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Articoli Taggati ‘Logica’

Umilmente Vostro

scritto da Profeta Incerto
Ott 19

Papa - il Servo dei Servi di Dio

Ci si può autoproclamare umili?

Umiltà e modestia sono proprietà che in qualche modo implicano il non potersene vantare.

La parabola di oggi1 esplora questo concetto in maniera mirabile, esemplare, assolutamente geniale e stupefacente, mamma mia che bravo che sono.

Buona lettura e meditazione.

Va detto che io sono una persona davvero umile. Forse la più umile al mondo.

Beh, leviamo pure il forse.

Leviamo pure il beh.

Ne ho conosciute, io, di persone umili. Ma in tutta sincerità nessuna di queste era umile quanto sono umile io.

Sì, senza dubbio: io sono la persona più umile che ci sia al mondo.

Adesso che ci penso, non solo di questo mondo.

Se prendiamo tutti i mondi dell’universo e li immaginiamo popolati di creature cui abbia senso riferire l’aggettivo “umile”, io risulterei senz’altro più umile rispetto a ognuna di esse.

Ma se anche queste creature le prendessimo tutte insieme e sommassimo le loro piccole umiltà individuali in un’unica gigantesca Umiliona, la MIA umiltà risulterebbe ancora la più imponente.

La mia è certamente l’unica, definitiva, ineguagliabile, indissolubile, indivisibile umiltà che si possa mai assennatamente considerare. In assoluto, cazzo.

Se l’umiltà di Dio si potesse misurare la mia sarebbe il doppio, il triplo, il quadruplo.

PROSTRATEVI TUTTI innanzi alla mia umiltà, vermi.

Nella foto:
il Servo dei Servi di Dio,
tutto vestito da servo.

  1. Tratta da: P.INCERTO, C’era una volta che un giorno crollò, ASSUMMA, 2002, p.31 []

Il Paradosso della Generalizzazione

scritto da Profeta Incerto
Ott 10

Particolare del Generale

Sostenere che “non si può generalizzare”, è generalizzare.

Quindi, per favore, smettetela.

Nella foto:
particolare del Generale.


Articolo Uno

scritto da Profeta Incerto
Set 17

Africa Allargata

La nostra preziosa, pregiata e rilegata Costituzione Repubblicana inizia così:

“L’Italia è una Repubblica Democratica Fondata sul Lavoro.”

Ora, il lavoro, lo sanno tutti, in Italia si basa sulle spintarelle e sullo zoccolaggio. Per la proprietà transitiva vale dunque che:

“L’Italia è una Repubblica Democratica Fondata
sulle Spintarelle e sullo Zoccolaggio.”

So di certo che questo buffo ma significativo sottinteso era perfettamente noto a quei burloni dei Padri Costituenti.

Leggendo ancora tra le righe, la stessa scelta di chiamarsi tutti Padri alludeva spiritosamente al fatto che la Madre è ignota.

Però, che incredibili mattacchioni.

Nella foto:
ipotesi di studio: valutare maggiore coerenza situazione
socio-politica italiana assumendo passato errore deriva continenti.


Il Paradosso della Felicità

scritto da Profeta Incerto
Set 8

San Pietro Rubens

Bisognerebbe piuttosto chiamarlo Paradosso del Paradiso perché di quello si tratta, ma vabbè dai.

Ciò che caratterizza il Paradiso Celeste Cristiano (PCC) è la beatitudine con la quale Dio premia i suoi ospiti.

La beatitudine del Paradiso è uno stato di perfetta felicità, il massimo di felicità possibile e immaginabile1.

Nel mondo si ha la felicità “naturale”, che è sempre parziale, limitata, instabile, passeggera.

La felicità del Paradiso è invece “soprannaturale”, supera le forze della natura umana, abbraccia tutte le gioie ed appaga completamente tutte le aspirazioni.

La scena seguente è ambientata in Paradiso.
I personaggi sono Dio e il Profeta Incerto
(proprio così, non sono la stessa persona2).

Profeta Incerto
Ciao, Dio.

Dio
Che vuoi, Profeta?

Profeta Incerto
Non dovresti saperlo già?

Dio
Certo che lo so già.

Profeta Incerto
Allora perché me lo chiedi?

Dio
E tu perché mi chiedi se lo so già? Non lo sai già che lo so già?

Profeta Incerto
Già. Quindi diciamo che lo fai solo per la conversazione.

Dio
Allora, che vuoi?

Profeta Incerto
Volevo dirti che qui in Paradiso sono molto molto felice, questa “beatitudine” è una cosa fantastica. Sto bene proprio, grazie davvero.

Dio
Prego. Adesso taglia corto e fammi la domanda.

