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Io e Me Stesso

scritto da Profeta Incerto
dic 14

Diversamente uguali

In cosa si differenziano due cose uguali?
Per esempio quelle due monete da un euro che hai in tasca, osservale bene.

ESEGETA
Mmm, sembrano nuove di zecca, stesso anno, stessa nazionalità, nemmeno un graffio… a me sembrano identiche.

PROFETA INCERTO
Dai qua… Ecco, brava scimmia, lo dicevo io, sono totalmente diverse!

Se le intasca subito perché tutti prima o poi
se l’aspettano, così nessuno si distrae1.

ESEGETA
Me l’aspettavo.

PROFETA INCERTO
E allora come fai a dire che sono identiche quando sono evidentemente fatte di atomi diversi e occupano ben distinte porzioni di spazio?

ESEGETA
Capisco, sono stato ingenuo e superficiale. Ma se al posto delle monete consideriamo degli oggetti astratti, per esempio due enti matematici?

PROFETA INCERTO
Stessa cosa. Vedi, Esegeta, due cose uguali si differenzieranno sempre per il fatto che una è una e l’altra è un’altra.

In logica si stabilisce che tra “a” e “b” sussiste una relazione di identità se e solo se ogni predicato valido per “a” è valido anche per “b”.
Ovvero, “a” e “b” sono la stessa cosa se tutto quello che posso dire di “a” lo posso dire anche di “b” e viceversa.

Il problema è che siccome uno lo chiamo “a” e l’altro “b” questa è già una proprietà che li differenzia.

Vabbè, allora chiamiamoli tutti e due “a” e diciamo che

a = a

Meglio così?

Mica tanto, perché l’ “a” che sta a sinistra dell’uguale non ha la proprietà di stare a destra e viceversa.

Il solo fatto di considerare due enti comporta che essi non potranno mai avere in comune tutte le proprietà: due cose sono per forza diverse. Dire che esistono due cose assolutamente uguali è contraddittorio.

Leibniz, che come è noto lo sapeva, taglia la testa al toro asserendo che per essere uguali in tutto e per tutto le due cose devono essere una cosa sola. Lo chiama principio di identità degli indiscernibili. In pratica dice che se “a” e “b” sono identici sei tu che ci vedi doppio.

Ma allora l’uguaglianza tra due o più cose è sempre apparente? Una roba può essere uguale solo a se stessa?

Molti logici sostengono di sì2.

Sarà. Personalmente non riesco a dire ad alta voce “io sono uguale a me stesso” o equivalentemente “io e me stesso siamo identici” senza sentirmi già un po’ dissociato.

Tutto chiaro?

ESEGETA
Sì. Io comunque ero da questa parte.

PROFETA INCERTO
Per chiarire il concetto, discepoli fedeli, o se preferite per contraddirlo, ripassate la parabola di Malfranco e Bengino a pag. 38 di C’era una volta che un giorno crollò.

ESEGETA
Lo farò senz’altro.

Nella foto: non si somigliano per niente.

  1. Un po’ come i camei di Hitchcock nei suoi ultimi film (N.d.Esegeta). []
  2. Il problema è come esprimere questa cosa senza ambiguità. Forse dovremmo smettere di considerare l’uguaglianza una relazione binaria. []

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Categorie: Filosofia ,Metafisica e Metamatica


10 Commenti a “Io e Me Stesso”

  1. PopingaNo Gravatar scrive:

    Profeta, come la mettiamo con il movimento? Se un oggetto cambia posizione non è più se stesso?

  2. Profeta IncertoNo Gravatar scrive:

    Già, e mi sovviene un’altra questione, caro Popinga: io sono identico al me stesso di 10 minuti fa? E se disgraziatamente non lo fossi c’è qualcun altro che lo è al posto mio? E se è così fragile e complicato mantenere la propria identità, come fa un documento a durare 5 anni?

