
Mag 22

Mi trovavo in cima al colle ove mi siedo certe notti per guardare le città dall’alto e le stelle dal basso, quando vengo telepaticamente raggiunto da un messaggio di Francy, aspirante discepola:

Ciao Profeta Incerto, posso chiederti di che segno sei?Francy

Certo che puoi chiedermelo, Francy. Del segno di vaffanculo.
Vuoi sapere anche l’ascendente?

Che cazzo, siamo quasi nel Tremila e ancora con questa stronzata dell’oroscopo! Allora ve li meritate proprio Wanna Marchi, il mago Otelma, gli 899 e la sfiga!

Ok, a tua parziale discolpa c’è da considerare che sei una ragazza, visto che com’è noto l’oroscopo è la scienza delle donne1.

Il problema piuttosto è la domenica mattina, quando dopo aver letto delle tue predestinate fortune, amori, salute e affari – ho detto letto? Volevo dire sentito in televisione da Paolo Fox – subito dopo, dicevo, te ne corri candidamente a messa a raccomandarti al tuo Unico Signore Iddio2.

Cristiani superstiziosi che leggono l’oroscopo.

E ci credono.

Perché tanto non è vero.

DIO
Puoi ripetere, per favore?

FRANCY
Non è vero ma ci credo! Che frase buffa, no? Ihihih.

DIO
Sai la cosa che più mi fa incazzare? Avete a disposizione tutta la vita e neanche ci provate a raffazzonare una scusa migliore di questa. Click.

FRANCY
(precipitando) Aaaaaaaah!

DIO
Avanti un altro.

Rifletti, Francy, o il tuo destino dipende dal giramento delle palle cosmiche o dal giramento delle palle di Dio. Ciascuna di queste alternative è di per sé ridicola, puerile, retriva, indegna, ma crederle tutt’e due insieme è addirittura… addirittura… guarda, non mi viene neanche la parola.

Nella foto: Costellazioni3. L’astrologia nasce dalla sofisticata intuizione
che per rivelare i segreti del cosmo bisogna unire i puntini
.

  1. Anni fa dopo la stessa frase sessista una studentessa lo prese a ceffoni, si vede che è ancora innamorato (N.d.Esegeta). []
  2. Non mi chiedere come lo so: lo so. []
  3. Immagine realizzata con Stellarium. []

Razzismo e UFO

scritto da Profeta Incerto
Apr 6

Alieno tra gli alieni

Il razzismo è1 un atteggiamento di insofferenza e/o intolleranza verso gruppi di persone culturalmente, religiosamente, etnicamente, sessualmente e/o fisicamente diverse da noi2.

Esempi storicamente rilevanti di diversi da noi sono i negri, gli ebrei e i froci. Attualmente, almeno in Italia, vanno molto di moda gli zingari, in forte crescita i musulmani, stabili i froci.

Per quanto ci si ostini a sproloquiare di “valore della diversità”, di “società multirazziale”, di “tolleranza”, di “siamo tutti fratelli” e similcazzate, il diverso si tende sempre presto o tardi a scannarlo. Non lo dico io, lo dice la storia, lo dice la geografia, lo dice la letteratura, e a questo punto vabbè lo dico anch’io.

Il razzismo è una cosa sbagliata? Chi siamo noi per giudicarlo? Di certo è una cosa umana. E le cose umane spesso sono sbagliate, quindi d’accordo, probabilmente è sbagliato.

Ma allora che si può fare per debellare questa piaga?

Facilissimo, occorre qualcuno di abbastanza diverso da distrarre e convogliare tutto l’odio razzista del mondo.

La soluzione ideale è una bella invasione extraterrestre. E per invasione intendo proprio una roba alla Visitors o Mars Attack!: niente scambi culturali né elevazioni mistiche con gli Elohim, bensì morte, distruzione e umiliazione cosmica delle nostre smanie antropocentriche del cazzo.

Dinanzi all’indiscriminata oppressione aliena, ai cannoni laser puntati sulle città, alle deportazioni di cavie per gli esperimenti, ai lavori forzati nelle miniere di kriptonite (in provincia di Taranto), crescerà l’istinto di appartenenza al proprio comune territorio – la Terra – mentre l’odio verso l’alieno alimenterà il senso di un legame naturale tra tutti i fratelli umani, indipendentemente da colore, etnia, preferenze religiose e sessuali.

Urca che bello sarà3.

Nella foto: “Il disprezzo per il diverso
sostiene l’amore tra i simili”
Agnes Bojaxhiu4.

  1. Se già sapete cos’è potete evitare di leggere il capoverso, inclusa questa nota. []
  2. L’espressione noi si riferisce a individui di razza bianca occidentali cristiani eterosessuali razzisti. []
  3. Chi se ne frega se reggerà sì e no una settimana, intanto urca che bello! []
  4. Non l’ha mai detto (N.d.Esegeta). []