Profeta Incerto
Dimmi, Dio: non si potrebbe essere ancora più felici?

Zac, fregato.

Se dice di no non è onnipotente, se dice di sì vuol dire che la felicità eterna e assoluta del Paradiso non esiste.

Scegliete voi, io c’ho una cosa importante che devo fare in bagno.

Nella foto: San Pietro, quella volta
che fece confusione con le chiavi.

  1. Esso consisterebbe, secondo la Teologia, nel godimento di Dio Onnipotente, nel vederlo “faccia a faccia” (1 Cor 13,12) e nella perfetta unione di vita e di amore con Lui (N.d.Esegeta). []
  2. Ah ah ah. []

Siamo tutti Immortali

scritto da Profeta Incerto
Ago 27

Finché c'è vita...

Mi scrive Marco chiedendomi se sono immortale:
.

Per la verità siamo tutti immortali, finché non si muore.

Può sembrare una battuta scema (come tua sorella) e invece no. Come fai a essere sicuro di non essere immortale se non sei mai morto?

Verificare la non-immortalità di qualcuno è molto semplice: basta attendere che muoia, oppure ucciderlo1.

Viceversa è molto più complicato, o meglio è impossibile, avere certezza della sua immortalità.

La condizione di immortalità potrà infatti essere verificata solo alla fine.

Alla fine di cosa?

Boh, che ne so, del mondo, dei tempi, della possibilità del morire.

Fosse anche l’ultimo a sopravvivere dopo che l’intera umanità se n’è andata estinta, che ne sappiamo che quello non se ne muore per i fatti suoi dopo un paio di settimane? Tanto chi c’è lì a controllare? Un cane di nessuno, grazie, sono tutti estinti.

Per questo motivo2 dichiaro che chiunque, finché non muore, ha diritto di proclamarsi immortale. Ed io qui lo proclamo! Di me e di voi, fedeli discepoli!

Ci sono molti luoghi comuni da sfatare su noi immortali, ma è ancora estate e ne parliamo un’altra volta. Tanto c’è tutto il tempo.

Nella foto: finché c’è vita
c’è speranza di non morire.

  1. L’argomento è astratto e prescinde da implicazioni etiche e/o penali. Non potete credere quant’è importante specificarlo. []
  2. Quale, esattamente? (N.d.Esegeta). []

La Fallacia dell’Altruismo

scritto da Profeta Incerto
Lug 12

EGO, te absolve

Che palle.

Secondo Wikipedia, secondo Google, secondo lo Zanichelli dei sinonimi e contrari e magari anche secondo te l’altruismo è l’opposto dell’egoismo.

Egoista è chi agisce solo per il bene suo proprio, spesso a discapito degli altri.

Come tutti.

E’ il comportamento più umano che c’è, homo homini lupus.

L’altruista invece agisce per il bene degli altri, a prima vista, ma in fondo lo fa perché è una sua soddisfazione.

Ecco… bravo… fai il buono, compiaciti di essere una personcina perbene, non come quegli altri poveri stronzi uguali a te. Sai cosa? Convincere i fessi a fare i buoni è stata la più grande invenzione dei cattivi.

L’altruismo, insomma, è solo una forma di egoismo trasfigurato dal moralismo e dall’ipocrisia.

Da un punto di vista semanticamente più corretto, ma anche no, l’opposto di fare del bene a se stessi non è fare del bene agli altri, ma fare a se stessi del male: chi non è egoista è masochista1.

Nella foto: EGO, per l’uomo
che ha da puzza’.

P.S.
La questione è stata ripresa e approfondita sullo psicoblog di Andrea Ciraolo.

  1. In realtà il termine è inappropriato, poiché anche il masochista agisce per piacere proprio. Ogni tanto ripropone questa visione drasticamente cinica dell’agire umano. Non so se ci creda davvero. Ho il sospetto che il Profeta stia passando un periodo di leggera depressione, ne ignoro le cause (N.d.Esegeta). []

Il Nulla e Sant’Anselmo

scritto da Profeta Incerto
Giu 10

La premessa della celebre Prova Ontologica dell’Esistenza di Dio di Sant’Anselmo d’Aosta definisce Dio come

“Ciò di cui non possiamo pensare nulla di maggiore”
(aliquid quo nihil maius cogitari possit ammazzatte)

Da questa definizione Anselmo dimostra facilmente che Dio esiste: se non esistesse si potrebbe infatti immaginare un Dio identico ma che, in più, esiste, si potrebbe pensare insomma qualcosa di “maggiore”, ma questo andrebbe contro la suddetta definizione di Dio, dunque Dio c’è.

Bella roba la filosofia, eh?

