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Tutto Scorre. Già.

scritto da Profeta Incerto
mag 4

Opera dell'architetto Simon Slavina

Tra i motivi dell’agire umano, oltre alla fica, al potere, ai soldi, c’è quello di voler essere ricordati.

Quando muore definitivamente una persona? Quando nessuno si ricorda più di lui. Ecco perché si fanno le scoperte scientifiche, i capolavori dell’arte, le stragi a scuola.

Ma per quanto a lungo è possibile tramandare il proprio ricordo?

Quali sono i supporti più affidabili per conservare la propria memoria?

Gli sfigati oggi si affidano alla rete, gli illusi alla carta, i più ambiziosi alla pietra1.

Ecco, sì, la pietra… uno tira su un monumento, una cosa, una piramide, quella sta su per sei, settecento, settemila anni, che quasi uno ci crede… poi un bel giorno un terremoto, un meteorite, un accidente, e addio. E state sicuri che prima o poi succede. Non sarà oggi, non sarà domani, ma un giorno laddove in questo momento vivete, dormite, lavorate e toccate ferro ci saranno soltanto macerie e fossili, e poi manco più quelli.

Tutto ciò che amate, ciò che odiate, i vostri ricordi, i vostri capelli, la vostra specie… Tutto pare destinato a perdersi tra gli inesorabili cicli umani e quelli cosmici.

Dunque non esiste alcuna memoria che non sia deperibile?

In realtà, ecco, qualcosa del genere c’è.

L’universo, per esempio, ha una propria memoria, in un certo senso l’universo è la sua propria memoria, una memoria diffusa ovunque nello spazio-tempo.

Come tutti sapete (o state per sapere, che fa lo stesso) ovunque uno guarda, guarda nel passato: ogni cosa che ci circonda ci appare tanto più vecchia quanto più tempo la sua luce emessa o riflessa ha impiegato per raggiungerci. Naturalmente questo effetto è più evidente per le distanze siderali2.

Se in questo momento un abitante di Alfa Centauri – quattro anni luce di distanza – puntasse i suoi occhi acuminati verso la Terra osserverebbe il nostro presente di quattro anni fa a quest’ora, io mi stavo pomiciando una, pure discreta, e intanto ultimavo questa sfavillante parabola.

Da un pianeta situato a 65 milioni di anni luce potremmo essere, oggi, testimoni diretti dell’estinzione dei dinosauri. Allo stesso modo noi adesso, da qua, possiamo ipoteticamente sbirciare la preistoria di qualche civiltà attualmente avanzatissima.

Tutto quello che facciamo genera onde di presente che si propagano nell’universo alla velocità della luce, a beneficio di chiunque sappia e voglia raccoglierle3.

Potenzialmente nessun istante se ne va mai perduto. Tutto quello che siamo e diciamo e facciamo, compreso ciò che abbiamo dimenticato o nascosto o cancellato per sbaglio dall’hard disk, esiste, ora, in qualche luogo-periodo dello spazio-tempo.

Se considerassimo l’intero universo in blocco potremmo dire che tutti gli istanti della storia passata sono simultaneamente presenti.

Insomma, per farla lesta: tutto resta, quindi è inutile che vi agitate tanto4.

Il problema, casomai, è proprio cancellare le tracce.

Appunti per un film di fantascienza: gli scienziati sviluppano una tecnica che permette di osservare qualunque istante del passato della Terra tramite il riflesso su certi corpi astrali posti alla giusta distanza. Un’associazione filantropica fondamentalista, in nome della privacy e del diritto all’oblio, si oppone organizzando un piano per la distruzione dell’universo e della sua indiscriminata memoria. Il film finisce subito dopo la fine dell’universo. Questo genera un paradosso che fa finire l’universo.

Nella foto: opera dell’architetto Simon Slavina,
che frustrato dall’idea che prima o poi tutto
va in pezzi costruisce direttamente rovine.

  1. Figli? (N.d.Esegeta). []
  2. Ciò non toglie che anche se portate al polso l’orologio più preciso al mondo, quando lo guardate sarà sempre un pochino indietro. Ah, inoltre chiunque, e non solo Lucky Luke, può sparare un pochino più veloce della propria ombra. []
  3. E voi che ancora vi preoccupate delle impostazioni della privacy di Facebook. []
  4. Il Profeta tralascia la possibilità che anche l’universo sia destinato prima o poi a finire (n.d.Esegeta). []

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Categorie: Metafisica e Metamatica ,Senso della Vita


3 Commenti a “Tutto Scorre. Già.”

  1. Renato RaiaNo Gravatar scrive:

    Articolo davvero molto interessante. Mi sa che da ora in poi mi trasferirò su qualche stella lontana per studiare il passato della terra (un voto in più a storia vale un viaggio tra le stelle).
    Profeta… so che non vuoi imitare la prolificità di scrittore di, che ne so, Stephen King, ma un articolo ogni 5 mesi mi sembra esagerato (anche perché prima scrivevi di più).

  2. Profeta IncertoNo Gravatar scrive:

    Fedele Renato, già affrontai in questo post la questione della frequenza dei miei scritti, ti rimando perciò a quello, che sostanzialmente potrei ribadire parola per parola, tranne la cosa di Google Reader che come sai ahimé non c’è più.

  3. Renato RaiaNo Gravatar scrive:

    Capito, solo cerca di dare segni di vita una volta tanto, perché confesso che sto iniziando a tradirti per Astutillo Smeriglia (ti va bene una relazione a tre?)

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