  3. DelusoNo Gravatar scrive:

    In realtà esiste una proprietà delle uguaglianze matematiche che consente di scambiare il membro a sinistra e a destra dell’uguale. Quindi, nell’uguaglianza a=a, i due enti matematici “a” sono ASSOLUTAMENTE uguali, perché la “a” a sinistra può senza problemi prendere il posto della “a” a destra e viceversa. Ciò tradotto in simboli crea un’altra uguaglianza, che è:
    (a=a)=(a=a), dove, molto stupidamente, la “a” di sinistra e quella di destra vengono scambiate di posto in ogni membro dell’uguaglianza più grande. E allora tu, caro profeta, stupidamente come al solito dirai “Eh, ma i due membri “più grandi” contenuti nelle parentesi sono diversi, perché nel primo la “a” di sinistra è a sinistra, nel secondo, a destra, è invece a destra. Ma, dovendomi adeguare alla tua demenza primordiale, mi tocca scrivere un’altra uguaglianza, che è la seguente: [(a=a)=(a=a)]=[(a=a)=(a=a)]. Ecco, vedi, ora sei contento? Mi hai obbligato ad abbassarmi al tuo intelletto privo di senso. Sai, la significatività di un filosofo si riconosce dai mezzi che altri filosofi di idee contrarie de devono adottare per tentare di confutare le sue teorie. Ecco, io ho appena usato metodi veramente insensati e banali. Ti ho conosciuto leggendo un tuo post veramente ben scritto e divertente (di cui però non ti rivelo il titolo per non farti arrossire), e ti ho ammirato, poi però ne ho letti molti altri e ho pensato tra me e me “certo che è proprio da quattro soldi, i suoi argomenti sono così sciocchi e infantili da sembrare inconfutabili”. Ma, caro mio, ciò che conta non è l’inconfutabilità. Non cercare l’inconfutabilità, cerca i bei ragionamenti. Con affetto, un tuo nuovo e colpito lettore già ormai deluso.

  4. DelusoNo Gravatar scrive:

    E se vorrai continuare a sostenere che i membri dell’ultima uguaglianza sono diversi ti faccio notare che si può continuare all’infinito

  5. DelusoNo Gravatar scrive:

    Basi le tue teorie su paradossi linguistici, non logici

  6. Profeta IncertoNo Gravatar scrive:

    Deluso, fai bene a dubitare delle cose che scrivo, sia qua che nei miei costosi seminari io stesso insegno anzitutto proprio a dubitare (tanto si paga in anticipo)… però non te la prendere così, checcazzo!

  7. DelusoNo Gravatar scrive:

    Non disperare, non “me la sono presa”. Comunque scusami, a volte mi faccio prendere un po’ troppo la mano. Sappi comunque che ti trovo molto simpatico, complimenti. Mi regali sempre molte risate quando leggo i tuoi “testi sacri”

  8. Renato RaiaNo Gravatar scrive:

    Anche se non centra niente con l’argomento in questione, profeta (o forse si, tutto è collegato no?) (ba be sto delirando) vorrei farti due domande:
    1) In alcuni articoli ti riveli profondamente cristiano (ad esempio l’argomento anti-ateo inespugnabile) in altri critichi alcuni aspetti della chiesa e della religione (la chiesa ha duemila anni, povero cristo and co) e sembra che tu non creda. Why?
    2) Altra domanda… me la so scordata, va be.

  9. Profeta IncertoNo Gravatar scrive:

    Fedele Renato Raia, la tua domanda è estremamente interessante, tanto che magari sarebbe il caso che ci dedicassi un post apposta (voglio dire la prima, di domanda). Pazienta, che prima o poi ci scappa.

  10. Renato RaiaNo Gravatar scrive:

    Attenderò profeta però mi è tornata il mente la seconda domanda:
    Chi è Esegeta? Una persona sola o più di una? Un tuo amico? (più che una domanda sono tre ma le altre due sono racchiuse nella prima quindi contala come una)
    Un’altra cosa (e siamo a quattro) in rispetto agli altri anni stai contribuendo di meno al blog (nel duemiladieci hai scritto ben 50 voci invece di questi tempi stai andando a una pagina al mese. Hai altri siti/social dove diffondi il tuo sapere che ti impegnano? O sei in una fase di ascetismo spirituale (volgarmente tradotto come “pigrizia” ma tralasciamo)?
    Ti ringrazio anticipatamente per la risposta a queste due… emh, cinque domande.

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