Poi arriva Kant e dice aspetta, l’esistenza in realtà non aggiunge nulla ai concetti: la definizione di Dio, per esempio, è la stessa sia che Dio esista sia che non esista, e dedurre la realtà di una roba dalla sua definizione è un “salto mortale metafisico”1.

Ma nell’argomento di Sant’Anselmo c’è un abbaglio ben più sostanziale, un vizio primordiale preso sottogamba financo da Kant2.

Il punto è: siamo sicuri che Dio sia davvero la cosa maggiore pensabile? Siamo sicuri che non esista un concetto più grande?

Spero non ve lo stiate chiedendo sul serio, visto che la risposta è già nel titolo di questo post.

Esterno notte, Profeta Incerto e il fido Esegeta
percorrono un sentiero di campagna
rimirando la volta prepotentemente stellata.

ESEGETA
Cacchio!

PROFETA INCERTO
Che accade, Esegeta?

ESEGETA
Ma anche qui ci portano i cani?!

PROFETA INCERTO
Le metafore della vita.

ESEGETA
Eh?

PROFETA INCERTO
Guardare le stelle e pestare una merda. Pensaci. Ma parliamo del Nulla, va’, che questo post già se n’è andato per le lunghe.

ESEGETA
Ci vuole un rametto, qualcosa, aspetta un attimo.

PROFETA INCERTO
Il Nulla è ciò di cui non possiamo pensare nulla di maggiore. Il Nulla è il concetto maggiore che c’è perché rimane quando si immagina di togliere tutto il resto, Dio compreso. Il Nulla non si può togliere perché rimane se stesso, all’infinito.

ESEGETA
Guarda qua che schifo…

PROFETA INCERTO
Lo spazio e il tempo si sviluppano nel Nulla. Nel Nulla si estendono il finito e l’infinito. Qualunque immane totalità facciamo lo sforzo di concepire, la sua alternativa inesistente è più vasta, in quanto diffusa in un mastodontico substrato nullico. Il Nulla è la zeroesima dimensione, l’assenza di punti geometrici.

ESEGETA
Mi sa che queste le devo buttare, cavolo.

PROFETA INCERTO
A questo punto potresti chiedermi in che senso il Nulla è un concetto maggiore di Dio.

ESEGETA
Scusa, sì. Quali sono i rapporti tra Dio e il nulla?

PROFETA INCERTO
Il Nulla è qualcosa che Dio stesso può soltanto immaginare. E’ l’unica cosa che non può aver creato. Se Dio può pensare alla sua stessa assenza allora concepisce qualcosa di più fondamentale di sé.

ESEGETA
Sconcertante e profondissimo, Maestro. Senti, mi dispiace per prima, forse stasera era meglio se…

PROFETA INCERTO
Hai risolto?

ESEGETA
Il grosso sì.

PROFETA INCERTO
Andiamo, allora. E rallegrati: se puoi calpestarne uno vuol dire che non sei tu lo stronzo.

ESEGETA
Grazie.

PROFETA INCERTO
Ah, c’era un errore nella tua domanda di prima.

ESEGETA
Che errore?

PROFETA INCERTO
Ortografico. D’ora in poi, quando nomini il Nulla, fallo con la enne maiuscola.

Nella foto: se non c’è Nulla, cosa c’è?

  1. O più efficacemente “una cazzata”, come pare fosse nella prima stesura della Critica della Ragion Pura. Comunque bella robina davvero, sì. []
  2. Si dice in verità che a Kant non dispiacesse prendere cose sottogamba. []

Ora Pornòbis

scritto da Profeta Incerto
Mag 24

“Poco sesso allontana da Dio, molto riconduce a Lui.”
(S.Agostino)

La riprova di questa massima millenaria è che Dio viene ormai invocato più spesso nei film porno che non in chiesa.

Invano? Boh, questo se permettete lo lasciamo decidere a Lui.

Buona Visione.

Nella foto: un video-sillogismo di 40 sec.


Il Principio di Esistenza Obbligatoria

scritto da Profeta Incerto
Mag 15

Esiste un x tale che x non esiste

Parecchi anni fa disquisivo con un saggio indiano1 su una delle Domande Fondamentali più profonde, forse la più profonda concepibile da qualsivoglia essere senziente. La domanda è questa:

Perché esiste qualcosa anziché nulla?2

Per capire quanto sia vertiginoso il quesito chiudete gli occhi e fate questo esperimento: provate a visualizzare che voi stessi, quello che vi circonda, l’universo intero, lo spazio, il tempo, e ovviamente Dio, ecco immaginatevi che tutto questo non sia mai esistito.

Coraggio, respirate e provateci, io intanto mi rollo un cannone.

. . .

Ok, basta così.

