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Articoli Taggati ‘Sergio’

Lettere al Profeta Incerto

scritto da Profeta Incerto
feb 10

Sigillo del Profeta Inceralacca

Maestro,
sappiamo che sei un appassionato di acrostici, ce ne faresti un paio di carini per carnevale? -=Luca&Mara=-


E’ vero ed è noto che durante i miei primi anni errabondi mi guadagnavo da vivere improvvisando acrostici nelle piazze1.

Fatalmente i passanti mi offrivano i propri nomi di battesimo, fidando che il mio estro avrebbe disvelato, schiudendole da quelle lettere, arcane divinazioni sul loro destino.

Sì sì, per 500 lire spicce… col cazzo.

Certi acrostici, rassegnatevi, non esprimono verità alcuna. Le eccezioni?
Beh, c’è quel famoso attore italiano che si chiama Sergio C.:

Certi attori sanno trasmettere emozioni luminose,
lui invece trasuda tediosa oscurità.

A proposito di oscurità potrei proseguire con questo cupo quadretto lovecraftiano, ispirato dal titolo del film Dal Tramonto all’Alba:

Dodici arpie librano tetre. Rosse albe muoiono oscurandosi.
Ninfe terrorizzate offrono alla luna lamentose adorazioni.
Lontane blasfemità ascoltano.

Che ne dite, cari L&M? :)
Sono abbastanza carini? ;)
Bene: fanno 70 euro tondi.

Nella foto: e v’è andata anche bene
che 2 su 3 erano repertorio.

  1. E depredando i conti correnti di famiglia (N.d.Esegeta). []

Le Parabole del Profeta Incerto

scritto da Profeta Incerto
gen 2

Y - Il Bivio

IL BIVIO1

C’erano una volta due strade, una portava sempre nella direzione giusta e l’altra sempre nella direzione sbagliata. Chi sceglieva la prima arrivava presto e agevolmente a destinazione, chi imboccava la seconda si perdeva senz’altro e non riusciva poi neanche a tornarsene indietro.

Queste regole erano esposte su un cartello al centro del bivio e chiunque poteva crederci o meno. Sergio ci credeva eccome, e poiché non aveva alcuna intenzione di perdersi era da un bel po’ che indugiava su quale fosse la via giusta da prendere. Con grande attenzione scrutava, ponderava, avanzava e indietreggiava, scrutava ancora.

Scegliere era ben difficile. Le strade, apparentemente identiche, procedevano affiancandosi parallele per l’infinito orizzonte visibile. Sembrava facile scavalcare nell’altra casomai ci si fosse accorti di avere sbagliato. A meno che oltre il limite dello sguardo le due vie non divergessero all’improvviso.

Venne la notte, passarono le stagioni, Sergio non si decideva più e non si decise mai. Fermo nel rifiuto di perdersi non realizzò mai di essersi già perso.

Nella foto: le tre direzioni di un bivio.

  1. Tratto da: P.INCERTO, C’era una volta che un giorno crollò, ASSUMMA, 2002, p.16 []