Se ad un certo punto avete avuto la sensazione come di un gigantesco effetto Larsen mentale, come se un improvviso TIR neuronale con gli abbaglianti sparati avesse deciso di precipitarvi addosso costringendovi a scagliarvi immediatamente via dalla strada pena la perdita della vita o della sanità mentale, allora congratulazioni: avete raggiunto l’esperienza mistica che alcuni eletti realizzano quando tentano di immaginare il nulla3.

Ad ogni modo, parlavo con questo indiano4 quando lui osservò che la risposta all’arcano quesito si trova nel concetto stesso di “nulla”:

il nulla è qualcosa (!) che per definizione non esiste5, ne segue che tutto ciò che esiste non può non esistere.

Ovvio, no?

In altri termini: se definiamo il nulla come tutto ciò che non esiste, allora tutto ciò che non è il nulla deve esistere per forza.

Chiaro.

Insomma: la possibilità che ciò che esiste non esista non esiste – vabbè era meglio come l’ho detto prima.

In definitiva la risposta a perché esiste qualcosa anziché nulla? E’ perché il nulla in quanto tale non esiste, quindi tutto deve esistere necessariamente.

Il saggio indiano6 lo chiamava “Principio di Esistenza Obbligatoria” e ne andava orgoglioso come se fosse un’importante scoperta logica, invece che una cazzata.

Del nulla parleremo ancora e approfonditamente. E’ incredibile quante cose ci siano da dire sul nulla7.8

Nella foto: “qualcosa non esiste”
(esiste un x tale che x non esiste)

P.S.
Questo articolo partecipa al ventiseiesimo Carnevale della Matematica ospitato da Gianluigi Filippelli sul blog Scienze Backstage.

  1. Non mi ricordo come si chiamava, faceva il perito informatico a Pisa. []
  2. Leibniz? (N.d.Esegeta). []
  3. La guardia medica parlò di una blanda crisi di panico da agorafobia (N.d.Esegeta). []
  4. Aveva pure una sorella discreta… Alessia? No, macché Alessia… []
  5. Parmenide? (N.d.Esegeta). []
  6. Qualcosa tipo Meeda, Meera, Meena… Forse c’ho ancora il numero, di là. []
  7. Non ci sono un po’ troppe note a questo giro? []
  8. Sì. (N.d.Esegeta). []

La Parabola dell’Uomo Rosso

scritto da Profeta Incerto
Mag 4

Red Man

C’era una volta un uomo rosso, tutto rosso.

Ora, siccome un uomo completamente rosso non esiste i casi sono due: o non era un uomo o non era rosso, o non era né uomo né rosso, e quindi i casi erano tre, scusate.

In realtà a guardarlo bene forse non era un uomo, era una donna, e forse non era rosso, era verde.

Ma siccome neanche le donne verdi esistono, il problema1 si ripresentava pari pari.

In un accesso d’ira e di frustrazione lo/la uccisi. In questo modo, pensavo, avrei cancellato il problema alla radice. Ma mi sbagliavo di grosso perché poi risultò che non esisteva nemmeno un uomo rosso morto né una donna verde defunta.

Peggio ancora, visto che loro non esistevano non poteva esistere neanche un assassino di uomini rossi o di donne verdi. In pratica mi ero fregato da solo e per aver assassinato un inesistente uomo rosso o donna verde ora non esistevo più nemmeno io.

Lo scandalo fu grande, e grande era il rischio di un’ulteriore propagazione di non-essere: non mi si poteva, per esempio, togliere di mezzo uccidendomi, altrimenti si sarebbe poi dovuto uccidere l’inesistente assassino di un assassino inesistente e in seguito l’assassino dell’assassino dell’assassino e così via.

Fu stabilito allora di ignorarmi completamente; tutti lo fecero e la cosa funzionò.

Andava tutto bene finché voi non avete letto questo racconto, diventando lettori impossibili di una roba che pretende di essere stata scritta da uno che non può esistere in quanto uccisore di un uomo/donna rosso/verde che non esiste, di conseguenza da ora non esistete più neanche voi.

Così imparate la prossima volta.

La suscritta parabola2 mostra quanto siano pericolose le cose che non esistono, tipo Dio, la felicità assoluta, la verità, e quanto perciò sia meglio lasciare che esistano e starne alla larga impauriti3.

Nella foto: l’uomo rosso in tutta
la sua spocchiosa non-esistenza.

  1. Ha detto verde? (N.d.Esegeta). []
  2. Tratta da: P.INCERTO, C’era una volta che un giorno crollò, ASSUMMA, 2002, p.18 []
  3. Oppure vuol dire qualcos’altro, che ne so, mi sono alzato da poco, ho mal di stomaco e un alito che ci potrei asfaltare una statale, ma poi che le parabole si spiegano? []